Flavio Cobolli è nei quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati. L’azzurro ha piegato lo spagnolo Rafael Jodar in rimonta con il punteggio di 4-6, 7-6, 6-3, al termine di una partita durata 2 ore e 31 minuti nella quale ha dovuto prima convivere con i propri errori e poi cambiare completamente ritmo. Una vittoria di carattere, costruita quando il match sembrava essersi incanalato nella direzione più complicata. Il prossimo avversario uscirà dalla sfida fra Alexander Zverev e Tommy Paul.
Cobolli-Jodar, un primo set difficile prima della reazione dell’azzurro
L’avvio ha mostrato immediatamente quanto la giornata potesse diventare insidiosa. Jodar ha giocato con ordine, ha tenuto profondità e ha approfittato di una versione di Cobolli ancora troppo fallosa. L’italiano ha cercato spesso di accelerare gli scambi, pagando però un numero elevato di errori non provocati. Lo spagnolo ha così trovato spazio per prendere il primo set 6-4 e mettere pressione a un avversario chiamato a modificare qualcosa in fretta.
Cobolli non ha perso il contatto con la partita. Ha continuato a cercare maggiore precisione con il servizio, ha accettato gli scambi prolungati e soprattutto ha iniziato a gestire meglio i momenti nei quali Jodar provava ad alzare il ritmo. Il secondo set è diventato una questione di nervi, resistenza e capacità di scegliere il colpo giusto nei punti decisivi.
Il passaggio determinante è arrivato al tie-break. Qui l’azzurro ha cambiato marcia, imponendosi 7-3 e rimettendo completamente in discussione l’incontro. Jodar, arrivato a Cincinnati dopo settimane molto impegnative nella tournée nordamericana, ha cominciato progressivamente a mostrare maggiore fatica, mentre Cobolli ha trovato energie, profondità e fiducia.
Nel terzo set Cobolli cambia ritmo e si prende i quarti di Cincinnati
Nel set decisivo la partita ha assunto un volto diverso. Cobolli ha iniziato a comandare maggiormente da fondo, ha ridotto gli errori che lo avevano frenato nella prima parte dell’incontro e ha costretto lo spagnolo a giocare sempre più spesso in condizioni scomode.
Il break conquistato dall’italiano ha spezzato l’equilibrio. Jodar ha provato a restare agganciato al match, ma il peso delle energie spese ha cominciato a farsi sentire. Cobolli ha capito che quello era il momento per accelerare e non ha più lasciato spazio alla rimonta dello spagnolo.
Il 6-3 finale racconta così molto più del semplice risultato di un set. Dentro quei nove game c’è la capacità di un giocatore ormai abituato a confrontarsi con i livelli più alti del circuito di correggersi durante una partita, accettare una fase negativa e ricostruire il proprio tennis punto dopo punto.
Per Cobolli si tratta della seconda qualificazione in carriera ai quarti di finale di un Masters 1000, un altro dato che restituisce la dimensione raggiunta dal tennista italiano nel circuito internazionale.
Da Cincinnati a Subiaco, il borgo laziale che appartiene alla storia di Cobolli
Per il Quotidiano del Lazio questa vittoria porta inevitabilmente anche verso Subiaco, perché una parte profonda della storia personale di Flavio Cobolli passa proprio dal magnifico borgo medievale della provincia di Roma.
Cobolli è nato a Firenze, ma aveva appena un anno quando la famiglia si trasferì a Subiaco. È qui, dunque, che affondano molte delle sue radici personali, ben prima che il tennis internazionale diventasse il centro della sua vita.
Subiaco è uno di quei luoghi capaci di imprimersi nella memoria di chi vi cresce. Sorge nell’alta Valle dell’Aniene, a circa 70 chilometri da Roma, con il borgo medievale costruito a scalinata su una rupe rocciosa che domina la valle e il corso del fiume. Un paesaggio nel quale storia, montagna e architettura hanno prodotto un’identità immediatamente riconoscibile.
Per un atleta costretto a vivere buona parte dell’anno fra tornei, aeroporti, alberghi, allenamenti e partite cariche di tensione, avere un luogo al quale sentirsi legato assume un valore particolare. Subiaco rappresenta per Cobolli una casa delle origini, uno spazio nel quale ritemprarsi dopo le tempestose battaglie sportive, recuperare energie e ritrovare quel proprio centro di gravità permanente fatto di equilibrio fra mente e corpo.
Nel tennis moderno la componente mentale accompagna ormai ogni aspetto della preparazione. Si gioca quasi tutto l’anno, si attraversano continenti, superfici e fusi orari differenti, mentre ogni settimana può modificare ranking, aspettative e prospettive. Anche per questo le radici assumono un significato concreto: riportano un atleta verso abitudini, persone e luoghi conosciuti quando intorno tutto corre molto velocemente.
Cincinnati rilancia Cobolli: adesso Zverev o Paul sulla strada dell’azzurro
La vittoria contro Jodar consegna a Cobolli un quarto di finale pesante anche per il modo nel quale è arrivato. Non è stata una partita dominata dall’inizio alla fine. È stata una gara recuperata dopo un primo set perso, attraversata da errori e momenti delicati, quindi ribaltata con una reazione progressiva.
Ora il livello salirà ulteriormente. Dall’altra parte della rete arriverà il vincitore del confronto fra Alexander Zverev e Tommy Paul, due avversari capaci di imporre ritmi elevatissimi e soluzioni profondamente differenti. Per Cobolli sarà un altro esame importante in un torneo che sta confermando la sua presenza stabile nelle fasi decisive degli appuntamenti più prestigiosi.
Cincinnati, però, ha già consegnato una certezza: Flavio Cobolli sa vincere anche quando il suo tennis non parte nel modo desiderato. Riesce a restare dentro la partita, aspettare il momento giusto e trasformare progressivamente il volto dell’incontro.
Da una parte l’Ohio, il Masters 1000 e un quarto di finale da giocare. Dall’altra, idealmente, c’è sempre Subiaco, con la Valle dell’Aniene sotto quella rupe rocciosa che accompagna la sua storia dall’infanzia. Due coordinate molto lontane sulla carta che fanno parte dello stesso percorso.
