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27 Novembre 2022

Pubblicato il

Salute pubblica

Discarica Albano, protesta contro la proroga di Gualtieri: “Bonifica urgente”

di Giulia Bertotto
Si è svolto sabato 12 febbraio il corteo contro l'ordinanza di Gualtieri che estende l'apertura della discarica di Roncigliano fino a luglio
manifestante in tuta anti gas sdraiato a terra, Discarica Albano protesta

Sabato 12 febbraio si è svolto ad Albano Laziale il corteo per chiedere la revoca dell’ordinanza firmata dal sindaco di Roma Gualtieri con la quale viene estesa al 15 luglio 2022 l’apertura della discarica di Roncigliano.

Discarica Roncigliano, la protesta per le vie di Albano Laziale

La Capitale infatti continua a far affluire i suoi rifiuti nei paesi della provincia, insistendo con impianti e inceneritori, invece di optare per una trasformazione radicale e definitiva del sistema rifiuti. Occorre uscire, chiedono i comitati cittadini, da un paradigma di tipo emergenziale della gestione dei rifiuti, con immediata chiusura e bonifica dell’area.

Nonostante i proclami delle diverse amministrazioni (di sinistra come di destra) e malgrado gli annunci, né la Regione Lazio né il Comune di Albano intendono superare l’obsoleto modello della discarica, concentrato -denunciano- nelle mani del monopolio privato e dei suoi profitti.

Plateale e surreale, secondo i manifestanti, l’assenza del sindaco di Albano Laziale e dei suoi consiglieri.

Il primo cittadino, ci dicono i cittadini in rivolta, rifiutandosi di firmare un’ordinanza di chiusura della discarica, dimostra la mancata volontà di usare i poteri che la Legge gli conferisce in materia di salute pubblica.

I precedenti della protesta contro la discarica di Albano

La discarica di Roncigliano, nel comune di Albano Laziale, era stata chiusa nel 2016, in seguito ad un incendio, ed era stata poi rimessa in funzione dalla ex sindaca di Roma Virginia Raggi. Dopo la riapertura i residenti hanno invocato controlli tecnici a tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini.

Dalle verifiche era emersa la mancanza di una corretta separazione tra rifiuti umidi e secchi, la quale provoca la formazione e fuoriuscita del pericoloso percolato, liquido altamente tossico capace di permeare nelle falde acquifere.

L’11 gennaio il nuovo sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha firmato un’ordinanza con cui ha esteso al 15 luglio 2022 l’apertura della discarica di Albano Laziale.

Siamo andati alla protesta contro la discarica di Albano e abbiamo raccolto le dichiarazioni di alcuni esponenti delle organizzazioni presenti alla mobilitazione.

Enrico Del Vescovo Presidente di Italia Nostra sezione Castelli Romani:

“A livello locale, ad Albano, non posso far altro che sentirmi sconcertato​ e deluso di fronte alla mancata risposta delle istituzioni pubbliche alle legittime richieste dei comitati spontanei dei cittadini che rivendicano da troppo tempo null’altro se non l’applicazione puntuale e corretta della legge. Al momento, infatti, dopo anni di richieste, non esiste ancora una “certificazione idrogeologica” per l’area di Roncigliano, dove si trova la discarica di Albano. Non è stata rivista un’AIA (autorizzazione di impatto ambientale) scaduta ormai da anni, né si è minimamente presa in considerazione l’interdittiva anti-mafia che graverebbe sul “gruppo Cerroni” proprietario dell’area. Alla discarica si potrà aggiungere tra non molto un impianto a biogas senza considerare l’esistenza conclamata dell’inquinamento delle falde idriche (certificate dall’ARPA).

Occorre prendere atto di come, purtroppo, le istituzioni, nelle quali ogni cittadino è chiamato a fidarsi, risultino essere dei “muri di gomma” piuttosto che servitori della legge e dei cittadini.

Nel frattempo, grazie al PNRR, arrivano a pioggia milioni di euro distribuiti ai comuni d’Italia, fonte di facili clientelismi e di ulteriore cementificazione del territorio, alla faccia dei propositi ecologisti alla base del piano di resilienza.

Vedo solo molta ipocrisia quando si parla di ecosostenibilità, mentre si continua a privilegiare il trasporto autostradale, il consumo di suolo, il deperimento dell’agricoltura e la deturpazione del paesaggio. E si torna a parlare del ricorso al nucleare…del resto per molti concittadini Francia o Spagna basta che se magna“.

Danilo Ballanti responsabile regionale Ambiente del Partito Comunista:

“L’ordinanza di Gualtieri di riapertura della discarica di Albano fino al 15 luglio 2022 è solo l’ultima violenza sul territorio dei Castelli Romani.
Dopo 40 anni di autorizzazioni illegali da parte delle amministrazioni comunali di Albano (primi 4 invasi) e della Regione Lazio (altri 3 invasi), è ora di fermare la devastazione del territorio e chiudere definitivamente la discarica di Albano. La discarica di Albano emette ogni anno 20.000 tonnellate di biogas, metano e altri 46 inquinanti cancerogeni che rendono l’ambiente circostante invivibile.


Dai nostri studi epidemiologici, gli effetti sanitari della discarica di Albano sulla popolazione sono drammatici: entro 3 chilometri dalla discarica la mortalità per tumore è doppia rispetto alla media regionale.

Per questi motivi, il Partito Comunista chiede ai Sindaci dei Castelli Romani e alla Regione Lazio di dichiarare l’area ad elevato rischio ambientale, di chiudere definitivamente la discarica e di iniziare la bonifica del sito”.

Ennio Moriggi, presidente della locale sezione dell’Anpi:

“Anche questa volta, come nelle manifestazioni precedenti, la sezione A.N.P.I M. Moscati S. Fagiolo di Albano-Castelgandolfo ha partecipato attivamente per chiedere la chiusura della discarica di Roncigliano, nel pieno rispetto e attuazione degli articoli 9 e 32 della nostra Costituzione. La tutela della salute pubblica e la difesa dell’ambiente. Richiamando le Istituzioni locali e Regionali ai loro compiti a difesa e tutela della collettività.
Quindi è giunto il momento non più differibile della: urgente chiusura della discarica e immediata bonifica del territorio”.

La cittadinanza è in attesa di risposta da istruzioni sorde, che esaltano a parole sedicenti politiche Green, mentre tutto -come al solito- resta com’è.

 

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