Aldo Ciabatti e “La rinascita dell’uomo”

Sabato 23 novembre sarà inaugurata la mostra di Aldo Ciabatti, pittore e designer di grande fama

Sarà inaugurata sabato 23 novembre 2013 la mostra di Aldo Ciabatti, dal titolo “La Rinascita dell’Uomo”.
A cura di Giorgio Di Genova, la mostra sarà ospitata a Frascati, nelle sale delle Scuderie Aldobrandini, ristrutturate da Massimiliano Fuksas.
Ma la sede della Cangemi, a Roma, in via Giulia, ha avuto l’onore di ospitare, in anteprima assoluta, l’artista Ciabatti e le sue opere martedì scorso.

Classe 1939, aretino di nascita ma romano d’adozione, Aldo Ciabatti, già designer di grande fama, è tornato a dedicarsi alla pittura a tempo pieno dal 2008.
“Si tratta di una personalità artistica affascinante e difficilmente imitabile”. Così lo ha definito il sindaco di Frascati, Stefano di Tommaso, che continua: “Nella sua ricerca estetica immette un travaglio morale e una volontà di avvicinarsi con l’arte alle verità ultime dell’universo. Per questo, ospitare la sua mostra nel polo museale di Frascati, ci rende pieni d’orgoglio”.

“Per Aldo Ciabatti – commenta il prof. Di Genova e curatore della mostra –, la cui rinascita s’è determinata nel momento in cui ha potuto convergere di nuovo sul suo amore d’infanzia, la pittura è l’espressione della ‘verità eterna’. Da qui, discendono i risvolti filosofici e didattici della sua pittura”.
“Il visionarismo di Aldo Ciabatti – prosegue – è permeato di una ampia e profonda cultura storica, mitologica, astronomica, scientifica e filosofica, cultura che gli permette di sfruttare al meglio la sua particolare mobilità esecutiva, riflettendosi nell’ambito espressivo. Ed è per tale predisposizione che nella sua produzione, oltre a individuare i merletti dell’universo, egli riesce a percorrere i sentieri del lirismo, tra cui eccelle il connubio dittico di ‘Aereoponica’ (2012), sapendo inoltre affidarsi sia allo spirito che alla materia, talvolta spellandola ed ulcerandola, ma anche bendandola con ‘garze’ a trama larga, e sempre con una pregnanza espressiva – conclude -, per cui il suo instancabile ‘navegar pettoresco’ nelle visioni del cosmo che alberga nel suo profondo non manca di coinvolgerci e nel contempo stupirci”.

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