Autovelox, 3.150 dispositivi in regola: ecco come controllare se una multa è valida

Per gli automobilisti del Lazio, diventa importante sapere come verificare la regolarità dell'apparecchio che ha rilevato l'infrazione
Di Fabio Vergovich
Autovelox, controlli Polizia
Autovelox, controlli Polizia

L’entrata in vigore del nuovo decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, dal 12 luglio, modifica in modo concreto il quadro degli autovelox in Italia. Circa 3.150 dispositivi risultano ora conformi e possono essere utilizzati per il controllo della velocità, mentre altri 850 sono stati disattivati in attesa dell’adeguamento previsto dalla normativa. Per gli automobilisti del Lazio, dove le postazioni fisse e mobili sono numerose sulle principali arterie regionali, diventa quindi ancora più importante sapere come verificare la regolarità dell’apparecchio che ha rilevato l’infrazione.

Autovelox conformi: cosa cambia con il nuovo decreto e perché è importante per gli automobilisti del Lazio

Il provvedimento mette ordine in una questione che negli ultimi anni aveva alimentato numerosi ricorsi, legati alla distinzione giuridica tra apparecchi approvati e apparecchi omologati. Con l’aggiornamento normativo è stata introdotta una regolarizzazione tecnica che attribuisce piena efficacia a numerosi modelli già utilizzati sulle strade italiane, purché rispettino le caratteristiche tecniche previste.

Questo significa che migliaia di dispositivi possono continuare a operare senza incertezze sulla loro validità. Allo stesso tempo, gli apparecchi esclusi dall’elenco non possono essere utilizzati fino al completamento delle procedure richieste. Per chi percorre ogni giorno le strade del Lazio, dalle grandi consolari al Grande Raccordo Anulare, fino alle arterie provinciali interessate dai controlli della velocità, il cambiamento ha effetti pratici immediati.

Come verificare se l’autovelox che ha rilevato l’infrazione è presente nell’elenco

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la possibilità di controllare direttamente il dispositivo indicato nel verbale. È sufficiente inserire alcuni dati identificativi, come il Comune dove è stata rilevata la violazione, l’ente che ha effettuato l’accertamento oppure il codice del dispositivo riportato nella contestazione.

Se l’apparecchio compare nell’elenco dei dispositivi conformi, la rilevazione rientra nel nuovo quadro normativo. Se invece il codice non risulta presente, la posizione dell’automobilista può essere valutata sotto il profilo della legittimità della sanzione. La verifica rappresenta quindi un passaggio utile prima di decidere come procedere dopo aver ricevuto un verbale.

I modelli che rientrano nella regolarizzazione tecnica

La regolarizzazione comprende diversi apparecchi utilizzati da anni sulle strade italiane. Sono inclusi gli Autovelox 106 della serie Sodi Scientifica, impiegati sia nelle versioni mobili sia in quelle fisse, la serie Velomatic 512D prodotta da Eltraff e i sistemi Tutor Celeritas destinati al controllo della velocità media sulle autostrade, purché registrati e aggiornati secondo le specifiche tecniche previste.

L’inserimento di questi modelli nell’elenco consente agli enti proprietari delle strade di continuare i controlli senza dover sostituire immediatamente gli apparati già installati, a condizione che siano rispettati tutti gli adempimenti richiesti.

Autovelox nel Lazio: attenzione alle postazioni fisse e ai controlli mobili

Per chi guida nel Lazio resta fondamentale mantenere alta l’attenzione lungo i tratti già interessati dai controlli della velocità. Le postazioni della Polizia Stradale vengono aggiornate periodicamente e riguardano sia autovelox fissi sia controlli mobili presenti sulle principali direttrici regionali e autostradali.

Diversa è la situazione degli impianti utilizzati dalle amministrazioni comunali e provinciali. In questi casi non esiste un calendario pubblico con l’indicazione delle giornate di controllo. Rimangono però validi gli obblighi relativi alla segnalazione preventiva della presenza degli autovelox, mentre molti automobilisti utilizzano le più diffuse applicazioni di navigazione che raccolgono le segnalazioni degli utenti in tempo reale.

Per chi percorre abitualmente il Lazio questo significa prestare particolare attenzione lungo le strade extraurbane, sulle consolari che collegano Roma con le altre province e sulle arterie caratterizzate da limiti di velocità differenti lungo il percorso.

Le nuove regole per installazione e utilizzo degli autovelox

Il decreto conferma anche criteri precisi per il posizionamento degli apparecchi. Nei centri abitati non è consentita l’installazione nelle Zone 30 né sulle strade dove il limite massimo è inferiore a 50 chilometri orari.

Sono inoltre previste distanze minime per la segnalazione. Sulle strade urbane di scorrimento il cartello che informa della presenza dell’autovelox deve essere collocato almeno 200 metri prima del dispositivo, mentre sulle altre strade cittadine la distanza minima è di 75 metri.

Sulle strade extraurbane il dispositivo deve essere installato ad almeno un chilometro dal segnale che introduce il limite di velocità. Un’altra prescrizione riguarda proprio il limite imposto sul tratto controllato: non può essere inferiore di oltre 20 chilometri orari rispetto a quello normalmente previsto per quella categoria di strada.

Per gli automobilisti del Lazio, dove convivono autostrade, strade statali, provinciali e percorsi urbani con caratteristiche molto diverse, conoscere queste regole permette di comprendere meglio il funzionamento dei controlli e di verificare il rispetto delle condizioni richieste dalla normativa.

 
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