Autovelox nel Lazio, il decreto spegne fino a 1.204 dispositivi

Per i Comuni non sarà sufficiente dimostrare che il modello appartiene a una famiglia ammessa dal decreto. L'ente dovrà provare che l’apparecchio era pienamente efficiente nel giorno e nell’ora riportati sul verbale
Di Lina Gelsi
Autovelox attivo
Autovelox attivo

Dalla mezzanotte di domenica 12 luglio cambia il regime degli autovelox installati nel Lazio e nel resto d’Italia. Il decreto dell’8 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 159 dell’11 luglio, introduce finalmente la procedura di omologazione richiesta dal Codice della Strada dal 1992. Ogni amministrazione dovrà verificare modello, certificazioni e taratura degli apparecchi utilizzati per elevare le multe.

Autovelox nel Lazio, quali apparecchi possono restare accesi

Dal 12 luglio potranno continuare a rilevare le infrazioni i dispositivi conformi ai prototipi compresi nell’Allegato B del decreto. L’inserimento nell’elenco consente di considerare omologato il modello, ma non libera gli enti proprietari dagli altri obblighi: ogni singolo apparecchio deve corrispondere al prototipo autorizzato, essere accompagnato da una certificazione valida e superare le verifiche di funzionalità.

Per il Lazio significa avviare un controllo puntuale sulle postazioni gestite da Roma Capitale, Città Metropolitana, Province, Comuni, Polizia stradale e concessionari autostradali. L’esame non riguarda soltanto le cabine fisse visibili lungo le carreggiate. Rientrano nella disciplina anche i dispositivi mobili e i sistemi che calcolano la velocità media su un determinato tratto.

Il numero degli apparecchi destinati allo spegnimento è stato aggiornato nelle ultime ore. Una lettura del censimento nazionale, fermo a 4.060 dispositivi, aveva individuato 2.856 strumenti utilizzabili e 1.204 da disattivare. La successiva riclassificazione ministeriale, comprendente alcuni sistemi indicati con denominazioni non aggiornate, porta il dato operativo a circa 3.150 apparecchi conformi e 850 in attesa di omologazione. Il titolo “uno su tre” fotografa quindi il conteggio iniziale, mentre la cifra comunicata alla vigilia dell’entrata in vigore riduce lo stop a poco più di un dispositivo su cinque.

Non è ancora disponibile una ripartizione definitiva capace di indicare quanti siano gli autovelox del Lazio coinvolti. Il controllo dovrà essere effettuato apparecchio per apparecchio, confrontando marca, modello, versione e decreto identificativo con l’elenco dei prototipi ammessi. Una postazione materialmente presente sulla strada potrebbe quindi restare spenta anche senza essere rimossa.

Taratura annuale obbligatoria per i misuratori di velocità

La novità più concreta per gli automobilisti del Lazio riguarda la taratura. Ogni nuovo apparecchio deve essere controllato prima dell’entrata in servizio. Entro un anno dalla verifica iniziale dovrà essere eseguita la prima taratura periodica, da ripetere successivamente con cadenza almeno annuale.

Quando la certificazione scade, il dispositivo deve essere posto fuori servizio. Potrà tornare operativo soltanto dopo una nuova verifica conclusa con esito positivo. Se sono trascorsi più di tre anni dall’ultimo controllo valido, sarà necessaria una nuova taratura iniziale. La regola riguarda sia gli strumenti che misurano la velocità istantanea sia i sistemi usati per calcolare la media su un percorso.

Per i Comuni la conseguenza è rilevante. Non sarà sufficiente dimostrare che il modello appartiene a una famiglia ammessa dal decreto. L’ente dovrà conservare la documentazione riferita al singolo esemplare e provare che l’apparecchio era pienamente efficiente nel giorno e nell’ora riportati sul verbale.

Questo passaggio interessa direttamente le postazioni presenti sulle strade provinciali e comunali del Lazio, dove gli autovelox vengono utilizzati anche senza la contestazione immediata. Un certificato scaduto, una versione diversa da quella omologata o una verifica non eseguita potranno diventare elementi decisivi nella valutazione della multa.

Effetti sulle autostrade e sulle grandi direttrici del Lazio

Il decreto comprende anche i sistemi di rilevazione della velocità media. Nel Lazio l’attenzione si concentra quindi sulle autostrade e sulle arterie percorse ogni giorno da pendolari, lavoratori, turisti e mezzi pesanti, dall’A1 alle direttrici verso il litorale, l’A12 e l’A24, oltre ai collegamenti con le province di Frosinone, Latina, Rieti e Viterbo.

Non esiste uno spegnimento generalizzato dei Tutor. Ogni sistema dovrà essere identificato correttamente e confrontato con i prototipi riconosciuti. Una parte della differenza emersa nei conteggi nazionali deriva proprio da apparecchi aggiornati tecnicamente, ma registrati nel censimento con una vecchia denominazione. Sarà quindi necessario allineare i dati prima di stabilire quali tratte possano continuare a produrre verbali.

La fase iniziale potrebbe generare una mappa variabile. Alcune postazioni resteranno operative, altre saranno disattivate in attesa della documentazione, altre ancora potranno essere riaccese dopo l’omologazione. I produttori già in possesso dei test e dei certificati richiesti potranno presentare domanda; nei casi previsti, il Ministero dovrà pronunciarsi entro sessanta giorni.

Multe autovelox e ricorsi, perché il contenzioso può continuare

Il decreto arriva dopo numerose decisioni giudiziarie che hanno distinto nettamente approvazione e omologazione. L’ordinanza della Corte di Cassazione n. 10505 del 18 aprile 2024 ha stabilito che l’approvazione amministrativa non può sostituire l’omologazione tecnica richiesta per attribuire valore probatorio alla misurazione della velocità.

La nuova disciplina prova a superare quel vuoto, riconoscendo come omologati i prototipi riportati nell’Allegato B. Resta comunque possibile contestare un verbale quando vi siano dubbi sulla corrispondenza del singolo apparecchio, sulla taratura, sulla funzionalità, sull’identificazione del modello o sul rispetto delle condizioni previste per quella postazione.

Le multe elevate prima del 12 luglio non vengono annullate automaticamente. Il decreto non contiene una sanatoria retroattiva dei verbali e non cancella i procedimenti già avviati. Chi ha ricevuto una sanzione dovrà quindi valutare la situazione dell’apparecchio utilizzato e rispettare i termini ordinari per l’eventuale ricorso.

Anche le nuove multe richiederanno maggiore trasparenza. Per un automobilista del Lazio non basterà sapere che lungo una strada è presente un autovelox: diventerà importante verificare quale modello abbia registrato l’infrazione, se rientri nell’elenco degli strumenti ammessi e se possieda una taratura valida. Dopo trentaquattro anni, le regole tecniche esistono. La loro applicazione sulle strade di Roma e delle cinque province sarà il vero banco di prova.

 
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