Il sindacato denuncia il rischio di una “gogna mediatica”
Cresce la tensione tra il mondo circense e le istituzioni locali. La SIAC Europa, sindacato che rappresenta i lavoratori dello spettacolo dal vivo e tutela anche il benessere degli animali impiegati negli spettacoli, ha espresso forte preoccupazione per il futuro dei professionisti del settore circense.
Il timore principale riguarda le ripercussioni della campagna mediatica condotta dalla LAV (Lega Anti Vivisezione), che negli ultimi mesi ha intensificato le denunce contro l’uso di animali nei circhi. Per il sindacato, queste azioni rischiano di superare il perimetro del dibattito sul benessere animale e di trasformarsi in una pressione politica e sociale che potrebbe compromettere il lavoro e la dignità di migliaia di famiglie.
Le accuse al Comune di Roma
Al centro delle critiche della SIAC Europa c’è anche la posizione del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri, e della parlamentare Patrizia Prestipino, attuale Garante degli Animali per Roma Capitale. Secondo il sindacato, le recenti dichiarazioni e decisioni dell’amministrazione capitolina rischiano di alimentare un clima di ostilità verso il settore, senza basarsi su dati certi o su verifiche oggettive delle condizioni degli animali nei circhi.
“Siamo sorpresi dalle prese di posizione del sindaco Gualtieri e del Garante Prestipino. Un garante dovrebbe mantenere un ruolo super partes, ascoltando tutte le parti in causa prima di esprimere giudizi che possono avere conseguenze economiche e sociali enormi”, afferma la segretaria generale Bianca Montico.
Garanzie sul benessere animale
Il sindacato sottolinea come le compagnie circensi abbiano un interesse diretto nel garantire il benessere degli animali, considerati veri protagonisti degli spettacoli. Esistono normative nazionali e controlli periodici da parte di ASL, etologi e veterinari che monitorano lo stato di salute e le condizioni di vita degli animali.
“Ogni spostamento di una compagnia circense è accompagnato da controlli rigorosi”, evidenzia Montico. “Le imprese operano nel pieno rispetto delle leggi vigenti, e qualsiasi maltrattamento rappresenterebbe un reato penale. La nostra priorità è rafforzare questi standard e collaborare con le autorità competenti per un sistema sempre più trasparente.”
Rischio occupazionale
Il circo tradizionale, con la presenza di animali, rappresenta per la SIAC Europa un patrimonio culturale radicato in Europa e in molti altri Paesi. La sua eliminazione, secondo il sindacato, modificherebbe profondamente l’identità di questa forma d’arte, mettendo a rischio anche un intero comparto lavorativo.
“Non possiamo accettare che i lavoratori del circo vengano trattati come professionisti di serie B”, aggiunge Montico. “Dietro ogni spettacolo ci sono famiglie che da generazioni si dedicano a questa arte e che ora temono per il loro futuro.”
L’organizzazione denuncia che molte decisioni comunali stanno già causando danni economici, con un impatto diretto su migliaia di posti di lavoro. La Legge 337/1968, che riconosce la funzione sociale dei circhi equestri e impone ai Comuni di destinare aree per le installazioni senza ricorso ad aste, sarebbe spesso ignorata, creando ulteriori difficoltà operative.
Appello per un tavolo di confronto equo
La SIAC Europa chiede l’apertura di un tavolo di dialogo con istituzioni e associazioni animaliste per trovare soluzioni equilibrate. L’obiettivo è tutelare sia il benessere animale che i diritti dei lavoratori circensi, nel rispetto delle normative esistenti. “Serve un confronto costruttivo e non una contrapposizione ideologica”, conclude Montico. “Solo così possiamo assicurare giustizia e buon senso in un tema così delicato.”