Classifica Sole 24 Ore, Ciociaria ultima nel Lazio: come risalire posizioni secondo la Cisl di Frosinone

Il segretario della Cisl della provincia di Frosinone, Antonella Valeriani: "Ecco di cosa ha bisogno la provincia. Tutti alla manifestazione del 13 dicembre a Roma"
Di Redazione
Treno Alta Velocità
Treno Alta Velocità

L’ultima indagine del Sole 24 Ore sulla qualità della vita conferma, per la provincia di Frosinone, un quadro che pesa come un macigno: per il 2025 la Ciociaria resta lontana dalle realtà più dinamiche d’Italia.

Cisl Frosinone e la fotografia impietosa del Sole 24 Ore

L’area si colloca all’85° posto generale, ultima nel Lazio. Nella sezione “Affari e Lavoro” la caduta è ancora più evidente: meno 43 posizioni, con un arretramento fino alla 70ª casella.

Numeri che raccontano un territorio dove il lavoro stabile è raro, la capacità imprenditoriale fatica e il capitale umano rischia di disperdersi. I dati di dettaglio descrivono una provincia che corre a velocità ridotta: 59ª per quota di laureati, 94ª per ore di cassa integrazione autorizzate, 95ª per start-up innovative, 74ª per tasso di mancata partecipazione al lavoro.

Il quadro produttivo è fragile: 70° posto per nuove iscrizioni d’impresa, 22° per cessazioni, 95° per imprese in fallimento, 76° per tasso di occupazione.

Segnali positivi non mancano

Alcuni indicatori positivi non mancano: 12° posto per quota di export sul Pil, 24° per trend degli arrivi turistici, 27° per numero di pensioni di vecchiaia. Segnali che indicano potenzialità concrete, ma ancora poco valorizzate e non strutturate in una strategia duratura.

Dietro i numeri del Sole 24 Ore ci sono vite, famiglie, giovani e anziani

Per la Cisl di Frosinone il punto centrale è che dietro le percentuali ci sono persone reali. Giovani che non riescono a costruire un percorso professionale, famiglie che faticano a conciliare lavoro, cura dei figli e costi dell’abitare, anziani spesso soli con pensioni limitate. “Non possiamo limitarci a commentare una graduatoria”, è il messaggio del segretario provinciale, “perché in gioco c’è la coesione sociale, il futuro delle nuove generazioni e la dignità del lavoro”.

La provincia vede crescere il rischio di spopolamento dei centri minori, mentre nelle aree industriali pesa l’incertezza legata alle crisi aziendali, su tutte quella di Stellantis e dell’indotto. L’assenza di un disegno unitario porta a interventi a macchia di leopardo, con iniziative sporadiche che non cambiano davvero il passo della provincia.

Perché la Cisl chiama alla manifestazione del 13 dicembre a Roma

Di fronte a questo quadro, la Cisl sceglie di non restare sul piano del commento ma di rilanciare una proposta: un patto di responsabilità collettiva che metta finalmente al centro lavoro, sviluppo e servizi. Per questo la manifestazione nazionale “Sul Cammino della Responsabilità”, convocata dal sindacato per il 13 dicembre a Roma, viene definita un passaggio serio.

L’obiettivo è duplice: migliorare la legge di Bilancio e costruire un Patto che non si esaurisca in un giorno di piazza, ma si trasformi in impegni concreti verso i territori. La Cisl Frosinone invita lavoratori, pensionati, giovani, delegati e rappresentanti del mondo produttivo ad aderire, ribadendo che senza partecipazione attiva non si cambia l’inerzia del territorio.

Roma diventa il luogo in cui portare le criticità della Ciociaria, ma anche le proposte costruite in questi mesi.

Perché Ciociaria ultima nel Lazio secondo la Cisl Frosinone

Nell’analisi del sindacato pesa soprattutto il metodo con cui finora si è intervenuti sul territorio. Spesso si è proceduto a “spezzoni”: qualche progetto, qualche bonus, qualche bando calato dall’alto. Tutto senza un disegno unitario né un raccordo stabile fra istituzioni, parti sociali, scuole, imprese, associazioni del terzo settore.

A questo si aggiunge l’assenza di un monitoraggio continuativo delle politiche attivate: non esiste un sistema condiviso per capire se le misure, quando vengono messe in campo, producono effetti reali sulla vita delle persone. Il risultato è che molte azioni restano sospese, senza verifiche e senza correzioni.

Così la narrazione pubblica si discosta dalla realtà quotidiana, fatta di precarietà, salari bassi, carenza di servizi di prossimità, lunghe attese per cure sanitarie e percorsi formativi poco allineati ai bisogni produttivi.

Le richieste della Cisl ai Comuni: anziani, infanzia, donne e servizi di prossimità

La Cisl di Frosinone rivendica di aver chiesto tavoli con i principali Comuni per avviare percorsi di contrattazione sociale che mettano al centro i bisogni delle fasce più fragili. Sul versante anziani, il sindacato propone il rafforzamento dei servizi sociosanitari, dei centri di socializzazione, dell’assistenza domiciliare, con particolare attenzione alla prevenzione della solitudine e dell’isolamento.

Per infanzia e famiglie, la linea è chiara: potenziare asili nido, doposcuola, servizi educativi e spazi di socialità per bambini e adolescenti.

