Don Backy presenta “Colpo di genio”: il primo fumetto musicale con 17 canzoni e una favola ecologica

Io sono un artigiano, dice Don Backy, lo dico anche in una canzone, “Sono un artigiano impenitente, questo è il tratto mio più evidente"
Di Francesco Vergovich
Francesco Vergovich, Don Backy
Francesco Vergovich, Don Backy

È sempre un gran piacere incontrare Don Backy, alias Aldo Caponi. Cantante, autore, attore, scrittore, fumettista: quando è con noi, di solito, significa che ha davvero qualcosa da dire. Stavolta il motivo è un progetto fuori formato: “Colpo di genio”, favola ecologica disegnata e scritta da lui, con 17 brani ascoltabili via QR code, pagina dopo pagina.

Don Backy si muove solo quando ha qualcosa da dire

Bentrovato Aldo, è sempre una festa quando sei qui perché significa che è accaduto qualcosa. Sei un uomo dal multiforme ingegno: musica, libri, fumetti… una vita piena, sempre in movimento.

Io sono uno che di solito non va in giro soltanto per farsi vedere. Vado in giro esclusivamente quando ho qualcosa da dire, altrimenti starei zitto.

E allora sei davvero speciale. Tra musica, libri, fumetti: la tua è una vita impegnata.

Diciamo che mi do da fare perché non mi piace vivere sugli allori, del passato e magari anche del presente. Molti si accontentano di fare un disco ogni tre o quattro mesi. Io cerco sempre di scavare nel mondo dell’arte in generale, per vedere se c’è qualcosa che mi stimola di più.

“Colpo di genio”: una favola ecologica che diventa fumetto musicale

Oggi presentiamo un fumetto che hai disegnato tu: “Colpo di genio”. Lo definisci una favola ecologica e, soprattutto, dici una cosa enorme: sarebbe il primo fumetto musicale al mondo.

È una favola ecologica che si intitola “Colpo di genio”. E credo, anzi senza crederlo: è assolutamente il primo esempio di fumetto musicale al mondo.

Il QR code al posto del CD: 17 canzoni dentro la storia

Perché “fumetto musicale”? Perché ci sono 17 canzoni che fanno parte della storia. Uno si chiede: c’è un CD dentro?

No, c’è esclusivamente il QR code per ogni canzone. Quando c’è la pagina che contiene i fumetti di quella canzone, inquadrando il code si può ascoltare il brano. È una novità nel senso più assoluto del termine. Sono io l’autore di tutto: testi, musica e colori. Spesso i colori in un fumetto vengono affidati a qualcun altro. Qui li ho fatti io.

“Sono un artigiano impenitente”: l’identità di Don Backy

Hai fatto tutto tu, come al solito.

Io sono un artigiano. Lo dico anche in una canzone che si intitola “Autoritratto”: “sono un artigiano impenitente, questo è il tratto mio più evidente”. Mi piace lavorare con le mani, mi piace produrre.

“Io non so disegnare”: la svolta partendo da zero

Nel tuo immaginario ci sono punti di riferimento nel disegno?

Certamente. Io non sono capace di disegnare.

E com’è possibile, se il fumetto contiene due o trecento vignette?

Fino a qualche anno fa un volto per me era un circoletto, due puntini per gli occhi, un’astina per il naso e una linea per la bocca. Quando ho scritto questa storia volevo farne un film, un film musicale. Ma a chiunque lo portassi mi dicevano: “I film musicali non vanno, non funzionano”. Allora ho deciso di girare questo film con una penna. Ho comprato tutti i libri di Hugo Pratt. Se mi serviva uno che correva, un profilo, un trequarti, guardavo Pratt e lo rifacevo. Dando le caratteristiche del personaggio mio. E nasceva uno che correva. Così ho girato praticamente un film con la china.

Dal cinema al teatro: recitare, scrivere, provare

Don Backy è stato anche un attore. Ci ricordiamo “Banditi a Milano” con Volonté, di Mario Bava…

Ho girato con grandi attori. Non ho studiato, però me la sono cavata. Per me non era il mestiere: volevo cantare e scrivere canzoni. Però ho fatto anche teatro: ho provato e ho fatto due commedie musicali, scrivendo pure le canzoni. Una era “Teo Medio”, sulla Roma del 312 d.C., Massenzio e Costantino: io ero un piccolo delinquente della Suburra. L’altra era “Marco Polo”, con il Teatro della Tosse di Genova, regia di Tonino Conte, scenografie di Lello Luzzati. Io interpretavo Marco Polo e scrivevo tutte le canzoni.

“Colpo di genio” come autoritratto: una storia che parla del presente

“Colpo di genio” sembra un autoritratto indiretto.

Sì, perché è il mio pensiero. È una favola che contiene principi importanti. Anche i bambini e i ragazzi possono trarne insegnamenti: le canzoni sono concettuali, non sono canzoncine. Un tempo si diceva “concept album”. Questo è un “fumetto concept”.

La trama: un prato, gli speculatori, il genio “scaduto” che passa all’azione

E la trama tocca temi attuali: ambiente, green, tutela del pianeta. Raccontiamola, anche in breve.

Il prato è preso come simbolo del nostro pianeta. La salvezza del prato è messa a rischio da speculatori che vogliono distruggerlo per costruire un cementificio. Il prato è il luogo dei bambini, dove giocano. Scatta una battaglia fra buoni e cattivi. I buoni saranno aiutati da uno strano personaggio che esce da una lampada: il genio. Solo che questo genio, per varie circostanze, non può più “geniare” più di tanto perché gli è scaduto il mandato. Quindi si deve rifare un po’ con le mani, alla Bud Spencer: sarebbe stato il genio mio preferito.

Un cartone animato in arrivo: la proposta dell’editore

E poi c’è un’altra notizia: l’editore ti ha proposto di trasformare il fumetto in cartone animato.

Sì. L’editore, Lavinia Dickinson, mi ha proposto di fare di questo fumetto anche un cartone animato. Verrà fuori una storia con cartoni animati. Una cosa meravigliosa.

Dai canottieri alla ginnastica isometrica: la curiosità che non si spegne

Ti chiedono: dedicavi tempo alla cultura fisica. La pratichi ancora?

No, adesso ho un’età che me lo sconsiglierebbe. Però facevo canottaggio, ero un canottiere. Oggi invece ho ideato una ginnastica che chiamo “isometrica”: consente di fare ginnastica stando seduti, tonificando i muscoli senza pesi e senza strumenti particolari.

“Fine”, la canzone conclusiva che incise anche Mina

Grazie Aldo. Chiudiamo con un’ultima perla: la canzone “Fine” incisa anche da Mina è il brano conclusivo della storia del fumetto.

Ricapitoliamo: “Colpo di genio”, editore Lavinia Dickinson. Una commedia musicale a fumetti: un prato, una lampada, un genio che deve sporcarsi le mani, 17 brani ascoltabili con QR code. Lo trovate su Feltrinelli, IBS e altri canali.

La sensazione, quando Don Backy racconta “Colpo di genio”, è che il progetto non nasca solo da un’idea brillante, ma da un’urgenza: dire qualcosa, farlo con più linguaggi insieme, senza delegare. Fumetto, musica, fiaba, ecologia: un’operazione che somiglia al suo “Autoritratto”, perché mette al centro la stessa scelta di sempre, quella di restare artigiano. E di presentarsi, ogni volta, soltanto quando c’è davvero qualcosa da aggiungere.

 
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