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Caos Lazio, mercato bloccato: il motivo. E Sarri…

La decisione è stata presa dal tecnico toscano, fresco di ritorno a Roma, dopo un colloquio con il presidente Lotito
Di Giovanni Montella
maurizio sarri
Maurizio Sarri

La Lazio ha ritrovato un minimo di serenità dopo una giornata di forte tensione, culminata con l’ufficialità del blocco del mercato da parte della Covisoc. Un problema che si ripresenta con una certa puntualità, quasi cronica, e che questa volta ha spinto Maurizio Sarri a chiedere spiegazioni direttamente al presidente biancoceleste Claudio Lotito.

Lazio, cosa sta accadendo: mercato e Sarri

Il tecnico toscano ha scelto però di non rompere. Dopo un colloquio telefonico “lungo e approfondito”, come descritto in una nota diffusa dal club, Sarri ha confermato la propria volontà di restare alla guida della squadra. Lotito, dal canto suo, ha illustrato nel dettaglio le complesse regole legate alla cosiddetta “combinazione degli indici”, spiegando perché il club si trovi attualmente impossibilitato a operare sul mercato. Il risultato? Una tregua, ma anche l’ennesima estate in salita per i biancocelesti.

A gennaio 2022, in un momento simile, Sarri commentò con la sua pungente ironia: “Siamo bloccati dall’indice di liquidità. Che non ho nemmeno capito che c***o sia”. A distanza di oltre tre anni, la Lazio è ferma al punto di partenza, ma con qualche complicazione in più. Oggi, oltre all’indice di liquidità, anche altri due indicatori – l’indebitamento e il costo del lavoro allargato – sono sotto la soglia richiesta per sbloccare il mercato.

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Tradotto in termini pratici: nemmeno vendere uno o due giocatori basterebbe. E la Lazio, a meno di cessioni clamorose o iniezioni straordinarie di capitale da parte del presidente, non potrà procedere con nuovi tesseramenti. L’unico affare andato in porto finora è la cessione di Tchaouna al Burnley per 14 milioni di euro. Si parla vagamente di un interesse del Bournemouth per Gila (per il quale però si vaglia anche la pista del rinnovo, ndr), ma nulla che faccia pensare a incassi sostanziosi nel brevissimo termine.

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Una piccola nota positiva riguarda il futuro regolamentare. Quella attuale sarà l’ultima estate con la “tripla valutazione” dei parametri economici, perché dal gennaio 2026 la FIGC si allineerà con i criteri UEFA. L’indice di liquidità sparirà, ma resteranno comunque due parametri piuttosto stringenti: il rapporto tra costo del lavoro (stipendi e ammortamenti) e i ricavi, che non potrà superare l’80%, e quello tra debiti e fatturato. Una semplificazione, almeno sulla carta.

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Lotito intanto prova a far valere una lettura alternativa: secondo lui, l’indice di liquidità restituisce un’immagine falsata della tenuta finanziaria della Lazio, che si è ritrovata “fuori soglia” per l’effetto contabile dei riscatti dei cartellini acquistati due anni fa. Un problema noto da tempo, ma che è esploso adesso, proprio mentre il club avrebbe bisogno di rinforzi per rilanciare le ambizioni in un anno che la vedrà lottare soltanto nelle competizioni nazionali.

 
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