Acqua sempre più cara nella Tuscia, cittadini contro le bollette Talete: “Aumenti fino al 40% e disservizi”

Gennaro Giardino torna a occuparsi pubblicamente dei problemi del territorio dopo un periodo di assenza dovuto a motivi di salute
Di Fabio Vergovich
Rubinetto acqua lavandino

Nella Tuscia cresce il malcontento per le bollette dell’acqua. A portare nuovamente alla luce le proteste dei cittadini è Gennaro Giardino, creator digitale e amministratore dei gruppi Facebook “Striscia la Tuscia” e “Striscia Vetralla”, che raccoglie segnalazioni di utenti alle prese con importi giudicati sensibilmente più elevati rispetto al passato.

Nel mirino c’è Talete, gestore del servizio idrico integrato nell’ATO 1 Lazio Nord-Viterbo, mentre la questione sollevata dalle famiglie riguarda soprattutto il rapporto fra quanto viene chiesto in bolletta e un servizio che, in diverse zone della provincia, continua a essere accompagnato da problemi di pressione, interruzioni e criticità della rete.

Giardino torna così a occuparsi pubblicamente dei problemi del territorio dopo un periodo di assenza dovuto a motivi di salute. Lo fa partendo dalle testimonianze raccolte attraverso le community che amministra, nate proprio per offrire uno spazio alle segnalazioni dei residenti dei comuni della Tuscia.

Il punto più delicato riguarda gli aumenti indicati da alcuni utenti. Giardino cita il caso di un garage di circa venti metri quadrati, nel quale il consumo di acqua sarebbe estremamente limitato: “Ci sono stati aumenti sulla bolletta idrica di circa il 40% su un garage di circa 20 mq dove l’acqua viene usata pochissimo.

Da 20-25 euro che si pagavano si è passati a 95 euro”. Una variazione dell’importo che, considerata in questi termini, richiede naturalmente di verificare periodo di fatturazione, consumi effettivi, eventuali conguagli, quote fisse e letture utilizzate per l’emissione della bolletta.

Bollette dell’acqua nella Tuscia, il problema è anche il servizio ricevuto

La protesta non riguarda soltanto il conto finale. A rendere più difficile da accettare qualsiasi incremento sono le condizioni del servizio descritte da numerosi cittadini: cali di pressione, difficoltà nell’approvvigionamento, problemi di potabilità verificatisi in alcune aree e una rete che necessita di consistenti interventi.

Nel corso del 2026 il territorio viterbese ha già dovuto affrontare diverse criticità legate alla qualità dell’acqua. A Viterbo, per esempio, nel mese di febbraio era stata disposta la non potabilità nelle zone servite dal serbatoio Grotticella per valori di arsenico superiori ai limiti previsti. A giugno un’altra ordinanza aveva interessato diverse zone alimentate dalla rete Centro 480 dopo il rilevamento di enterococchi oltre i valori consentiti. In entrambi i casi erano stati adottati provvedimenti specifici fino al ripristino delle condizioni previste per il consumo umano.

È proprio questo quadro a rendere particolarmente sensibile il tema dei costi. Il cittadino comprende che la gestione di un acquedotto abbia spese elevate e che siano necessari investimenti, ma pretende che all’aumento dell’esborso corrisponda un miglioramento percepibile della rete, della continuità del servizio e dell’assistenza.

Per le abitazioni dove l’acqua arriva pochissimo per i forti cali di pressione c’è stato un forte aumento di circa il 40%“, sostiene Giardino riportando le segnalazioni arrivate dai residenti.

La percentuale indicata rappresenta dunque il rincaro riscontrato nei casi segnalati alla community e non può essere automaticamente estesa a tutte le utenze della Tuscia. Proprio per questo sarebbe importante che ogni aumento considerevole risultasse facilmente comprensibile attraverso bollette leggibili, consumi chiaramente indicati e informazioni che consentano all’utente di capire immediatamente perché l’importo sia cambiato.

Talete, letture dei contatori e bollette: i cittadini chiedono maggiore chiarezza

Uno dei punti sui quali Giardino concentra maggiormente la protesta riguarda l’autolettura.

