Le notizie dei Comuni del Lazio
Presidi di comunità

Caudo: “Nuovi Poli Civici, un grande piano di trasformazione del sistema Cultura a Roma”

I Poli dovranno accogliere servizi di assistenza legale e psicologica, corsi di formazione e orientamento, spazi coworking, spazi per gli artisti, ambienti di studio aperti fino a sera
a cura di Fabio Vergovich
Polo civico culturale Arco di Travertino
Nuovo Polo Civico Arco di Travertino (Foto dal sito di Roma Capitale)

Non si tratta solo di riqualificare edifici o di aprire nuovi spazi: il progetto dei Nuovi Poli Civici Culturali e di Innovazione, finanziato dal PNRR e al centro della Commissione Speciale riunitasi oggi, rappresenta un cambio di paradigma nel modo in cui la cultura viene pensata e vissuta a Roma. Con un investimento di 50 milioni di euro, la Giunta Capitolina punta a dare forma concreta a una rete culturale diffusa, moderna e capace di generare relazioni sociali durature nei quartieri meno serviti.

Il punto di partenza è il sistema bibliotecario comunale, uno dei più capillari d’Italia, che oggi si prepara a una delle trasformazioni più ambiziose mai affrontate. La delibera 69 del 4 marzo 2022 ha sancito la nascita di nove nuovi Poli Civici, cui si affianca la rifunzionalizzazione di 21 biblioteche esistenti. Non solo edifici rinnovati, ma veri e propri centri nevralgici di vita culturale e civica.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

La cultura come infrastruttura sociale

Nel corso della seduta odierna, presieduta da Giovanni Caudo, è emersa una consapevolezza comune: il valore del progetto non risiede soltanto nei lavori edilizi, ma nella capacità di attivare contenuti e servizi all’altezza delle nuove strutture. Non basta rispettare le scadenze imposte dal PNRR – ha spiegato Caudo – se poi ci si ritrova con spazi vuoti, incapaci di generare impatto. La sfida è duplice: costruire fisicamente i poli, ma soprattutto costruire le funzioni che dovranno ospitare.

Su questo punto l’intervento dell’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio e della presidente della Commissione Cultura Erica Battaglia ha tracciato un orientamento chiaro. È necessario pensare fin da ora alla gestione post-PNRR, a partire dal personale, alla sostenibilità dei servizi e all’integrazione con il territorio. Non sarà sufficiente aprire nuove sedi se non si prevede una pianificazione realistica sul medio-lungo periodo.

Una rete che dialoga con il territorio

I Poli Civici nasceranno in edifici pubblici recuperati o rifunzionalizzati: dall’ex scuola Parini nel III Municipio al Castello di Cesano nel XV, passando per strutture come il Casale La Rustica, la Fornace Veschi a Primavalle e l’edificio di via Ostiense. Si tratta di luoghi scelti per la loro capacità di generare prossimità, con un’attenzione particolare alle periferie e alle zone urbanisticamente fragili.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Nel corso della Commissione è stata condivisa la necessità di avviare una conferenza con tutti i Municipi per definire con precisione le funzioni che ciascun polo dovrà accogliere. Dai servizi di assistenza legale e psicologica, ai corsi di formazione e orientamento, dagli spazi coworking a quelli per gli artisti, fino agli ambienti di studio aperti anche di sera. Ogni territorio ha esigenze specifiche e il progetto, per funzionare, dovrà essere flessibile e modulabile.

LA TUA PUBBLICITÀ QUI

Stato dei lavori: tra cantieri e conferenze di servizio

Sul fronte operativo, il cantiere più avanzato è quello dell’Arco di Travertino, nel VII Municipio, considerato il più complesso e oneroso del lotto. Altri tre poli sono in fase di conferenza di servizi, mentre cinque progetti sono in attesa della validazione definitiva. Tra questi, quello di via Fontechiari nel V Municipio, la cui approvazione è ormai prossima.

Il lavoro di coordinamento tra Roma Capitale e la Città Metropolitana, sancito da un accordo di programma, riguarda anche la progettazione di 30 Poli Culturali nell’ambito del Piano Urbano Integrato, sempre finanziato dal PNRR. Un’operazione che, per portata e ambizione, non ha precedenti nella storia amministrativa della città.

La cultura, in questo scenario, non è vista come una funzione accessoria ma come un’infrastruttura sociale di base, al pari della mobilità o dell’energia. È su questa linea che si muove il progetto: trasformare i poli in presidi di comunità, capaci di resistere nel tempo e di restituire valore anche dopo che l’eco del PNRR si sarà spento.

Sedi dei nuovi Poli Civici Culturali e di Innovazione

Nuove sediMunicipio
Ex Scuola PariniIII
Casale La RusticaV
Edificio Via FontichiariV
Complesso Tre CasaliVII
Edificio Arco di TravertinoVII
Edificio Via OstienseVIII
Fornace VeschiXIII
Edifici rurali Selva CandidaXIV
Castello di Cesano

*Foto dal sito Istituzionale di Roma Capitale

 
CATEGORIA

Cultura

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista