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È morta Elisabetta Destasio Vettori: se ne va una voce attenta nella poesia contemporanea

Nella comunità poetico-letteraria italiana, il suo congedo lascia un vuoto: ha saputo tenere viva una forma di resistenza culturale nell’adiacenza tra parola e vivere
Di Lina Gelsi
Elisabetta Destasio Vettori
Elisabetta Destasio Vettori

Nel pomeriggio di mercoledì 24 settembre 2025, ci ha lasciato a Roma Elisabetta Destasio Vettori, poetessa, consulente editoriale e figura di riferimento per il panorama letterario culturale italiano, dopo una lunga malattia. Era nata il 3 maggio 1968 nella capitale, dove ha sempre vissuto e operato. Con la sua dedizione, ha intrecciato parola, cura editoriale e progettualità culturale per decenni, contribuendo a seminare poesia e comunità.

Destasio Vettori: l’eredità di una vita in versi e progetti

Nata e cresciuta nella città che ha alimentato la sua scrittura, Destasio Vettori si è formata in una dimensione classica, avendo coltivato fin dalla giovinezza una passione per la parola, la musica e la scena.
Sin dal 1995, ha operato nel mondo delle produzioni teatrali e musicali — collaborando anche con la Sonus di Roma e con figure artistiche del calibro di Carmelo Bene, Luciano Berio, Lina Sastri, Ennio Morricone. Negli anni ha assunto ruoli di consulenza esterna per produzioni culturali e, in particolare, ha collaborato con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.

Dal 2013, ha intrapreso anche la strada della consulenza editoriale e della cura dei testi, affiancando case editrici e autori. Tra le sue attività, è stata membro del comitato organizzativo del Premio Poesia Città di Fiumicino nel 2015 e 2016.

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Nel 2019 ha assunto un ruolo centrale con la rassegna “Poeti in itinere”, di cui è stata curatrice e direttrice artistica. Negli anni successivi, ha ampliato il suo impegno culturale con progetti di promozione della lirica contemporanea, collaborazioni editoriali nazionali e internazionali, e una costante attenzione al dialogo tra poesia, spazio urbano e paesaggio interiore.

Le opere di Destasio Vettori: «Sogno d’acciaio», «Corpo in animae», «Da luoghi profani»

Da autrice, Elisabetta Destasio Vettori ha pubblicato con Annales Edizioni la silloge Sogno d’acciaio e, successivamente, Corpo in animae, con prefazione di Alberto Bertoni.

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Nel 2023 è uscito Da luoghi profani, pubblicato per Les Flâneurs nella collana Icone, di cui era co-curatrice. Questa raccolta, con la prefazione di Roberto Deidier, è stata accolta con attenzione critica per la capacità di Destasio Vettori di coniugare dolore, memoria e desiderio in versi che oscillano tra presenza e assenza, tra la dimensione minuta del quotidiano e la tensione verso l’invisibile.

Alcuni suoi inediti, nel 2019, sono stati tradotti in arabo e inglese per la rivista Alaraby Aljadeed.

Le sue poesie figurano anche nell’Atlante dei Poeti del portale Griselda, del Dipartimento di Italianistica dell’Università di Bologna.

In ambito editoriale e culturale, ha diretto e coordinato varie iniziative: a Roma, dal 2022, ha avuto un ruolo nelle riletture dei classici presso la Casa delle Letterature, promosse con l’associazione Elio Pagliarani. A partire da settembre 2022, ha assunto la direzione di “Spazio Parola”, una struttura dedicata alla pubblicazione, diffusione poetica e ufficio comunicazione per opere letterarie.

Inoltre, ha condotto la rubrica poetica “La parola nuda” sulla testata La voce del Paese (diretta da Dalila Bellacicco), e ha collaborato con la rivista italo-francese Simposio Italiano.

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Tra le sue opere inserite in collezioni d’arte, tre sono presenti nella collana “libri d’arte” curata da Carlo Oberti per La Porta Nera.

Il silenzio che accompagna un congedo

La notizia della morte di Elisabetta Destasio Vettori è giunta all’indomani di un periodo in cui già da tempo il suo lavoro era rallentato per motivi di salute — una malattia che ha progressivamente minato il suo corpo e le sue forze, pur senza spegnere la voce poetica che ha sempre mantenuto vigile.

Nella comunità poetico-letteraria italiana, il suo congedo lascia un vuoto: non soltanto come autrice, ma come figura che ha saputo tessere relazioni, promuovere giovani voci e tenere viva una forma di resistenza culturale nell’adiacenza tra parola e vivere.

Il valore della sua voce e la sfida per chi resta

Chi scrive di poesia con impegno sa quanto sia fragile ogni gesto culturale. Eppure, Destasio Vettori ha mostrato come, con disciplina, empatia e tensione al linguaggio, si possa costruire un ponte tra lettori e versi. Il suo percorso non è stato isolato, non ha vissuto nell’astrazione, ma dentro città, eventi, dialettiche culturali: e questo lo rende pedagogico prima ancora che poetico.

La sfida che resta per chi la conosce o la scoprirà è duplice:

Custodire e divulgare il suo lavoro: non lasciare che Sogno d’acciaio, Corpo in animae, Da luoghi profani restino reperti di un tempo passato, ma continuino a recare parola viva, a essere letti, studiati e riletti.

Proseguire i progetti che ha avviato: nel promuovere la poesia nelle città, nel far dialogare realtà istituzionali e indipendenti, nel coltivare la prossimità tra chi scrive e chi legge, tra spazi urbani e parola

La morte di una poetessa così radicata nel presente della poesia italiana richiama tutti noi: la parola non è un ornamento, è un’azione continua. E la memoria non è pietrificazione, ma accensione.

Il suo vero congedo era già inscritto nel suo sentirsi sempre in cammino.

 
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Cultura

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