Ravello, al Caruso il charity cocktail con Medici Senza Frontiere: quando l’accoglienza diventa solidarietà

A Ravello il Caruso ospita il charity cocktail per Medici Senza Frontiere: il 60% della quota sarà devoluto all’organizzazione umanitaria
Di Redazione
Hotel Caruso Belmond, Ravello
Hotel Caruso Belmond, Ravello

Questa sera, sabato 5 settembre, alle 18.30, i Giardini Wagner del Caruso, A Belmond Hotel di Ravello, ospiteranno un charity cocktail a sostegno di Medici Senza Frontiere. Un appuntamento che lega uno dei luoghi simbolo dell’ospitalità della Costiera Amalfitana a un gesto concreto di solidarietà: il 60% della quota di partecipazione sarà infatti devoluto all’organizzazione medico-umanitaria che da oltre cinquant’anni interviene nelle aree del mondo colpite da guerre, epidemie, catastrofi e crisi sanitarie.

In questi giorni ho riflettuto molto sulla parola “accoglienza”, una parola frequentemente utilizzata e qualche volta svuotata del suo significato più autentico. Accogliere significa aprire le braccia, rendersi disponibili a ricevere qualcuno, ma anche essere pronti a dare qualcosa di sé. È un gesto fisico, ma soprattutto morale.

Dai Giardini Wagner un gesto concreto verso chi ha bisogno

Al Caruso la parola accoglienza appartiene naturalmente alla storia e alla funzione stessa della struttura. Qui arrivano ospiti da ogni parte del mondo alla ricerca della bellezza di Ravello, del panorama della Costiera Amalfitana, del riposo, dell’eleganza, della cucina e di quella capacità di prendersi cura delle persone che rappresenta l’essenza dell’ospitalità di alto livello.

Ma questa sera l’accoglienza avrà un significato ulteriore.

A partire dalle 18.30, i Giardini Wagner si apriranno a Medici Senza Frontiere per una serata nella quale il piacere di stare insieme sarà legato direttamente al sostegno dell’attività umanitaria dell’organizzazione. Lo scenario sarà quello conosciuto in tutto il mondo: davanti il mare, alle spalle la struttura terrazzata del Caruso, con la sua eleganza discreta e una posizione capace di offrire uno dei panorami più suggestivi di Ravello.

Gli ospiti potranno degustare le creazioni dell’Executive Chef Armando Aristarco, sapendo però che questa volta il cocktail non sarà soltanto un appuntamento gastronomico o mondano.

Il 60% della quota destinato a Medici Senza Frontiere

Il dato che restituisce immediatamente il valore dell’iniziativa è semplice: il 60% della quota di partecipazione sarà destinato a Medici Senza Frontiere, organizzazione medico-umanitaria presente da oltre mezzo secolo nelle zone del mondo dove l’accesso alle cure diventa più difficile e urgente.

Alla serata parteciperanno responsabili e operatrici umanitarie dell’associazione provenienti da Roma, con il supporto delle referenti di MSF Antenna Salerno. Una presenza che consentirà anche di comprendere più da vicino il lavoro svolto quotidianamente da medici, infermieri e operatori impegnati nelle emergenze internazionali.

L’iniziativa nasce anche dalla sensibilità della direzione del Caruso e della General Manager Iolanda Mansi, che ancora una volta lega l’identità di una struttura conosciuta nel mondo per l’eccellenza dell’ospitalità a un progetto capace di guardare oltre i propri confini.

A Ravello l’ospitalità incontra la solidarietà

Dovevo essere breve, perché tutto accade questa sera e le ore che restano sono poche.

Ma qualche parola in più, in questo caso, meritava di essere spesa.

Perché un albergo può accogliere chi arriva per ammirare Ravello, trascorrere una vacanza, assaporare un piatto o concedersi qualche ora di bellezza. Può però anche scegliere di trasformare quella stessa capacità di accogliere in un gesto rivolto verso chi, molto lontano da qui, affronta condizioni infinitamente più difficili.

Ed è esattamente quello che accadrà questa sera al Caruso.

La parola “accogliere” indicherà ancora una volta un abbraccio, ma avrà anche la direzione di un movimento verso l’altro. Un modo concreto per utilizzare un luogo di straordinaria bellezza e una serata di convivialità per sostenere chi ogni giorno porta cure e assistenza dove ce n’è maggiore bisogno.

Emilia Filocamo

 
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