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Colleferro, il Capo dello Stato Mattarella ricorda Willy: “un italiano esemplare”

Di Lina Gelsi
Piazza Willy Monteiro Duarte a Colleferro
Colleferro, Piazza Willy Monteiro Duarte a cerimonia conclusa del quinto anniversario dell'omicidio del 21enne residente a Paliano (Fr)

Nel quinto anniversario della morte di Willy Monteiro Duarte, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha reso omaggio al giovane ucciso a Colleferro (Rm) nel 2020, sottolineando il valore civile e umano del suo gesto e ribadendo la necessità di un impegno collettivo contro ogni forma di violenza.

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L’omaggio del Capo dello Stato a Colleferro

Cinque anni dopo la tragica notte in cui Willy Monteiro Duarte perse la vita per aver difeso un amico, la mattina del 16 settembre, la città di Colleferro si è raccolta in memoria del giovane. Alla cerimonia ha preso parte il Presidente della Repubblica, che ha pronunciato un discorso davanti alla comunità e ai familiari della vittima.

Mattarella ha ricordato Willy come un ragazzo che incarnava i valori del coraggio e della solidarietà: “È stato ucciso da una violenza cieca e brutale mentre cercava di placare gli animi e impedire una rissa. Voleva fermare la violenza e invece ne è rimasto vittima. Lo ricordiamo con affetto insieme alla sua famiglia e agli amici, e non dimentichiamo”.

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Il Capo dello Stato ha ribadito l’importanza della memoria, definendo giusto che Colleferro continui a proporre il ricordo di Willy come esempio per i giovani e per l’intera comunità.

Willy, esempio di coraggio e altruismo

La vicenda di Willy Monteiro Duarte è diventata simbolo di una generazione che rifiuta l’indifferenza e sceglie la solidarietà. Per questo, alla memoria del ragazzo è stata conferita la Medaglia d’oro al valor civile, un riconoscimento che ne sottolinea il gesto di altruismo compiuto nel momento più drammatico.

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Mattarella ha definito Willy “un italiano esemplare”, sottolineando come il suo sacrificio abbia segnato non solo la storia di Colleferro, ma l’intera coscienza civile del Paese.

“La violenza si sconfigge con la solidarietà”

Il Presidente ha poi ampliato la riflessione sul tema della violenza, analizzandone le radici e indicando possibili vie per contrastarla. “Non dimenticare vuol dire non essere indifferenti”, ha dichiarato, spiegando come l’indifferenza rappresenti un male tanto quanto la violenza stessa.

Secondo Mattarella, la violenza non è espressione di forza ma di debolezza, un concetto già espresso da Benedetto Croce e più volte ribadito nella storia da figure come Martin Luther King. “L’odio moltiplica l’odio, la violenza moltiplica la violenza. La pace nasce invece dal dialogo, dall’inclusione e dal rispetto reciproco”.

Il Capo dello Stato ha collegato il ricordo di Willy a un monito rivolto soprattutto ai giovani: occorre offrire loro un orizzonte di speranza e insegnare che la violenza non rappresenta mai una soluzione, ma al contrario conduce al fallimento personale e sociale.

Il ruolo della comunità e il pericolo dell’odio online

Un passaggio centrale del discorso ha riguardato il clima sociale attuale. Mattarella ha osservato come, nelle società contemporanee, si diffonda un sentimento di rancore e di avversione reciproca che troppo spesso sfocia in violenza, anche verbale, amplificata dai social network.

Parole di odio e narrazioni distorte, ha detto il Presidente, contribuiscono a generare conflitti e divisioni, trasformando chi la pensa diversamente in un nemico da abbattere. Questo atteggiamento rischia di rendere la violenza “ordinaria e banale”, fino a essere persino rivendicata come motivo di vanto da alcuni.

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Il richiamo alla memoria di Willy, ha aggiunto, deve quindi tradursi in un impegno concreto per contrastare queste dinamiche e per costruire una società capace di riconoscere il valore del dialogo e del rispetto.

La lezione di Willy e la “Giornata del rispetto”

Mattarella ha voluto collegare il ricordo di Willy alla cosiddetta “Giornata del rispetto”, sottolineando come onorare la sua memoria significhi impegnarsi a costruire relazioni sociali fondate sull’amicizia e sulla solidarietà.

“L’amicizia non deve essere solo una relazione personale, ma il fondamento della vita sociale”, ha spiegato il Presidente, rimarcando che il gesto di Willy, pur nella sua drammaticità, continua a rappresentare un punto di riferimento per la collettività.

Un anniversario che parla al presente

Il quinto anniversario dell’uccisione di Willy Monteiro Duarte non è soltanto un momento di commemorazione. È anche un’occasione per riflettere su come contrastare l’odio e prevenire nuove forme di violenza, sia nelle strade sia nello spazio digitale.

Il messaggio di Mattarella ha inteso sottolineare che la memoria non può ridursi a ritualità: deve diventare strumento di consapevolezza civile. Willy rimane, in questa prospettiva, il simbolo di una generazione che crede nella solidarietà come antidoto alla brutalità e come base per una convivenza più giusta.

 
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