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03 Dicembre 2020

Pubblicato il

La bomba di Stefàno

Enrico Stefàno (M5S): No a Raggi bis. Basta post trionfanti su ordinaria amministrazione

di Redazione

"Ci (ri)presentiamo ai cittadini con i post 'trionfanti' di strade asfaltate, alberi potati, ceppi tagliati, panchine riparate e roba simile? Ovvero l'ordinaria amministrazione?"

enrico stefàno
Enrico Stefàno, consigliere capitolino M5S

E’ una bomba lanciata nel mondo grillino a poche ore dall’annuncio della ricandidatura della sindaca di Roma, Virginia Raggi. Enrico Stefàno scrive un post su Facebook spiegando le sue ragioni del no a un Raggi bis. “Perché sono contrario (quantomeno con questo percorso). Nel metodo.

Oggi c’è una regola nel Movimento, giusta o sbagliata, ma c’è. Vogliamo aprire una riflessione su questa regola? Sicuramente ce ne sarebbe bisogno, e io non sono una persona dogmatica ma assolutamente pratica.

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E sono d’accordo che debba essere rivista. Ma non a dieci mesi dalla tornata elettorale e quando si è coinvolti in prima persona. Sindaci che proposero la stessa cosa qualche anno fa furono cacciati dal Movimento e accusati di poltronismo, mi chiedo, cosa è cambiato oggi?”. Lo scrive il consigliere capitolino del M5S, Enrico Stefàno, in un lungo post su Facebook.

“Fino a ieri remavano contro e chiedevano la sua testa”

“Molti di quelli che oggi sono stati folgorati sulla via del Raggi bis e fanno un post al giorno in suo sostegno con paragoni improbabili sono personaggi che fino a l’altro ieri remavano contro e chiedevano la sua testa. Mi chiedo quindi che credibilità possono avere queste persone e soprattutto chi si vuole ricandidare supportato (almeno in parte) da queste persone”, prosegue Stefano.

“Più in generale, prima di parlare di Raggi bis, tris, secondo, terzo e quarto mandato, mi sarebbe piaciuto avviare una seria riflessione interna e un ampio dibattito per discutere di cosa a Roma ha funzionato e cosa no, di quali e quanti errori sono stati commessi (perché ne sono stati commessi) e come evitare di ripeterli in futuro. Degli obiettivi raggiunti e quelli mancati. Tanto per dirne una da oltre due anni siamo senza assessore ai Rifiuti…“.

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“Nati per rompere schemi non per riproporre copia dei vecchi”

 “E, solo dopo questo percorso, decidere di passare oltre i due mandati attraverso una sana votazione, e ancora, soprattutto, scegliere il candidato sindaco attraverso le famose ‘comunarie‘.

Perché- sottolinea l’esponente della maggioranza M5S in Campidoglio- possiamo anche togliere il limite dei due mandati ma magari attraverso una selezione e dibattito interno troviamo qualcun altro bravo da valorizzare.

Insomma, avrei voluto mettere le idee al centro prima delle persone. Fare un percorso dal basso, coinvolgendo chi ha capacità e voglia. Che poi sono i principi dai quali è nato il Movimento. Siamo nati per rompere gli schemi, non per riproporre la brutta copia di quelli vecchi“.

“Veniamo ora al merito. Al di là degli errori, che per carità tutti abbiamo commesso, e del fatto, che va riconosciuto a Virginia, di averci messo la faccia in situazioni sicuramente difficili, quello che è mancato in questi anni è stata una visione e idea di città, del ruolo al quale vuole aspirare la Capitale di un Paese del G7“, prosegue Stefano.

Basta con “post trionfanti su ordinaria amministrazione”

“Ci (ri)presentiamo ai cittadini con i post ‘trionfanti’ di strade asfaltate, alberi potati, ceppi tagliati, panchine riparate e roba simile? Ovvero l’ordinaria amministrazione?

Ritengo invece che dovremmo aspirare a ben altro e andare oltre. Come la città di Roma vuole rispondere alle sfide che avremo davanti in questi decenni, dai cambiamenti climatici alla crisi economica, come colmare rapidamente il gap infrastrutturale e tornare di nuovo ad essere competitivi e creare lavoro.

Di tutto questo non vi è assolutamente traccia nel dibattito cittadino, va detto in tutti i partiti”. “E poi soprattutto basta, non se ne può più con questa retorica del passato, con questo vittimismo, con le manie di persecuzione.

Basta con questo mito dell’onestà mentre il presidente dell’Assemblea capitolina sta a processo per corruzione. Ora, un’ultima preghiera. Dopo questo mio post, verrò tacciato nell’ordine di essere: lombardiano, renziano, rettiliano ecc.

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Vi pregherei, a chi non la pensa come me (ci può stare, non ritengo di avere la verità in tasca) di contestare quanto da me scritto nel merito, se possibile argomentando. Grazie davvero”, conclude il consigliere pentastellato Enrico Stefàno. (Mgn/ Dire)

 
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