La richiesta di giudizio immediato per Francis Kaufmann segna un nuovo passaggio nell’inchiesta sul duplice omicidio avvenuto a Villa Pamphili il 7 giugno. L’uomo, cittadino statunitense di 46 anni, è accusato di aver ucciso la compagna Anastasia, giovane russa di 28 anni, e la figlia di undici mesi, Andromeda. La procura contesta anche l’occultamento dei cadaveri e varie aggravanti legate alla relazione affettiva e al legame familiare. Kaufmann ha sempre negato ogni addebito, ma gli elementi raccolti dai magistrati sembrano delineare un quadro che ritengono già solido. L’arresto in Grecia, avvenuto dopo la fuga con documenti falsi, ha aggiunto ulteriori ombre sulle sue versioni fornite nei mesi scorsi.
Giudizio immediato per Kaufmann per il duplice omicidio di Villa Pamphili: gli elementi ritenuti decisivi
Secondo gli inquirenti, due riscontri scientifici hanno rafforzato l’impianto accusatorio. Il dna dell’uomo è stato individuato sul sacco nero che copriva il corpo di Anastasia, trovata senza abiti nel parco. La presenza di materiale genetico non sarebbe marginale: per gli investigatori indicherebbe un contatto diretto e prolungato. Un ulteriore campione biologico, ancora più significativo, sarebbe stato isolato sul reggiseno della donna. Le analisi hanno rilevato una quantità definita consistente, compatibile, secondo gli esperti, con la rimozione dell’indumento dopo la morte. Un gesto che, per modalità e forza impiegata, avrebbe lasciato tracce compatibili con l’uomo ora sotto accusa. Per la procura si tratta di evidenze difficili da spiegare in modo alternativo.
Villa Pamphili e i giorni precedenti: verifiche sui controlli delle forze dell’ordine
Accanto al procedimento principale procede anche un accertamento interno sugli interventi delle pattuglie che, in diverse occasioni, avevano identificato Kaufmann nelle settimane precedenti ai fatti. Il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini e il pm Antonio Verdi attendono l’esito del procedimento disciplinare disposto dalla polizia. L’uomo era stato controllato tre volte, la prima in presenza della compagna e della bambina, l’ultima soltanto con la piccola. In quella circostanza Anastasia, secondo gli inquirenti, era già senza vita. Lui aveva con sé un trolley, dettaglio che oggi assume un peso diverso. Alcuni interrogativi emergono sul possibile margine di intervento durante quel controllo; tuttavia, solo gli esiti della verifica amministrativa potranno chiarire se vi furono irregolarità o valutazioni non corrette.
Dalla fuga in Grecia al fermo con generalità false
La ricostruzione della procura comprende anche la fuga dell’uomo verso la Grecia, avvenuta poco dopo il ritrovamento dei corpi. Kaufmann avrebbe lasciato Roma rapidamente, tentando di sottrarsi alle ricerche usando false identità. Il fermo, eseguito dalle autorità locali, è avvenuto in collaborazione con gli investigatori italiani. Un comportamento che, secondo chi indaga, non si concilia con la versione di innocenza ribadita nei vari interrogatori. Per la difesa, guidata dall’avvocato Paolo Foti, la fuga non costituisce una prova e va contestualizzata in uno stato di difficoltà psicologica. Saranno i giudici, ora, a valutare la rilevanza di ogni dettaglio.
Kaufmann, Anastasia e la piccola Andromeda: una vita sospesa tra difficoltà economiche e continui spostamenti
La coppia era arrivata a Roma dopo un periodo a Malta, dove si erano conosciuti quasi due anni prima. Anastasia, originaria della Siberia, si era trasferita sull’isola per studiare inglese. Lì era nata la relazione e, successivamente, la piccola Andromeda. Le difficoltà economiche degli ultimi mesi avevano spinto i tre a spostarsi di frequente. A Roma avevano trovato un alloggio temporaneo, dal quale erano stati allontanati per mancato pagamento dell’affitto. Da quel momento avevano iniziato a dormire a Villa Pamphili, una scelta dettata dall’assenza di alternative. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quelle settimane, segnate da precarietà e tensioni, per comprendere il contesto in cui maturarono i fatti contestati.
Le prossime tappe del procedimento sul duplice omicidio di Villa Pamphili
Con la richiesta di giudizio immediato, la procura ritiene che il materiale raccolto sia già sufficiente per affrontare il processo senza ulteriori passaggi preliminari. La decisione del giudice arriverà nelle prossime settimane. Nel frattempo restano aperti gli approfondimenti sui controlli effettuati nei giorni precedenti e sugli ultimi spostamenti della famiglia. Un quadro che, passo dopo passo, punta a definire con precisione dinamiche e responsabilità, mentre la difesa prepara una linea che punta a smontare i riscontri ritenuti più pesanti dai magistrati.