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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Caro energia, Cingolani: “Inaccettabile, è necessario renderci completamente autonomi”

di Lorenzo Villanetti
"Un triennio è un periodo minimo per avere un inizio di diversificazione completa ma abbiamo fatto azioni che stanno accelerando il processo"
Roberto Cingolani
Roberto Cingolani

Come riportato dall’Adnkronos, il Ministro della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, è intervenuto nell’informativa in Aula al Senato sul caro energia, esprimendosi anche sulle prossime misure che il governo metterà in campo.

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Caro energia, Cingolani: “Inaccettabile”

Non è accettabile questo aumento del prezzo del gas a monte di una intera filiera. Questo si traduce nel risultato di una grande speculazione da parte di certi hub che non producono ma che fanno transazioni” afferma Cingolani. “Negli ultimi due decenni, la produzione nazionale di gas naturale si è ridotta. In parte per il calo naturale dei giacimenti e per il fatto che non si sono fatti nuovi investimenti in ricerca e produzione”.

“Le importazioni dalla Russia sono incrementate sia in valore assoluto che in percentuale”

“15 miliardi di metri cubi nel 2001 contro i 3 di oggi. Si è passati dal 20% di una produzione nazionale del fabbisogno, all’attuale situazione per cui dipendiamo al 95% del gas naturale estero. Le importazioni dalla Russia sono incrementate sia in valore assoluto che in percentuale. Dai circa 20 miliardi di metri cubi del 2011 ai 29 miliardi di metri cubi del 2021 (38% dei consumi)”.

“Necessario renderci completamente autonomi”

“Il flusso di gas dalla Russia è il più alto registrato in tempi recenti. La fornitura è costante in tutta Europa. Anzi, si è sollevata una riflessione sul fatto che l’Europa sta continuano ad acquistare il gas. Questo porta a pagamenti di circa 1 miliardo di euro al giorno che in un momento di guerra ha implicazioni che vanno oltre il settore energetico. Noi, Europa, stiamo comprando gas pagando circa 1 miliardo al giorno, una riflessione importante in questo momento.

Nel lungo termine, a partire dal prossimo inverno, sarebbe necessario sostituire completamente i 29 miliardi di metri cubi di gas russo, cioè renderci completamente autonomi, differenziando le nostre sorgenti. Un triennio è un periodo minimo per avere un inizio di diversificazione completa ma abbiamo fatto azioni che stanno accelerando il processo“.

 
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