A sorpresa, il campionato di Serie B, con la regular season finita ma con spareggi playoff e playout ancora in corso, potrebbe clamorosamente andare verso scenari impensabili fino a poche ore fa. Il Brescia, protagonista in negativo di un’inchiesta sui contributi legati agli stipendi, rischia concretamente di pagare con la retrocessione in Serie C, dopo essersi salvata sul campo all’ultima giornata: la questione sarebbe una manovra opaca sui versamenti fiscali alla scadenza di febbraio, che la Covisoc ha cominciato a indagare mesi fa e che oggi si traduce in un possibile -4 in classifica. A rendere tutto ancora più caotico è la lentezza della macchina burocratica: il verdetto dell’Agenzia delle Entrate, che ha certificato l’inesistenza dei crediti d’imposta utilizzati dal Brescia, è arrivato solo il 16 maggio, a campionato praticamente chiuso. E da lì si è messa in moto, in fretta e furia, la giustizia sportiva.
Serie B, perchè il Brescia è a rischio retrocessione
Le conseguenze sono immediate e clamorose: con la penalizzazione, il Brescia scivolerebbe al terzultimo posto, condannato alla retrocessione diretta insieme a Cittadella e Cosenza. Ma non finisce qui, perchè Il nuovo quadro restituirebbe speranza a chi sembrava già condannato: la Sampdoria, fino a ieri retrocessa, tornerebbe in corsa per i playout. A beneficiarne anche la Salernitana, che nello spareggio giocherebbe il ritorno in casa, e il Frosinone, improvvisamente salvo senza dover più passare per lo scontro diretto.
Un effetto domino che ha costretto la Lega B a una decisione mai vista prima: rinviare la gara d’andata del playout tra Salernitana e Frosinone, inizialmente in programma oggi all’Arechi. Una scelta ufficializzata nella giornata di ieri, domenica 19 maggio, che ha lasciato attoniti tifosi, squadre e istituzioni.
“Siamo stati truffati”, ha dichiarato senza mezzi termini Massimo Cellino al Corriere della Sera. Il presidente del Brescia punta il dito contro un sistema che — a suo dire — avrebbe creato un danno irreparabile alla sua società, negando tempi e strumenti per una difesa adeguata. Il club ha reagito con un comunicato durissimo, annunciando ricorso in ogni sede, sportiva e civile.
Anche la Salernitana protesta: la situazione
Il Brescia, dunque, sostiene di aver rispettato ogni scadenza e di aver agito in linea con le normative vigenti. Ma la realtà, almeno per ora, racconta altro: l’uso di crediti inesistenti è un’accusa pesante, che l’organo di giustizia sportiva dovrà esaminare già a partire dall’udienza del 22 maggio davanti al Tribunale federale nazionale.
Anche la Salernitana non ci sta. La comunicazione della Lega, arrivata a poche ore dal fischio d’inizio, ha lasciato la società granata disorientata e furiosa. Il ritiro è stato sospeso, la squadra smobilitata. E nel frattempo il club ha attivato il proprio team legale, diffidando ufficialmente la Lega B e chiedendo l’immediata revoca del rinvio.
Non solo: la Salernitana ha impugnato il provvedimento, riservandosi di agire in ogni sede. Le parole dell’amministratore delegato Maurizio Milan riflettono il senso di impotenza che serpeggia tra i dirigenti: “Sarebbe stato più corretto disputare regolarmente i playout e poi attendere eventuali risvolti dalla vicenda Brescia. Siamo certi che il rinvio non abbia fondamento giuridico”.
Campionato chiuso? Nemmeno per sogno, anzi. I verdetti in zona salvezza sono quindi rinviati almeno fino al 22 maggio, giorno dell’udienza in cui si potrà capire qualcosa in più del destino del club lombardo. Si sono giocate regolarmente, invece, le prime due sfide dei playoff: nella giornata di sabato la Juve Stabia ha regolato il Palermo per 1-0, e in semifinale, in settimana, dovrà affrontare la Cremonese. Lo Spezia, dal canto suo, terzo nella regular season, attende il Catanzaro, vittorioso 1-0 contro il Cesena nel primo turno di spareggi.