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30 Settembre 2020

Pubblicato il

Diritti animali, aumentano i Sindaci che vietano la sosta a circhi con animali

di Redazione

La Lav denuncia che molti animali usati nei circhi sono detenuti illegalmente e si tratta anche di specie protette come tigri, leoni, ippopotami e rinoceronti

"La civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali”, ha detto il Mahatma Gandhi. Il circo con animali è stato finalmente abolito per legge anche in Italia, che ha detto basta a elefanti alla catena, primati vestiti, cani ridicolizzati a eseguire movimenti e gesti innaturali, felini spesso sedati per essere tenuti in gabbie minuscole, tutti costretti contro la loro etologia cioè il loro comportamento naturale a esibirsi per esseri umani quanto meno poco sensibili.

 

Graduale dismissione degli animali dai circhi

A dicembre 2019 infatti, il Ministro alle Attività Culturali, Bonisoli, aveva dichiarato di essere al lavoro per realizzare il decreto attuativo della legge del 2017 sullo spettacolo, l'Atto che prevede mai più animali in circhi e spettacoli viaggianti.  Eppure i tempi e modi in cui il provvedimento viene tradotto in realtà effettiva sono in uno stato di "graduale superamento", leggiamo anche dal sito animalista della Lav, la Lega antivivisezione attiva in Italia per i diritti degli animali, che ha lanciato la campagna di informazione e sensibilizzazione #cambiacirco.

"Oggi il dibattito è su come e quando ci sarà questo graduale superamento. L’Italia ha deciso con una votazione a stragrande maggioranza di andare verso il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi. È un dato di fatto sul quale anche l’ambito scientifico sarà impegnato, ritengo, nel dirci come e in quali tempi procedere per attuare questa graduale dismissione", ha spiegato Gianluca Felicetti, presidente della Lav, l’associazione animalista che più di ogni altra si è battuta in questi anni per ottenere che l’Italia finisse nel gruppo dei Paesi che nel mondo hanno detto basta con gli animali a fare da clown, con lo sfruttamento e la sofferenza di esseri senzienti costretti a stare in ambienti assolutamente ristretti, inadeguati alla loro specie.

Steven Harris, docente alla Scuola di Scienze Biologiche dell’Università di Bristol, ha condotto delle ricerche diventate un punto di riferimento internazionale sulla questione. "La vita nei circhi non può garantire agli animali selvatici ed esotici il soddisfacimento dei livelli minimi di benessere – ha spiegato il professor Harris – Si tratta di una vita passata sotto stress, in condizioni di prigionia, in cui gli animali vanno incontro a costanti disturbi psico-fisici, senza alcun controllo sui propri bisogni, una vita fatta essenzialmente di esibizioni negli spettacoli, di esposizione al pubblico, di continui viaggi e trasferimenti. La vita degli animali nei circhi non può considerarsi 'una buona vita' né 'degna di essere vissuta'", secondo Steven Harris.

 

Scelta di civiltà ed etica

Secondo i dati CENSIS del 2010 gli animali impiegati nei circhi in Italia sono circa 2.000 in 100 circhi, ma è difficile avere dati aggiornati perché non esiste un registro ufficiale. La Lav denuncia che molti animali usati negli spettacoli circensi sono detenuti illegalmente e si tratta anche di specie protette come tigri, leoni, ippopotami e rinoceronti. 

Al momento, nel mondo i Paesi che hanno fatto questa scelta di civiltà e di etica sono Austria, Grecia, Malta, Slovenia, Romania, Slovacchia, Croazia e Israele, ma anche Singapore, Messico, Costa Rica, Perù e Guatemala. 

L’ Italia finanzia con soldi pubblici i circhi con animali, nonostante il 71,4% degli italiani (Eurispes 2016) è contraria ai circhi con animali. 

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La Legge sul circo del 1968 (Legge n.337 del 1968) riconosce alle imprese circensi una “funzione sociale” e il Ministero dei Beni Culturali e dello Spettacolo finanzia i circhi con animali. Le sovvenzioni pubbliche sono erogate del Fondo Unico dello Spettacolo (FUS) – strumento finanziario per sostenere le attività del cinema e degli spettacoli dal vivo. La LAV sostiene il circo umano e non quello che utilizza gli animali negli spettacoli e nelle esibizioni.

 

Il testo guida della legge mondiale

Nel 2016 il Governo Gallese decise di valutare l'abolizione degli animali dai circhi, investendo in una ricerca ufficiale, per la quale venne ingaggiato Stephen Harris, professore all'università inglese di Bristol. Al termine degli studi il risultato fu la publicazione di  “The welfare of wild animals in travelling circuses”, un testo sul benessere degli animali impegnati nei circhi considerato il più completo e all'avanguardia.

Infatti il documento divenne la bandiera scientifica per una campagna europea, la quale chiedeva la liberazione degli animali dai circhi anche dall’Eurogroup For Animals, la quale non è un'associazione animalista di settore, ma una vera e propria organizzazione europea, fondata nel 1980 con sede a Bruxelles che coordina e rappresenta nei palazzi dell’Unione Europea tutte le più importanti associazioni animaliste europee, fin dentro alle stanze del potere insomma. Dunque non si tratta di improvvisarsi "amici degli animali", ma di far seguire delle azioni etiche da studi rigorosi, eseguiti da biologi, etologi ed esperti del comportamento animale.

 

Amministrazioni restie al cambiamento

A Valmontone (Rm), in via della Pace, questi giorni ha montato il tendone uno dei tanti circhi della dinastia Orfei. Ogni anno ormai, si rinnova l'appuntamento con un circo equestre che usa animali sul suolo comunale del centro casilino. Il Municipio ancora una volta ha rilasciato il permesso di installare il tendone, ad un circo che coinvolge, sfrutta animali.

La sofferenza non è mai intrattenimento e men che meno è divertente. Stanno aumentando le amministrazioni comunali che limitano o vietano la sosta dei circhi con animali sul proprio territorio. Esistono vari esempi nel mondo di spettacoli circensi di grande prestigio e successo che non utilizzano gli animali. Il Sindaco segua l'esempio di molti suoi colleghi che hanno vietato l'occupazione di suolo pubblico a circhi con animali, emanando specifiche ordinanze in materia di canone per l'occupazione, si adoperi affinché sia modificato il Regolamento. (Foto di repertorio)

 

 
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