Caldo nel Lazio, raccolti fino al -40%: chiesto più gasolio agricolo

Le temperature elevate stanno modificando il lavoro quotidiano nelle campagne. L’acqua deve essere distribuita con maggiore frequenza e per periodi più lunghi, con pompe e impianti che richiedono energia e carburante
Di Lina Gelsi
Allarme caldo in agricoltura
Allarme caldo in agricoltura (Coldiretti)

Il caldo persistente e la lunga assenza di piogge stanno facendo salire rapidamente i costi delle aziende agricole del Lazio, costrette a irrigare più spesso per proteggere colture e allevamenti. Coldiretti Lazio ha quindi chiesto alla Regione un supplemento nell’assegnazione di gasolio agricolo ad accisa agevolata, una misura destinata a ridurre almeno in parte l’impatto economico di una gestione nella quale alcune produzioni rischiano perdite fino al 40%.

Più irrigazione e più gasolio agricolo: perché cresce la richiesta delle aziende

Le temperature elevate stanno modificando il lavoro quotidiano nelle campagne. L’acqua deve essere distribuita con maggiore frequenza e per periodi più lunghi, con pompe e impianti che richiedono energia e carburante. Ogni intervento aggiuntivo comporta quindi un costo immediato per aziende che devono continuare a irrigare anche quando le prospettive produttive diventano meno favorevoli.

La richiesta indirizzata all’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini e alla Direzione Agricoltura punta proprio ad aumentare la quantità di carburante acquistabile con accisa agevolata. Per molte imprese si tratterebbe di una risposta capace di incidere direttamente sulle spese sostenute durante le settimane più calde.

Il presidente di Coldiretti Lazio, David Granieri, descrive una situazione nella quale colture e allevamenti sono sottoposti a una pressione crescente. Gli agricoltori devono moltiplicare gli interventi irrigui per difendere le produzioni, consumando più gasolio ed energia proprio mentre i margini economici si restringono.

Ortaggi, frutta, foraggi e soia: perdite che possono arrivare al 40%

Le conseguenze delle alte temperature cambiano in base alle colture e alle condizioni dei singoli terreni. Ortofrutta, foraggi, mais e soia figurano però fra le produzioni maggiormente esposte.

Per alcuni ortaggi e per la frutta le riduzioni delle rese possono arrivare al 20%. Nei foraggi le perdite vengono stimate in una fascia compresa fra il 20 e il 30%, con ripercussioni che interessano direttamente anche gli allevamenti, perché una minore disponibilità di prodotto può tradursi in maggiori spese per l’alimentazione degli animali.

La situazione appare ancora più delicata per la soia, dove nelle aree maggiormente colpite le perdite possono raggiungere il 40%.

Il mais presenta un altro problema. Le temperature molto alte possono limitare la capacità della pianta di assorbire acqua dal terreno anche quando l’irrigazione viene effettuata regolarmente. In questi casi aumentare semplicemente la quantità d’acqua utilizzata non garantisce automaticamente il recupero della produzione e il raccolto può risultare compromesso.

Nelle stalle fino a tre litri di latte in meno per ogni capo

Il caldo produce effetti pesanti anche sul comparto zootecnico. Nelle stalle del Lazio la produzione di latte può diminuire fino a tre litri al giorno per capo nei periodi caratterizzati dalle temperature più elevate.

Allo stesso tempo crescono le spese necessarie per mantenere condizioni adeguate all’interno degli allevamenti. Ventilatori, impianti di raffrescamento, sistemi di nebulizzazione e refrigerazione devono funzionare più a lungo. Il consumo di energia sale proprio mentre diminuisce la quantità di latte ottenuta.

Per un allevamento significa sostenere un costo aggiuntivo con una produzione inferiore, situazione particolarmente delicata nelle aziende con molti capi e con strutture che richiedono sistemi di raffrescamento continui durante le ore più calde.

Energia e fertilizzanti, altri 200 euro a ettaro per le imprese agricole

Il maggiore utilizzo del gasolio arriva in un momento nel quale i bilanci delle aziende devono già fare i conti con l’incremento dei prezzi delle materie prime.

L’aggravio medio riconducibile a energia e fertilizzanti viene stimato in circa 200 euro per ettaro. Nel settore zootecnico i maggiori costi raggiungono invece circa 3.600 euro per allevamento.

Anche l’andamento dell’urea mostra quanto siano diventate instabili alcune voci di spesa. Il prezzo era partito da circa 580 euro, ha raggiunto quota 870 e si colloca ora intorno ai 595 euro. Una discesa rispetto ai livelli massimi che non cancella però l’incertezza per le imprese, chiamate a programmare acquisti e lavorazioni con margini spesso molto ridotti.

Gasolio agricolo da 85 centesimi a 1,48 euro, ora costa circa 1,19

Un andamento simile ha interessato il carburante. Il gasolio agricolo, che era arrivato a costare circa 0,85 euro al litro, ha raggiunto 1,48 euro e si colloca attualmente intorno a 1,19 euro.

Il livello è inferiore ai picchi raggiunti in precedenza, ma rimane sensibilmente più alto rispetto ai valori iniziali. Inoltre, eventuali nuove tensioni internazionali potrebbero riportare pressione sui prezzi dell’energia e quindi anche sui costi affrontati dalle aziende agricole.

Il problema diventa ancora più evidente durante una fase siccitosa: non conta soltanto quanto costa ogni litro, ma quanti litri servono. Se l’irrigazione deve essere effettuata più volte durante la settimana, il consumo complessivo cresce e rende più pesante anche una variazione di pochi centesimi sul prezzo unitario.

Supplemento di carburante agevolato, la decisione passa alla Regione Lazio

Per il direttore di Coldiretti Lazio, Carlo Picchi, il supplemento di gasolio agricolo agevolato potrebbe consentire alle imprese di assorbire una parte delle maggiori spese legate all’irrigazione. Una risposta immediata che riguarda una stagione già segnata da temperature elevate, carenza di precipitazioni e aumento del fabbisogno idrico.

Resta poi il problema della gestione futura dell’acqua. Periodi prolungati senza pioggia, temperature elevate e picchi di consumo rendono sempre più importante programmare infrastrutture irrigue, sistemi di accumulo e modalità di utilizzo capaci di ridurre sprechi e costi.

Per le aziende del Lazio il conto dell’estate si misura quindi su più fronti: quantità prodotte, carburante utilizzato, energia necessaria nelle stalle, fertilizzanti e disponibilità d’acqua. Il supplemento di gasolio ad accisa agevolata rappresenterebbe una prima risposta economica. La decisione della Regione sarà particolarmente attesa nelle campagne, dove ogni nuova giornata senza pioggia significa nuove ore di irrigazione e altri costi da sostenere.

 
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