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Colonna, il sindaco Giuliani: “Riaprire le antiche cantine significa raccontare la nostra terra”

Le antiche cantine, scavate nella roccia e tramandate come piccoli tesori di famiglia, tornano a vivere a Colonna, sabato 10 e domenica 11 maggio
Di Francesco Vergovich
Colonna (Roma)
Colonna (Roma)

Sabato 10 e domenica 11 maggio, il cuore del centro storico di Colonna (Roma) si trasforma in un intreccio di profumi, voci e sapori. Non è solo una festa: “Mercato diffuso, Cantine, Vino e Cucina” è qualcosa di più simile a un rito collettivo, un’esperienza che mette insieme passato agricolo, tradizione vitivinicola e nuove consapevolezze alimentari.

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Le antiche cantine, scavate nella roccia e tramandate come piccoli tesori di famiglia, tornano a vivere. Non solo come luoghi di memoria, ma come spazi dinamici, pieni di persone, degustazioni, racconti. Ogni botte aperta è una porta sulla storia. Dentro si trova di tutto: il pane cotto a legna dei mercati contadini Slow Food, i formaggi locali raccontati direttamente dai produttori, e ovviamente lui, il vino. Quello vero, dei Castelli Romani, che qui non è mai stato solo una bevanda, ma un’espressione identitaria.

La primavera porta il riconoscimento, il paese risponde con il gusto

L’occasione non è casuale. Colonna è stata appena riconosciuta come una delle “Città del Vino 2025”, un titolo che, se letto con superficialità, può sembrare simbolico. Ma basta parlare con i piccoli produttori locali o con chi lavora nella ristorazione del posto per capire che questo riconoscimento ha risvegliato un senso di orgoglio agricolo e culturale profondo.

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L’amministrazione ha colto la palla al balzo, ripensando l’evento in chiave fortemente enogastronomica. Non si tratta di marketing territoriale fine a sé stesso, ma di un modo concreto per far emergere l’identità autentica di un borgo che rischia di restare in ombra rispetto ai fratelli maggiori dei Castelli, come Frascati o Castel Gandolfo.

E invece Colonna ha molto da dire. La sua posizione, tra vigne ventilate e terreni vulcanici, le regala uve dalla spiccata personalità. La Malvasia puntella ogni bicchiere con profumi floreali e una beva rinfrescante che sa di colline e primavera.

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Non solo vino: artigianato e incontri umani

La manifestazione non si limita al calice e al piatto. Tornano anche gli artigiani che avevano animato il borgo lo scorso dicembre, portando con sé ceramiche, tessuti, legni intagliati e oggetti che raccontano storie fatte a mano. Ogni bancarella, ogni angolo riaperto per l’occasione, è un’occasione d’incontro. Non è raro vedere i produttori fermarsi a chiacchierare con i visitatori, spiegare le lavorazioni, assaggiare insieme. Non è una fiera, è un paese che si apre.

La bellezza di Colonna, in fondo, è tutta qui: nella sua dimensione piccola, nei rapporti umani che si sentono ancora veri. E in quel passo lento con cui, tra una cantina e l’altra, si riesce a riscoprire il gusto di stare, guardare e assaporare.

L’intervista al sindaco di Colonna, Fausto Giuliani

Da dove nasce l’idea di “Mercato Diffuso – Cantine, Vino e Cucina”?
L’idea nasce dal successo ottenuto lo scorso dicembre con l’evento “Cantine di Natale”. In quell’occasione, il centro storico di Colonna si è riacceso con un’atmosfera natalizia, grazie all’apertura delle antiche cantine del borgo, che hanno ospitato mercatini di artigianato e presepi. È stato un momento molto partecipato, che ci ha fatto capire quanto sia forte il legame tra la comunità e le sue tradizioni. Ma c’è un altro elemento che ha contribuito a rafforzare questa visione: il riconoscimento di Colonna come una delle “Città del Vino 2025”, insieme ad altri dieci comuni dei Castelli Romani. Un’opportunità importante, che con l’arrivo della primavera, ci ha spinti a ripensare l’evento in chiave enogastronomica, mettendo in primo piano la storia, il vino e l’identità agricola del nostro territorio, anche se non mancheranno gli stand di artigiani che hanno partecipato a dicembre.

Quindi il vino e le cantine tornano protagonisti?
Assolutamente sì. Riaprire le antiche cantine significa non solo riscoprire luoghi ricchi di fascino e memoria, ma anche valorizzare i vini locali, proponendoli in abbinamento ai sapori genuini dei prodotti agricoli tipici della nostra zona. È un modo concreto per raccontare la nostra terra, la sua vocazione agricola, e per dare visibilità a produttori, artigiani e tradizioni che meritano spazio e riconoscimento.

C’è anche un messaggio legato alle radici del territorio?
Certo. L’agricoltura ha rappresentato per il nostro Comune una parte fondamentale della sua storia e del suo sostentamento. Con questo evento vogliamo proprio celebrare quelle radici, riportando l’attenzione su un’identità che ci appartiene profondamente. Oggi, con il titolo di “Città del Vino”, abbiamo la possibilità di raccontare tutto questo anche fuori dai confini locali, portando Colonna e la sua storia agricola e culturale sul panorama nazionale.

 
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