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27 Gennaio 2023

Pubblicato il

Una dichiarazione sconcertante

Convegno “Progetto Roma Sicura”: il Tevere è il fiume più pulito del mondo?

di Livia Maccaroni
A dichiararlo il segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Erasmo D’Angelis
Fiume Tevere
Fiume Tevere

Il Tevere è un fiume sicuro, pulito, da vivere”. Nonostante l’apparente contraddizione, si tratta di un’analisi effettuata dal segretario generale dell’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale, Erasmo D’Angelis. Il segretario generale è intervenuto durante il convegno, svoltosi giovedì 27 gennaio presso la Sala della Protomoteca del Campidoglio, dal titolo “Progetto Roma sicura. Presentazione del sistema di invasi e delle opere di manutenzione e difesa dal rischio idrogeologico”. L’evento è stato organizzato da Roma Capitale e Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino centrale in collaborazione con il Consiglio nazionale dei geologi e il Consiglio nazionale degli ingegneri.

La dichiarazione di Erasmo D’Angelis: “Il Tevere è un fiume pulito….”

Erasmo D’Angelis si è espresso sui lavori incentrati sulle misure per la difesa dal rischio piene del Tevere e gli interventi di manutenzione e prevenzione dell’area metropolitana. Ma prima ha dichiarato: “Il Tevere è un fiume pulito: se prendessimo solo il tratto di 56 km di scorrimento da Castel Giubileo alle foci (naturale di Ostia e artificiale di Fiumicino), il Tevere sarebbe il fiume più pulito del mondo, per l’attività di depurazione fatta in 15 anni da Acea. Sono stati fatti passi avanti giganteschi da questo punto di vista”.

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“…Ma da 29 anni non c’è manutenzione”

“Nel paese più ricco di acqua d’Europa che è l’Italia, Roma è la città più ricca di acqua del continente. Ha una rete idrografica di scorrimento molto estesa, quasi 700 km di piccole vie d’acqua tributarie del Tevere e dell’Aniene. Ma a oggi questa rete non la vediamo più perché da 29 anni non c’è manutenzione. Con i fondi dell’ex ministero dell’Ambiente stiamo operando sugli 80 km più pericolosi, piccoli fossi e fossati tombati da rifiuti. C’è anche tanta maleducazione”, ha concluso D’Angelis.

 
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