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09 Dicembre 2021

Pubblicato il

Pericolosità sociale

ENPA, denuncia per maltrattamento animali nei confronti dei fratelli Bianchi

di Redazione
Dalle indagini sono emersi dei filmati dove i fratelli uccidono con crudeltà inaudita degli animali totalmente innocui
violenza contro animali
Due soggetti usano violenza contro un cane indifeso (Foto di repertorio)

L’Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali, ha presentato denuncia per maltrattamento ed uccisione di animali nei confronti dei fratelli Bianchi, attualmente in carcere per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte.

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Crudeltà inaudita contro animali innocui

Nel corso delle indagini sono stati esaminati i materiali all’interno del cellulare di uno dei fratelli. Come risultato sono emersi dei filmati dove i fratelli uccidono con una crudeltà inaudita degli animali totalmente innocui come un uccello o una pecora.

Pericolosità sociale di chi tortura animali

Abbiamo messo in campo il nostro ufficio legale con l’avvocato Enpa, Claudia Ricci, non solo perché è giusto che questi esseri disgustosi paghino anche per questi orribili reati. Ancora una volta emerge una realtà che l’Enpa solleva da sempre in tutti i fori e di cui si parla ancora troppo poco. Coloro che torturano e uccidono gli animali sono le stesse persone che poi si scagliano con violenza sugli esseri umani.

E’ ora che venga riconosciuta la pericolosità sociale delle persone che maltrattano e uccidono gli animali”. L’Enpa ricorda che nella letteratura scientifica internazionale il maltrattamento e/o uccisione di animali, in termini statisticamente rilevanti, sono condotte riconosciute come specifici indicatori di Pericolosità Sociale. Dall’indagine di Link Italia e Corpo Forestale dello Stato su un campione di 687 detenuti ha evidenziato che il 68% degli autori di reato per lesioni e maltrattamento in famiglia ha maltrattato e/o ucciso animali da adulto.

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“Tanto sono solo animali”

In particolare, il 61% ha maltrattato e/o ucciso animali da minorenne, mentre il 64% ha maltrattato e/o ucciso animali da adulto. “Eppure in Italia – continua Carla Rocchi – ancora si fa fatica ad affermare questo principio. Occorre battersi nei tribunali e nella società per contrastare la mentalità dominante, retrograda e socialmente pericolosa del ‘tanto sono solo animali’.

Ora è chiaro che continuare a non riconoscere la gravità del maltrattamento di animali come orribile atto in sé e come specifico indicatore di pericolosità sociale significa, a livello sociale, ignorare un bomba ad orologeria che sta per scoppiare”. (Red/ Dire)

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