Roma possiede il parco di auto e moto più grande d’Italia e nel 2025 si è fermata al dodicesimo posto nella classifica dei capoluoghi per gli incassi legati alle violazioni dei limiti di velocità. Nelle casse capitoline sono entrati 2,3 milioni di euro, meno della metà dei 4,8 milioni registrati nel 2024. Il quadro del 2026 appare già diverso: i nuovi controlli su via del Foro Italico e viale Isacco Newton hanno prodotto circa 125mila verbali nei primi sei mesi.
Gli incassi degli autovelox a Roma sono crollati del 52%
La riduzione è particolarmente significativa considerando le dimensioni della mobilità romana. Nella Capitale circolano oltre 1,8 milioni di automobili, pari a circa 677 vetture ogni mille abitanti, alle quali si aggiungono quasi 400mila motocicli e scooter. Nessun’altra città italiana presenta una concentrazione di veicoli paragonabile.
Gli introiti derivanti dalle sanzioni per eccesso di velocità sono scesi, tuttavia, fino a 2.308.276 euro. Il confronto riguarda le infrazioni previste dall’articolo 142 del Codice della strada e non comprende le altre contravvenzioni, come gli accessi non autorizzati nelle zone a traffico limitato, la sosta irregolare, il passaggio con il semaforo rosso o l’uso delle corsie riservate.
Il dato economico non coincide automaticamente con il numero dei verbali emessi. Sugli incassi incidono i tempi di notifica, i pagamenti effettuati con la riduzione prevista entro cinque giorni, le rateizzazioni, i ricorsi e le somme che vengono riscosse negli esercizi successivi. La diminuzione delle violazioni rilevate resta comunque evidente: dalle quasi 164mila del 2024 si è passati a circa 120mila nel 2025.
Fiumicino incassa quasi tre volte più della Capitale
La graduatoria nazionale consegna al Lazio un confronto destinato a far discutere. Fiumicino ha dichiarato 6.977.786 euro, una cifra vicina a quella di Milano e quasi tripla rispetto al risultato di Roma. Il Comune aeroportuale si colloca ai vertici nazionali pur avendo una popolazione e un parco veicoli molto inferiori.
La diversa conformazione delle strade aiuta a comprendere questa distanza. Il territorio di Fiumicino comprende lunghi assi ad alta percorrenza, collegamenti verso l’aeroporto, arterie extraurbane e tratti sui quali il superamento dei limiti può essere rilevato con maggiore frequenza. Roma presenta una rete molto più estesa e complessa, con una parte consistente degli spostamenti concentrata su vie congestionate dove le velocità medie rimangono spesso ridotte.
Al primo posto dei capoluoghi si trova Firenze con 19,7 milioni di euro, seguita da Bologna con 9,2 milioni e Milano con poco meno di sette milioni. Padova raggiunge 5,7 milioni, Genova 4,8, Palermo 4,2 e Ravenna sfiora i quattro milioni. Roma viene preceduta anche da Modena, Treviso, Venezia e Ferrara.
La classifica non misura direttamente la sicurezza delle singole città. Indica quanto ogni amministrazione ha effettivamente incassato in un determinato anno per violazioni dei limiti, un risultato influenzato dal numero degli impianti, dalla collocazione, dall’intensità del traffico, dalla velocità consentita e dal comportamento acquisito dagli automobilisti.
Le multe diminuiscono quando gli automobilisti conoscono i controlli
La progressiva riduzione dei verbali può essere letta anche come effetto deterrente degli apparecchi. Chi percorre abitualmente una strada controllata tende ad adeguare la velocità, specialmente dopo aver ricevuto una sanzione. Il fenomeno è visibile nella galleria Giovanni XXIII, dove il sistema di rilevazione della velocità media è attivo dal 2023.
Nel primo anno furono registrate oltre 200mila violazioni. Con il passare del tempo gli automobilisti hanno assimilato il limite di 70 chilometri orari e il numero delle sanzioni è sceso fino a circa 19mila nel dato più recente. Nello stesso tratto è stata registrata anche una forte diminuzione degli incidenti, elemento che rafforza la funzione preventiva del controllo elettronico.
Lo stesso andamento può ripetersi sulle nuove postazioni. All’inizio l’elevato numero di infrazioni fotografa abitudini di guida ancora poco compatibili con i limiti presenti. Nei mesi successivi l’esperienza della Giovanni XXIII indica una possibile riduzione dei passaggi irregolari, soprattutto per chi utilizza quotidianamente le stesse arterie.
I nuovi velox possono far risalire gli introiti nel 2026
Dal 15 dicembre 2025 sono operativi quattro dispositivi fissi: due su via del Foro Italico, nelle direzioni San Giovanni e Stadio Olimpico, e due su viale Isacco Newton, in entrambi i sensi di marcia. Il limite nei tratti controllati è fissato a 70 chilometri orari.
Le prime giornate di attività avevano già mostrato numeri molto elevati, con una media vicina alle 1.500 sanzioni quotidiane. Nei primi sei mesi del 2026 i verbali attribuiti alle nuove postazioni hanno raggiunto quota 125mila. Nello stesso periodo gli altri apparati fissi e mobili ne hanno prodotti più di 30mila.
Questi volumi rendono probabile una risalita degli incassi capitolini a fine anno, anche se l’importo definitivo dipenderà dai tempi effettivi della riscossione. Una parte dei verbali emessi nel 2026 potrà trasformarsi in entrata finanziaria soltanto nei mesi successivi.
L’amministrazione dovrà destinare i proventi nel rispetto delle regole previste per la sicurezza stradale, la manutenzione, la segnaletica, il potenziamento dei controlli e gli interventi sulle arterie più pericolose. Per i cittadini il dato decisivo sarà visibile sulle strade: velocità più contenute, meno incidenti gravi e impianti collocati nei punti nei quali il rischio è documentato.
