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25 Maggio 2020

Pubblicato il

Indifferenti

Caro Presidente Mattarella, sono il padre di due ragazzi con autismo

Anche se il Comune avesse ragione (e non la ha), perché mandare la polizia giudiziaria a cacciarci via con la forza mettendo per strada ragazzi con autismo?

Autismo, disegno
Autismo, disegno

Caro Presidente Mattarella, sono Alessandro Capobianchi, padre di due ragazzi con autismo e presidente dell’Associazione Nazionale Persone Autistiche.

Dal 2009 mi occupo dei miei figli e non posso tornare a lavorare per le carenze strutturali del sistema socio-sanitario scolastico. Ho cominciato pertanto a disegnare e costruire il presente e progettare quel futuro che lo Stato non ha garantito. Iniziò quindi a collaborare con l’associazione ARPA rappresentata da Sabina Matarrese Savagnone, che nel 1995 dopo presentazione di un progetto ha chiesto e ottenuto dal Comune di Roma una struttura (parte di una ex scuola “La Pisana” sita in Via Baldassarre Longhena,98) per realizzare un Centro per l’autismo e sopratutto realizzare una Casa Famiglia per i propri figli, visto che a Roma per la disabilità adulta e NON autosufficiente/grave non c’e assolutamente “nulla”.L’Arpa ristruttura “a proprie spese “ l’immobile

Disabilità e autismo chiamano a sostegno il Presidente Mattarella

L’ARPA si impegnava di ristrutturare “a proprie spese “ l’immobile per adibirlo e adeguarlo alle vigenti norme per svolgere attività per i disabili, trasformando una landa abbandonata e maleodorante in una struttura accogliente per persone con disabilità e autismo.

L’Associazione ha mantenuto l’impegno, ed è riuscita ad ottenere fondi da privati, dalla Regione e ha messo anche fondi propri delle famiglie, i risparmi, per dare una “casa”ai propri figli disabili.

Nel 2014 l’associazione Arpa , titolare della struttura, otteneva finalmente l’autorizzazione da parte del Comune di Roma all’apertura e al funzionamento di due Casa Famiglia. Le due strutture sono composte complessivamente da 20 Camere da letto, 20 bagni,oltre a due cucine,sale da pranzo e soggiorni.

Il Municipio XIII sfratta la casa famiglia

Le famiglie appartenenti all’Associazione hanno “a proprie spese” arredato TUTTE le camere da letto, le cucine e i bagni. Ogni camera ha dei letti, la biancheria, le sedie e i tappeti. La Regione Lazio per la Legge 112 (DOPO DI NOI) ha pubblicato un elenco di strutture idonee a svolgere le attività di CASA FAMIGLIA per disabili, e in questo elenco L’ARPA è presente. A seguito di ciò L’ARPA è stata contattata dalla ASL Rm1 per avviare un primo nucleo di disabili nella Casa Famiglia. Ora in questo “bel” clima di fondata speranza per i nostri figli, arriva improvviso da parte del Comune, anzi, del Municipio XII lo SFRATTO. Il Municipio ci comunica che non abbiamo rispettato alcune clausole e che non abbiamo pagato l’affitto. Ordina lo sfratto forzoso con la Polizia Giudiziaria.

Il sequestro durante il lockdown

Di vero, in tutta questa faccenda è che non abbiamo pagato l’affitto, ma la concessione prevede che per pagarlo, avremo dovuto incontrarci, Comune ed Arpa, per quantificare le somme spese per la ristrutturazione sottraendole dalle spese d’ affitto della struttura. L’ARPA ha scritto e sollecitato più volte il Comune per incontrarlo e fare “i conti”, ma il Comune non ha mai risposto. Mentre eravamo obbligati a stare a casa per emergenza COVID, senza avvisare , il municipio XII, “non “ proprietario dell’immobile, entra con la forza e sequestra l’intera struttura.

