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Nota di Protesta

Delitto di Arce. Portavoce Pool difensivo Mottola: nei miei confronti comportamento omissivo dei mass media

Giovedì 13 marzo alle ore 15:30 il Pool Difesa della Famiglia Mottola terrà a Roma presso la libreria giuridica Medichini Clodio n° 26 ABC una conferenza stampa sugli sviluppi del caso e della situazione giudiziaria
a cura di Redazione
Gli avvocati Mauro Marsella e Piergiorgio Di Giuseppe, al centro Carmelo Lavorino all'uscita dalla Corte d'Appello di Roma (Processo Mollicone)
Gli avvocati Mauro Marsella e Piergiorgio Di Giuseppe, al centro Carmelo Lavorino all'uscita dalla Corte d'Appello di Roma (Processo Mollicone)

ll caso della morte di Serena Mollicone, la 18enne di Arce, paese in provincia di Frosinone, avvenuta nel giugno del 2001, continua a far parlare di sé. Ieri, 11 marzo 2025, giorno della sentenza della Corte di Cassazione, i giudici della Suprema Corte hanno disposto un nuovo processo di appello, davanti ai giudici della Corte d’Assise d’appello di Roma, accogliendo l’istanza della Procura generale contro l’assoluzione dell’ex comandante della caserma dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, della moglie Anna Maria e del figlio Marco, accusati dell’omicidio di Serena Mollicone avvenuto nel giugno del 2001.

Il professor Carmelo Lavorino, portavoce del Pool difensivo della Famiglia Mottola, ha diffuso una nota di “protesta” attraverso il seguente comunicato stampa:

“Protestiamo per il comportamento omissivo di alcune emittenti televisive e testate giornalistiche che non hanno trasmesso le dichiarazioni del portavoce del Pool difensivo Mottola, il prof. Carmelo Lavorino, nonostante questi abbia dichiarato in due occasioni ai suddetti quanto di seguito: Attendiamo di leggere le motivazioni del rinvio della Cassazione e ci prepareremo in tal senso, sia gli avvocati sia i consulenti tecnici. Per ora resta la sentenza d’assoluzione di primo grado.

Affronteremo il processo d’appello bis sui punti che saranno indicati dalla Cassazione e dall’innocenza dei Mottola, fermo restando che se il Giudice dell’appello è stato carente in alcuni punti ‘il merito è solo ed esclusivamente suo, viene pagato anche per motivare BENE E TUTTO’ . I Mottola sono innocenti e lo dimostreremo ancora. Ben venga un nuovo processo, così la si smetterà una volta per tutte di girare a vuoto.”.

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“Purtroppo la TV di Stato sovvenzionata dal nostro canone manda in onda le imprecisioni e le faziosità di diversi personaggi. Oggi lo ha fatto permettendo a Roberta Bruzzone di sparare a zero contro i miei assistiti Mottola (giallo di Arce) e senza la mia presenza in quanto sono il Consulente dei Mottola: addirittura qualcuno avrebbe detto che sono stati fatti depistaggi per non condannare i Mottola? E’ stato detto? Da chi e in qual veste e con quale scienza?

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E’ riprovevole che la TV di Stato non permetta il contraddittorio e non mi permetta di esprimere le mie opinioni professionali in merito e di confutare le altri asserzioni (in verità apodittiche, strumentali, faziose e squinternate): ormai si è riaperta la ‘caccia ai Mottola’, ma il giornalismo serio non può e non deve prestarsi a simili aberrazioni e strumentalizzazioni”, conclude il comunicato.

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Intanto giovedì 13 marzo 2025 alle ore 15:30 il Pool Difesa della Famiglia Mottola terrà in Roma, presso la libreria giuridica Medichini Clodio n° 26 ABC una conferenza stampa sugli sviluppi del caso e della situazione giudiziaria, anche alla luce della sentenza della Cassazione di annullamento della sentenza d’appello con rinvio.

(Il Portavoce del Pool difensivo Famiglia Mottola, Prof. Carmelo Lavorino)

 
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