Accanto a questo, la Cisl ribadisce la necessità di misure strutturate a sostegno delle donne vittime di violenza, con una rete di sportelli, case rifugio, percorsi di autonomia lavorativa ed economica. L’idea di fondo è che il benessere sociale non sia un capitolo accessorio, ma un pezzo decisivo delle politiche di sviluppo.

Sicurezza sul lavoro, crisi Stellantis e infrastrutture: i tavoli aperti

Sul fronte della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, la Cisl ricorda il tavolo aperto in Prefettura con enti e associazioni competenti, per costruire un monitoraggio condiviso capace di incidere sul tasso di infortuni, che vede la provincia al 39° posto per casi mortali o con inabilità permanente. Un dato che impone interventi mirati su controlli, formazione, cultura della prevenzione.

Con Unindustria è attivo un confronto per un protocollo che punti al rilancio delle imprese e alle riconversioni produttive, soprattutto alla luce della crisi dell’automotive e di Stellantis, elemento decisivo per l’economia del territorio.

Sul piano delle infrastrutture, il sindacato ha ribadito lo scorso 30 giugno la necessità della stazione Tav a Ferentino e di un sistema di collegamenti più efficiente per attrarre investimenti e nuove attività. Al tavolo del Ministero erano state promesse risposte entro dicembre: la Cisl attende segnali concreti, ricordando che la competitività passa anche da ferrovie e viabilità moderne.

Le 13 proposte Cisl Lazio: partecipazione, taglio delle tasse e ZIS nel Basso Lazio

Molte delle soluzioni indicate per Frosinone si inseriscono nel quadro più ampio delle 13 proposte avanzate da Cisl Lazio alla Regione. Fra queste spiccano il finanziamento della legge regionale sulla Partecipazione dei lavoratori e il “Fondo Taglia Tasse”, destinato ai cittadini con redditi più bassi per l’esenzione dal pagamento dell’Irpef regionale.

Una misura che, secondo il sindacato, alleggerirebbe il peso fiscale e darebbe ossigeno a famiglie e consumi. Altro punto chiave è l’istituzione della ZIS, una Zona di innovazione e sviluppo dedicata alla filiera dell’aerospazio e della difesa, da localizzare nel Basso Lazio, anche come risposta alla crisi dell’automotive.

A queste proposte se ne affiancano altre dieci riguardanti istruzione e formazione, sanità, infrastrutture, politiche industriali, politiche sociali, salute e sicurezza. Fra le priorità vengono indicati la piena attuazione della legge 46 per l’indotto dell’automotive, l’esenzione Irpef per i redditi più bassi e un piano serio di opere infrastrutturali.

Lavoro, casa, mobilità e formazione: cosa serve per risalire la classifica

Per risalire le classifiche del Sole 24 Ore, la Cisl individua alcuni pilastri imprescindibili. Il primo è il lavoro di qualità, condizione per trattenere i giovani in provincia evitando la fuga verso altre regioni o l’estero. Il secondo è lo sviluppo del territorio con infrastrutture adeguate e un sistema di trasporti e mobilità accessibile, capace di facilitare l’accesso ai servizi, ai luoghi di lavoro, alla formazione, soprattutto per chi vive fuori dai centri urbani maggiori.

Terzo fronte, il sostegno all’abitare: canoni accessibili, contributi all’affitto per giovani coppie e anziani con pensioni modeste, housing sociale e riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. Infine, piani di formazione continua e aggiornamento per lavoratori e disoccupati, per accrescerne l’occupabilità e accompagnare le transizioni verso i settori in crescita, dall’innovazione digitale alla green economy.

Un progetto generativo e partecipativo per la provincia di Frosinone

La Cisl Frosinone parla di “sviluppo generativo e partecipativo” per indicare un modello che coinvolga in modo stabile i settori chiave: infrastrutture, edilizia, trasporti, pubblica amministrazione, scuola, università, ricerca, fisco, welfare, agroalimentare, turismo. L’idea è quella di una proposta organica, basata su interventi strutturali e non su misure spot, capace di riequilibrare il rapporto fra lavoro e servizi e di favorire una crescita più armonica.

Una strategia guidata da indicatori chiari e misurabili di sostenibilità, innovazione e inclusione, da monitorare con cadenza regolare. Il messaggio di fondo del sindacato è semplice e netto: non basta lamentarsi dei dati, occorre un’assunzione di responsabilità condivisa, a partire da istituzioni e forze sociali, per aprire un ciclo diverso.

Appello della Cisl della provincia di Frosinone

“Il nostro impegno è promuovere un’azione sindacale responsabile, partecipativa e centrata sulla dignità delle persone”, sottolinea il segretario provinciale Cisl Frosinone, rilanciando l’appello alla mobilitazione del 13 dicembre a Roma. Per il sindacato quella giornata dovrà rappresentare un passaggio di ascolto, proposta e pressione verso il Governo, la Regione e gli enti locali.

La Ciociaria si presenta con numeri difficili, ma anche con idee, piattaforme rivendicative, tavoli aperti e richieste precise. L’obiettivo è trasformare una provincia arrestata nelle statistiche in un territorio che, passo dopo passo, sappia risalire posizioni grazie a lavoro dignitoso, servizi più equi e politiche pubbliche costruite con il confronto.

La responsabilità, per la Cisl, non è uno slogan: è l’unico modo per non rassegnarsi a restare in coda e rimettere al centro il destino delle persone che vivono e lavorano in questa provincia.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista