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Conclave 2025: La corsa al papato si scalda tra ipotesi e sguardi riverenti al comignolo della Sistina

Nel secondo giorno del Conclave furono eletti sia Benedetto XVI che papa Francesco. Se non succederà, l'interesse potrebbe deviare verso candidati meno favoriti
Di Lina Gelsi
Piazza San Pietro

L’inizio del Conclave

Mentre Roma registra un’enigmatica quiete intorno al Vaticano, il Conclave 2025 ha iniziato la sua corsa verso un risultato atteso da milioni di credenti. Tutti gli occhi sono puntati sul comignolo della Cappella Sistina, divenuto simbolo d’interesse planetario. Un gabbiano che zampetta intorno alla ciminiera sembra essere l’unico privilegiato a poter scrutare ciò che si svolge all’interno della stanze chiusa del Conclave.

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L’inizio del Conclave la corsa ai voti

Rispetto alle aspettative, il Cardinale Pietro Parolin sembra inizialmente guidare la corsa, con un teorico orientamento di circa cinquanta voti a suo favore. Tra i favoriti della vigilia, accanto a lui, appaiono anche il Patriarca di Gerusalemme Pierbattista Pizzaballa e il filippino Luis Antonio Tagle. I tre, già ben conosciuti nel pre-conclave, appaiono di riferimento per molti cardinali, che potrebbero aver già composta la loro scaletta di preferenze.

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Un Conclave imprevedibile

Quest’anno, più che mai, il Conclave pare sfuggire a qualsiasi schema prestabilito: i conservatori si contrappongono ai progressisti, i gruppi nazionali si mostrano tutt’altro che omogenei e lo scenario appare ingrato per ipotesi certe. Anche tra i 24 elettori asiatici, le opinioni sembrano frammentate, con alcuni orientati verso il vescovo di Kalookan, Pablo Virgilio Siongco David.

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Il tempo come variabile decisiva

La ritrovata variante del tempo gioca un ruolo determinante: nel secondo giorno del Conclave furono eletti sia Benedetto XVI che papa Francesco. Se il fumo bianco non apparirà il secondo giorno, l’interesse potrebbe deviare rapidamente verso candidati inizialmente meno favoriti, come accadeva nel 2013 ad Angelo Scola. Tra le nuove possibili figure emerge quella dello statunitense Robert Prevost.

Una decisione della coscienza

Quello che resta certo è che ogni cardinale si muoverà ascoltando la propria coscienza, come ricorda il Cardinale Fernando Filoni: “Possiamo fare tutti i nostri calcoli. Posso dire di aver votato uno e in realtà ho votato un altro. Chi mi vede? La mia coscienza lo sa”.

 
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Cronaca

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