A 86 anni

Addio a Bruno Pizzul, voce storica del giornalismo italiano

Si è spento all'ospedale di Gorizia a 86 anni. È stato il telecronista dell'Italia dal 1986 al 2002: da Notti Magiche a i rigori di Pasadena, una voce intragenerazionale
Di Enrico Salvi
Bruno Pizzul
Bruno Pizzul

Oggi il mondo dello sport, del calcio e del giornalismo italiano si sveglia più povero. Se n’è andato Bruno Pizzul, voce storica dell’Italia del calcio, punto di riferimento per generazioni di appassionati e maestro di tanti telecronisti attuali. Si è spento nel suo Friuli, all’ospedale di Gorizia, a pochi giorni dal suo 87° compleanno.

Gli esordi come giocatore

Nato a Udine l’8 marzo 1938, diventa uno dei più competenti e apprezzati telecronisti del suo tempo in ambito calcistico anche grazie al suo passato da calciatore: cresce in una squadra parrocchiale di Cormons, la sua città, passando poi alla Pro Gorizia. Da giovane Pizzul riuscì ad alternare studio e attività sportiva, diventando calciatore professionista. Di ruolo centromediano, giocò per Catania, Ischia, Udinese e Sassari Torres, ma a causa di un infortunio al ginocchio finì presto la sua carriera.

La laurea, il concorso in Rai e le telecronache europee

Abbandonata forzatamente la carriera sportiva, Bruno Pizzul proseguì con gli studi, laureandosi in giurisprudenza e successivamente insegnando lettere nelle scuole medie di San Lorenzo Isontino. A 31 arriva l’assunzione in Rai tramite concorso nazionale per radio-telecronisti e iniziò subito con le telecronache.

La sua prima partita commentata è datata 8 aprile 1970, Juventus-Bologna spareggio di Coppa Italia disputatasi sul campo neutro di Como. Arrivano anche le telecronache europee, con la prima finale al commento: la vittoria del campionato europeo 1972 della Germania Ovest, che batté  l’URSS per 3-0 a Bruxelles. Da lì commentò per trent’anni varie finali di Coppe europee con diversi trionfi delle squadre italiane. A cominciare dalla vittoria del Milan nella Coppa delle Coppe 1973, passando per le vittorie sempre del Milan in 3 Coppe dei Campioni in 5 anni guidato dagli olandesi ad inizio anni ‘90, fino alle vittorie delle squadre italiane nella Coppa UEFA. I suoi ultimi commenti “vittoriosi” furono nel 1999, con la Coppa delle Coppe vinta dalla Lazio sul Maiorca e la Coppa UEFA vinta dal Parma sull’Olympique Marsiglia. Di particolare impatto la telecronaca della finale di Coppa Campioni 1985, tra Juventus e Liverpool, nota per la strage dell’Heysel prima del match.

Per la Rai inoltre è stato conduttore di trasmissioni come la Domenica Sportiva estate, Sport Sera, Domenica Sprint e curatore dello spazio dedicato alla moviola all’interno di 90º minuto.

I 16 anni al commento dell’Italia di Notti Magiche e di Roberto Baggio

Nonostante gli oltre 30 anni di carriera in molte vesti, Bruno Pizzul è e sarà ricordato soprattutto per i 16 anni come voce principale della nazionale italiana di calcio. Dopo qualche sporadica occasione (come alcune partite di qualificazione al mondiale 1982), Pizzul sostituì ufficialmente Nando Martellini a partire dal campionato del mondo 1986 in Messico e commentò in totale cinque campionati mondiali, quattro campionati europei, tutte le partite di qualificazione ai Mondiali e agli Europei a eccezione della finale terzo-quarto posto di Italia ’90. La sua ultima partita al commento dell’Italia, che segnò anche il suo commiato dalla Rai, fu l’amichevole giocata nel suo Friuli, a Trieste, contro la Slovenia il 21 agosto 2002 dopo i Mondiali di Corea e Giappone.

Sfortunatamente coprì le edizioni dei mondiali prima e dopo i trionfi azzurri (1982 e 2006), ma nonostante non poté commentare vittorie finali della nazionale italiana, rimarrà nella memoria di una generazione per le telecronache di un’Italia che fece emozionare. Dalle Notti Magiche di Italia ’90 ai trionfi sfiorati a USA 1994 ed Euro 2000, dove entrò nel cuore di tutti un nome in particolare associato alla sua voce: quello di Roberto Baggio.

 
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Cronaca

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