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Aziende partecipate a Roma: stipendi raddoppiati per sindaci e revisori

I nuovi compensi sono legati al valore medio della produzione delle aziende negli ultimi tre anni
Di Alessandra Monti
Piazza del Campidoglio e Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma
Piazza del Campidoglio e Palazzo Senatorio, sede del Comune di Roma

A Roma si è deciso di aumentare gli stipendi di sindaci e revisori delle società partecipate dal Comune. Con una delibera recente, la giunta capitolina ha ridefinito i compensi per chi vigila sulla gestione amministrativa delle aziende che fanno capo al Campidoglio. Questi includono nomi noti come Atac e Roma servizi per la mobilità, ma anche realtà meno in vista come Ama e Aequa Roma. La decisione non tocca tutte le partecipate allo stesso modo: ad esempio, Acea, essendo quotata in borsa, segue regole diverse.

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I dettagli

I nuovi compensi sono legati al valore medio della produzione delle aziende negli ultimi tre anni. Per quelle con un valore fino a cinque milioni di euro, il presidente del collegio sindacale vede il suo stipendio lordo annuale passare da 5.400 a 10.800 euro. Situazione analoga per i membri singoli del collegio o della società di revisione, con incrementi da 3.600 a 7.200 euro.

In contesti più grandi, per società tra cinque e 50 milioni di valore medio, lo stipendio sale da 7.500 a 15mila euro per i presidenti e da 5mila a 10mila euro per i membri. I compensi crescono ulteriormente per le realtà con un valore compreso tra 50 e 100 milioni e oltre fino a superare i valori sopra i 600 milioni dove il presidente può arrivare a guadagnare fino a 50mila euro annui.

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La reazione delle famiglie

Questa novità non è passata inosservata tra i cittadini romani che sono divisi sull’argomento. Alcuni vedono l’aumento degli stipendi come un necessario adeguamento per attrarre personale competente in ruoli cruciali per la gestione delle finanze pubbliche. Altri invece lo considerano uno spreco di risorse che potrebbe essere destinato ad altri settori pubblici urgenti.

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Il ruolo delle istituzioni

L’amministrazione romana giustifica questa mossa spiegando che i precedenti compensi erano troppo bassi per competere sul mercato del lavoro qualificato. La speranza è che migliori retribuzioni possano ridurre la tentazione di sovraccaricare di incarichi gli esperti coinvolti nelle verifiche contabili e amministrative delle aziende partecipate.

L’evoluzione storica delle retribuzioni

Questo cambiamento si inserisce in una storia recente fatta di tagli drastici imposti nel periodo difficile della “crisi del debito” romano sotto il commissario Francesco Paolo Tronca nel 2016. A quel tempo, fu stabilito un severo controllo sui costi con una netta riduzione dei compensi rispetto agli standard precedenti. Ora il Comune sembra voler trovare una via intermedia tra quei tagli rigidi e la necessità di mantenere standard elevati nelle posizioni chiave dei suoi organici amministrativi.

 
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