“Ti chiedono di inviare la lettura, cosa non facile per tutti. Paghiamo non poco di quota fissa in bolletta e ci viene chiesto di inviare la lettura. Cosa che dovrebbe effettuare direttamente Talete e non inviare bollette senza rilevamento di lettura”, afferma.

Il tema è particolarmente importante perché una bolletta basata su consumi stimati può produrre successivamente conguagli anche consistenti. Per un’utenza domestica diventa quindi essenziale capire se l’importo richiesto derivi da un consumo realmente registrato, da una stima, dal recupero di consumi precedenti o dalla modifica delle diverse componenti tariffarie.

Giardino segnala inoltre difficoltà nell’ottenere risposte attraverso telefono, posta elettronica e Pec. È un aspetto che, indipendentemente dall’entità dei rincari, incide direttamente sul rapporto fra gestore e utente: davanti a una bolletta molto più alta del solito, poter ricevere rapidamente una spiegazione diventa parte integrante del servizio.

Perché la bolletta idrica può aumentare

La tariffa dell’acqua non viene determinata liberamente dal singolo gestore. Il sistema italiano è regolato attraverso il Metodo Tariffario Idrico definito da Arera, mentre gli Enti di governo dell’ambito predispongono le tariffe sulla base delle regole nazionali e delle caratteristiche del servizio sul territorio. Anche nel 2026 è in corso il primo aggiornamento biennale delle predisposizioni tariffarie riferite al quarto periodo regolatorio del servizio idrico integrato.

Nella bolletta, inoltre, non viene pagata soltanto l’acqua consumata. Gli importi concorrono a sostenere acquedotto, fognatura, depurazione, manutenzione degli impianti e investimenti sulle infrastrutture. A incidere possono essere anche i costi dell’energia utilizzata per sollevamento, trattamento e distribuzione, oltre all’adeguamento dei costi operativi.

Nell’ATO 1 Lazio Nord-Viterbo sono in corso anche interventi destinati alla riduzione delle perdite attraverso digitalizzazione e monitoraggio delle reti. Nel luglio scorso, per esempio, a Montefiascone sono stati programmati lavori finanziati nell’ambito del PNRR con installazione di misuratori di portata e pressione proprio per migliorare il controllo della rete e contenere le dispersioni.

Sono investimenti necessari, considerata l’età di molte infrastrutture. Per i cittadini, però, resta una domanda molto concreta: quanto tempo servirà prima che questi lavori producano benefici visibili nelle case?

Il malcontento corre sui gruppi Facebook della Tuscia

“Striscia la Tuscia” nasce proprio dall’esigenza di mettere insieme problemi che, considerati singolarmente, rischierebbero di restare confinati alla strada o al comune nel quale si verificano. Il gruppo raccoglie segnalazioni, osservazioni e proteste provenienti dal territorio viterbese e replica su scala provinciale l’esperienza precedente di “Striscia Vetralla”.

Sul tema dell’acqua il confronto si sta concentrando su bollette più pesanti, letture dei contatori, pressione insufficiente e qualità del servizio.

“Le proteste dei cittadini sui social riguardo ai rincari delle tariffe idriche e ai disservizi riflettono un malcontento alimentato dalla combinazione tra bollette più pesanti e reti colabrodo”, osserva Giardino.

Ed è probabilmente questo il punto sul quale occorrerà fare maggiore chiarezza. Non basta sapere che l’acqua costa di più: le famiglie vogliono capire perché, quale parte della bolletta sia aumentata, quanto dipenda dal consumo, quanto dalle quote fisse, quanto da eventuali conguagli e soprattutto quale miglioramento del servizio sia previsto in cambio degli investimenti finanziati attraverso la tariffa.

Quando una risorsa essenziale come l’acqua entra sempre più pesantemente nel bilancio familiare, la trasparenza diventa determinante. Una bolletta può essere tecnicamente corretta e risultare comunque incomprensibile per chi la riceve. Nella Tuscia la richiesta che emerge dalle proteste raccolte da Gennaro Giardino è quindi semplice e molto concreta: pagare quanto dovuto, ma poter conoscere con precisione per che cosa si sta pagando e ricevere un servizio adeguato alla cifra richiesta.

 
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