Chiara Frontini porta Viterbo al miglior risultato del Lazio nella classifica dei sindaci dei capoluoghi: la prima cittadina è settima nel Governance Poll 2026 con il 60% di gradimento. Un dato in lieve crescita rispetto al 2025, quando era al 59%, e superiore a quello degli altri capoluoghi regionali.
Frontini al 60%, Viterbo davanti agli altri capoluoghi del Lazio
Il risultato di Chiara Frontini fotografa un consenso ancora solido nel capoluogo della Tuscia. Eletta nel 2022 con liste civiche di area centrodestra, la sindaca si colloca nella parte alta della graduatoria nazionale e conferma una tenuta politica non scontata a quattro anni dall’inizio del mandato. Il 60% di gradimento segnala un incremento di un punto rispetto alla rilevazione precedente, pur restando sotto il 64,9% ottenuto al momento dell’elezione.
La differenza di 4,9 punti dal risultato delle urne non cancella il peso del piazzamento. Per Viterbo, settimo posto nazionale e primo dato regionale significano visibilità politica e una posizione di vantaggio nel confronto con le altre amministrazioni dei capoluoghi laziali. Il consenso rilevato non misura soltanto la notorietà personale, ma anche la percezione del lavoro svolto su servizi, decoro urbano, gestione amministrativa, rapporti con i cittadini e capacità di dare un’identità alla città.
Il dato viterbese assume maggior rilievo perché arriva in una fase nella quale i sindaci sono chiamati a rispondere su temi molto concreti: manutenzione delle strade, mobilità, sicurezza, qualità degli spazi pubblici, tempi della macchina comunale, sviluppo economico e attrattività turistica. La classifica premia chi riesce a mantenere un rapporto diretto con il territorio e a trasformare l’azione amministrativa in risultati percepibili nella vita quotidiana.
Latina seconda nel Lazio: Celentano al 57,5%, pesa il calo dal voto
Subito dopo Frontini, nel Lazio, si piazza Matilde Celentano. La sindaca di Latina arriva al 17esimo posto nazionale con il 57,5% di gradimento. Il dato la mantiene in una fascia alta della graduatoria, ma mostra una distanza rilevante dal risultato elettorale del 2023, quando era stata scelta dal 70,7% degli elettori.
La flessione è di 13,2 punti rispetto al voto, un arretramento ampio per un’amministrazione ancora nella prima parte del mandato. Il valore resta comunque vicino al 57% già indicato nella precedente rilevazione, segno di una fase di assestamento più che di una discesa ulteriore. Latina, città complessa per dimensioni, mobilità, periferie, rapporti con il litorale e crescita urbanistica, resta un banco di prova impegnativo per qualsiasi sindaco.
Il consenso di Celentano indica quindi una doppia lettura politica: da una parte il secondo miglior dato nel Lazio, dall’altra una riduzione netta rispetto alla spinta ricevuta nelle urne. Nei capoluoghi, il passaggio dal voto alla gestione quotidiana è spesso rapido e severo. Le aspettative iniziali vengono misurate su tempi, cantieri, servizi, pulizia, sicurezza e capacità di dare risposte riconoscibili.
Roma, Gualtieri risale al 54%: crescita netta rispetto al 2025
Roberto Gualtieri si colloca al 41esimo posto nazionale con il 54% di gradimento. Per il sindaco di Roma il dato più significativo è la crescita rispetto al 47% della precedente rilevazione: sette punti in più, una risalita evidente per un’amministrazione che governa la Capitale in anni segnati da cantieri, grandi lavori, dossier aperti sulla mobilità, gestione dei rifiuti, accoglienza turistica e servizi municipali.
Il consenso resta più basso del 60,2% ottenuto al ballottaggio del 2021, con un saldo negativo di 6,2 punti rispetto al giorno dell’elezione. La rimonta rispetto al 2025, però, cambia il quadro politico e mostra un recupero di fiducia. Roma pesa molto più di ogni altra città del Lazio per popolazione, esposizione nazionale, complessità amministrativa e attese dei cittadini. Ogni ritardo viene amplificato, ogni intervento riuscito incide sulla percezione pubblica.
Il 54% colloca Gualtieri nello stesso valore di Daniele Sinibaldi a Rieti, ma con una dinamica diversa: Roma cresce, Rieti arretra leggermente rispetto alla rilevazione precedente. Per la Capitale il dato si lega alla fase dei lavori urbani e alla necessità di trasformare disagi temporanei in benefici visibili. Il gradimento, in questo caso, segnala che una parte dell’elettorato riconosce una direzione amministrativa più definita rispetto all’anno scorso.
Rieti stabile, Frosinone in fondo: Sinibaldi al 54%, Mastrangeli al 49%
Daniele Sinibaldi, sindaco di Rieti, arriva al 45esimo posto nazionale con il 54% di gradimento. Il valore è superiore di 1,8 punti al 52,2% con cui era stato eletto nel 2022, ma inferiore al 55% della rilevazione precedente. Il quadro reatino appare quindi stabile, con un consenso che resta sopra il dato del voto e mantiene il sindaco in una posizione intermedia nella graduatoria nazionale.
A chiudere il gruppo dei capoluoghi laziali è Riccardo Mastrangeli. Il sindaco di Frosinone si ferma al 77esimo posto con il 49% di consenso. Il dato è sotto la soglia simbolica della metà degli intervistati e segna una perdita di 6,3 punti rispetto al 55,3% ottenuto alle elezioni del 2022. Il calo risulta ancora più marcato se confrontato con il 56% della precedente rilevazione.
Per Frosinone il risultato apre una fase politica delicata. Un capoluogo con problemi storici legati a traffico, qualità dell’aria, servizi, rapporti con i quartieri e tenuta economica richiede risposte percepite come rapide e concrete. Quando il gradimento scende sotto il 50%, il sindaco non perde soltanto posizioni in una classifica: vede ridursi il margine di fiducia disponibile per portare avanti scelte amministrative difficili.
Il quadro complessivo del Lazio consegna quindi una gerarchia chiara. Viterbo guida con Frontini, Latina resta in alto con Celentano pur perdendo molto dal voto, Roma recupera terreno con Gualtieri, Rieti conserva un consenso stabile con Sinibaldi, Frosinone arretra con Mastrangeli. Numeri diversi, storie amministrative diverse, un unico dato politico: il gradimento dei sindaci resta legato alla capacità di rendere visibili i risultati nella vita quotidiana delle città.