E’ giusto tutto ciò? Dobbiamo andarcene lasciando tutto quello che è nostro, pagato con i nostri risparmi ed essere cacciati in questo modo?

La polizia giudiziaria per cacciare da casa disabili gravi e gravissimi con autismo


Il punto ora è questo; anche se il Comune avesse ragione (e non la ha), perché mandare la polizia giudiziaria entrate con la forza cacciarci via, e mettere per strada dei disabili gravi e gravissimi?

Il Comune di Roma non solo non ha saputo dare servizi alle famiglie con questi problemi ma addirittura ci voleva togliere , e lo ha fatto, ciò che queste famiglie hanno costruito, nei decenni precedenti, proprio per dare una mano al Comune, visto che mancano i servizi di cui abbiamo parlato.

Inoltre il Comune/Municipo perché vuole appropriarsi di TUTTO ciò che è nella struttura, pagato con i soldi delle famiglie dei disabili? Una struttura, va ricordato che era in condizioni fatiscenti, ed ora è un vero e proprio gioiello. Si direbbe quasi pronto per ospitare un gruppo di migranti!!

Comune e Municipio non hanno voluto trovare un accordo

Perché di fretta mandare la Polizia Giudiziaria? E perché NON accettare, come da accordi con il sottoscritto per vie brevi e lo scambio di mail che apriva al dialogo con le famiglie, di sedere intorno ad un tavolo per trovare un accordo?

Non è bastato che i servizi sociali mi abbiano colpito e sospeso dal mio ruolo di genitore per aver doverosamente tutelato i diritti di questi invisibili. Gli autistici. Minacciato, ricattato, violentato nella dignità e nell’animo. Ora ci hanno tolto anche l’ultima speranza di regalare alle famiglie momenti di sollievo e a queste persone il diritto a una vita indipendente. A tutti insieme un diritto costituzionale ( inteso come diritti umani) privato con un atto di forza.

Togliere con la forza in questo modo e senza comunicarlo, è un pessimo esempio di democrazia e un precedente pericolosissimo. Soprattutto perché stiamo parlando di DISABILITÀ e AUTISMO.

A S.E. Presidente Mattarella, parliamo di disabilità e autismo

A tutte le persone, anche a quelle orfane di ideali, chiedo di aiutarci a sostenerci in questa battaglia scriverò al presidente del consiglio e allo stesso Presidente della Repubblica.

Mi scuserà per la poca etichetta che uso nei Suoi confronti. Nonostante le misure di restrizione e l’obbligo di tener chiusi i pubblici uffici e le aziende, siamo stati DEPRIVATI dell’unico bene , faticosamente costruito e restaurato, nel peggiore modo che un essere umano può fare.
Ci hanno sequestrato la struttura senza avvisarci , chiudendo al suo interno tutti gli effetti personali e associativi , tra cui documentazione riservata, ai quali al momento non possiamo accedervi.

L’Italia, un Paese senza gloria

Cosa dire! Che l’Italia sia un paese finito lo avevamo percepito… differente è averne certezza. Ancora una volta i disabili sono stati colpiti al cuore e la cosa più devastante è vedere un presidente di un municipio, il XII, vantarsi di aver conquistato la Bastiglia o peggio entrare a Roma come un grande imperatore per aver sconfitto il barbaro che si difendeva a mani nude contro un esercito armato.

Caro Presidente Mattarella, l’autismo è invisibile

Le porto i saluti della nostra affranta presidente Sabina Matarrese Savagnone (anto.sabi@tiscali.it), Cavaliere Ufficiale della Repubblica. Ancora incredula di quanto è accaduto dopo aver fatto tanto per la disabilità. Gli accorati appelli al dialogo non sono serviti a nulla. Noi destinati a una morte crudele. E l’indifferenza delle istituzioni.

Mi permetto di firmare a nome di tutte le famiglie coinvolte in questo dramma sociale,

Con deferenza
Alessandro Capobianchi

 
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