Il mare della Costiera Amalfitana diventa protagonista mercoledì 26 agosto al Caruso, A Belmond Hotel Amalfi Coast, con la Ditirambo Night “L’Alice nell’Hotel delle Meraviglie”, appuntamento che dalle 19 porterà ai bordi della celebre piscina di Ravello due differenti culture dell’alice, quella di Cetara e quella cilentana della menaica. La serata unirà gastronomia, conoscenza delle tecniche di pesca e attenzione alla tutela dell’ambiente marino, con il coinvolgimento del GAL Pesca Approdo di Ulisse e una scelta precisa: raccontare ciò che arriva nel piatto partendo dal lavoro necessario per conservarne il futuro.
Al Caruso di Ravello il 26 agosto si incontrano le alici di Cetara e la menaica cilentana
Le protagoniste saranno piccole per dimensioni e molto più importanti di quanto possa suggerire il loro peso. Le alici appartengono alla storia alimentare e produttiva di ampie porzioni della costa campana e rappresentano uno degli esempi più riconoscibili di quel rapporto diretto con il Mediterraneo che ha costruito ricette, economie familiari e mestieri tramandati per generazioni.
A raccontare la tradizione di Cetara sarà Giulio Giordano, con una storia familiare legata alla lavorazione delle alici e alla colatura, prodotto ormai conosciuto ben oltre i confini campani. Sul versante cilentano arriveranno Donatella Marino e la sua famiglia, interpreti della pesca con la menaica, tecnica antica che mantiene uno stretto rapporto con tempi, dimensioni e caratteristiche del pescato.
Due esperienze differenti che permettono di entrare nella parte meno visibile di ciò che normalmente arriva a tavola. Prima di una preparazione gastronomica ci sono infatti il mare, le condizioni meteorologiche, le reti, le uscite notturne, la conoscenza dei fondali e una professionalità costruita attraverso anni di lavoro. È proprio questo passaggio a dare alla Ditirambo Night un significato che supera quello di una cena in una delle cornici più conosciute della Costiera Amalfitana.
Dalla piscina affacciata sulla Costiera alla cucina di Armando Aristarco
Il percorso gastronomico sarà affidato all’Executive Chef Armando Aristarco, chiamato a interpretare un ingrediente apparentemente semplice come l’alice partendo dalle sue diverse identità territoriali. Il contesto è quello del Caruso di Ravello, dove il rapporto con il Mediterraneo è percepibile anche senza trovarsi direttamente sulla spiaggia: il mare accompagna il panorama, entra negli scorci dei giardini e delle terrazze e diventa parte dell’esperienza della cucina.
La serata del 26 agosto completa inoltre il percorso dedicato agli elementi che ha caratterizzato le Ditirambo Nights del 2026. Il 22 maggio l’attenzione era stata rivolta al cielo, con l’osservazione astronomica e la partecipazione degli esperti di AstroCampania. Il 22 luglio era arrivato il momento della terra, attraverso produzioni, tradizioni e protagoniste femminili del territorio. Ad agosto toccherà dunque al Mediterraneo, prima dell’appuntamento conclusivo con Agorà, previsto il 12 settembre.
La formula mantiene un tratto preciso: mettere uno accanto all’altro produttori, esperienze e territori, lasciando che siano ingredienti e lavorazioni a mostrare differenze e punti di contatto. Nel caso dell’alice questa impostazione acquista un interesse particolare perché Cetara e Cilento hanno costruito intorno allo stesso pesce due patrimoni gastronomici fortemente riconoscibili.
Pesca sostenibile, il Caruso lega la serata a un progetto per il mare
L’aspetto destinato a lasciare una traccia oltre la cena riguarda però la sostenibilità. La direzione del Caruso, guidata dalla General Manager Iolanda Mansi, ha scelto di collegare l’appuntamento al lavoro del GAL Pesca Approdo di Ulisse, realtà impegnata nella valorizzazione della pesca costiera e in progetti destinati a rendere più sostenibile l’utilizzo delle risorse marine.
È un tema particolarmente concreto per un territorio che costruisce una parte importante della propria identità e della propria economia sul mare. La piccola pesca deve oggi misurarsi con la necessità di proteggere le risorse biologiche, limitare le catture indesiderate e conservare un equilibrio che consenta alle nuove generazioni di continuare attività presenti lungo queste coste da secoli.
La sostenibilità, quindi, entra direttamente nel rapporto fra cucina e materia prima. Parlare di un’alice significa anche interrogarsi sulla disponibilità futura del pescato, sulle tecniche utilizzate e sulla capacità di mantenere economicamente vitale la pesca artigianale senza impoverire l’ecosistema.
Una Ditirambo Night che racconta anche il futuro della Costiera
“L’Alice nell’Hotel delle Meraviglie” utilizza così un ingrediente popolare per affrontare una questione molto più ampia. Il turismo di alta gamma, soprattutto in territori fragili e fortemente frequentati come la Costiera Amalfitana, può diventare uno strumento capace di generare valore anche fuori dai confini dell’hotel quando mette in relazione ospitalità, produttori, pescatori e iniziative ambientali.
Il 26 agosto dalle 19, affacciati sul Mediterraneo dalla piscina del Caruso, gli ospiti incontreranno quindi le alici di Cetara, la menaica cilentana e la cucina di Armando Aristarco. Dietro il menu resterà visibile un tema che riguarda direttamente il futuro di queste coste: continuare a utilizzare le risorse del mare significa anche imparare a proteggerle.

Emilia Filocamo
