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Omicidio volontario

Fabrica di Roma, lite familiare finisce in tragedia: uccide il cognato a bottigliate, arrestato 30enne

L’aggressione sarebbe avvenuta intorno all’una di notte in una zona residenziale del paese, nei pressi di via XX Settembre
Di Lina Gelsi
Gazzella Carabinieri
Gazzella Carabinieri

L’aggressione nella notte tra sabato e domenica: inutili i soccorsi

È accaduto tutto in pochi minuti, ma l’epilogo è stato tragico. Nella notte tra sabato 20 e domenica 21 luglio, a Fabrica di Roma, in provincia di Viterbo, un uomo di trent’anni è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario. La vittima è il cognato, colpito ripetutamente al culmine di una lite avvenuta in strada.

Secondo quanto ricostruito dai Carabinieri della Compagnia di Civita Castellana, intervenuti pochi minuti dopo l’allarme, l’aggressione sarebbe avvenuta intorno all’una di notte in una zona residenziale del paese, nei pressi di via XX Settembre. I due uomini, entrambi di nazionalità romena e legati da un rapporto di parentela acquisita, avrebbero iniziato a discutere animatamente per ragioni ancora in fase di accertamento.

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Calci, pugni e bottigliate: la dinamica della violenza

La discussione si è rapidamente trasformata in uno scontro fisico. Dai primi riscontri investigativi, il trentenne arrestato avrebbe colpito il cognato con estrema violenza, utilizzando non solo calci e pugni, ma anche una bottiglia in vetro, probabilmente raccolta da terra durante la colluttazione.

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Le ferite riportate dalla vittima sono state particolarmente gravi, soprattutto alla testa. I testimoni, svegliati dalle urla e dal rumore della lite, hanno immediatamente contattato il 112. Quando l’ambulanza del 118 è giunta sul posto, insieme ai militari, per l’uomo aggredito non c’era però più nulla da fare: il personale medico ha potuto solo constatarne il decesso.


Arresto immediato e indagini in corso

Il presunto aggressore si era allontanato subito dopo l’accaduto, ma è stato rintracciato e arrestato dai Carabinieri nel giro di poco tempo. Al momento dell’intervento, non avrebbe opposto resistenza. Si trova attualmente detenuto presso il carcere di Viterbo, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.

Il Pubblico Ministero di turno della Procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. Gli investigatori stanno lavorando per definire con precisione il movente dell’aggressione e ricostruire l’intera dinamica dell’episodio, anche attraverso l’audizione di testimoni e l’acquisizione delle immagini di eventuali telecamere di sorveglianza della zona.


Una tensione familiare sfociata in tragedia

Le cause scatenanti della lite sono ancora oggetto di approfondimento da parte degli inquirenti, ma secondo fonti investigative non si sarebbe trattato di un episodio isolato. Tra i due, a quanto pare, i rapporti erano tesi da tempo, e la discussione sfociata nella notte sarebbe stata solo l’ultima di una serie di incomprensioni familiari.

Il contesto di convivenza, anche se non è ancora chiaro se i due abitassero sotto lo stesso tetto, sarà centrale nell’inchiesta, così come l’eventuale presenza di testimoni oculari al momento dell’aggressione.

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La comunità sotto shock

La notizia dell’omicidio ha rapidamente fatto il giro di Fabrica di Roma, piccolo centro della Tuscia viterbese, dove la presenza di comunità straniere è ben integrata da anni. La tragedia ha lasciato sgomenti molti residenti, colpiti dalla violenza dell’episodio e dalla sua imprevedibilità.

Le forze dell’ordine hanno rafforzato il presidio nella zona, anche per garantire la sicurezza e monitorare eventuali tensioni sociali. Non si esclude che nei prossimi giorni vengano effettuati ulteriori controlli in ambito familiare e abitativo, anche per escludere il coinvolgimento di altre persone nella fase precedente o successiva all’aggressione.

 
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Cronaca

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