Francesco Branchetti debutta a San Fele con “Francesco”: teatro, spiritualità e grandi interpreti

l 12 luglio a San Fele debutta “Francesco” di e con Francesco Branchetti, con Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi
Di Redazione
FRANCESCO SULLE VIE DEL CUORE, La presentazione dello spettacolo alla Camera dei Deputati
La presentazione dello spettacolo alla Camera dei Deputati

Francesco Branchetti torna al centro della scena con “Francesco”, spettacolo da lui scritto, diretto e interpretato, in programma il 12 luglio nella Chiesa Madre Madonna della Quercia di San Fele, in Basilicata. Al suo fianco ci saranno Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi, in un progetto che lega teatro, musica, cammini, formazione e inclusione sociale nel nome del Santo di Assisi.

Francesco Branchetti e il nuovo spettacolo su San Francesco: il debutto a San Fele

Il progetto “Francesco – Sulle vie del cuore” porta nel borgo lucano una proposta culturale che supera il perimetro della singola rappresentazione teatrale. Dal 12 al 17 luglio San Fele diventa il fulcro di una rassegna costruita attorno alla figura di Francesco d’Assisi, riletta come presenza viva, capace di parlare al presente con parole di accoglienza, compassione e riconoscimento dell’altro. Il debutto del 12 luglio affida a Francesco Branchetti un ruolo centrale: quello di interprete e regista di uno spettacolo che mette insieme racconto, suggestione visiva, musica e una forte tensione spirituale.

Branchetti arriva a questo appuntamento con un percorso artistico già ricco di incontri, debutti e ruoli importanti. La sua carriera teatrale lo ha abituato a muoversi su registri diversi, dalla commedia al dramma, dalla regia all’interpretazione, fino a lavori nei quali la dimensione religiosa e interiore ha già trovato spazio. Questa nuova prova, dedicata a San Francesco, assume un valore speciale per la natura del tema e per la cornice nella quale viene presentata. Non si tratta soltanto di portare in scena un personaggio storico e religioso, ma di restituire la forza di un messaggio che continua a raggiungere persone di età, sensibilità e formazione diverse.

Il Santo di Assisi raccontato sul palco con musica, immagini e parola

Branchetti descrive “Francesco” come un progetto nato da una collaborazione artistica consolidata con il maestro Mario Esposito. La preparazione dello spettacolo si muove su più piani: la costruzione attoriale del personaggio, il disegno registico, la parte musicale curata da Samantha Chieffallo e un impianto visivo pensato per accompagnare il pubblico dentro un racconto di forte intensità. San Fele, con la sua identità di borgo lucano e la sua atmosfera raccolta, diventa parte stessa dell’esperienza teatrale.

L’attore non nasconde il senso di responsabilità davanti a una materia così delicata. Portare in scena Francesco d’Assisi significa misurarsi con una figura che non appartiene soltanto alla memoria religiosa. La sua parola attraversa i secoli perché parla di umanità, di attenzione agli ultimi, di dialogo, di capacità di accogliere senza paura. Sono temi che Branchetti sente vicini al nostro tempo, segnato da fratture sociali, solitudini e bisogno di riferimenti. Proprio questa attualità rende il Santo di Assisi un personaggio teatrale potente: non un’icona lontana, ma una voce capace di entrare nel presente.

Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi accanto a Branchetti

La partecipazione straordinaria di Lorenzo Flaherty e Barbara De Rossi aggiunge ulteriore rilievo a uno spettacolo che nasce con l’ambizione di parlare a un pubblico ampio. La loro presenza porta in scena volti noti, esperienze artistiche solide e una sensibilità interpretativa adatta a un lavoro fondato sulla parola, sull’ascolto e sulla densità emotiva. Il teatro, in questo caso, diventa luogo di incontro: con la storia, con la fede, con la fragilità umana e con quella disciplina interiore che Branchetti indica come uno degli insegnamenti più necessari del frate di Assisi.

Per l’artista, la regola non è un limite sterile. È un sostegno. È il modo con cui l’uomo può restare ancorato a obiettivi sani anche nei momenti di cedimento. In questa lettura, Francesco non viene presentato come una figura irraggiungibile, ma come un riferimento capace di parlare alle cadute, agli errori, alla fatica quotidiana di rialzarsi. La spiritualità entra così nel linguaggio teatrale senza retorica, attraverso una narrazione che punta alla semplicità e alla forza dei gesti essenziali.

Francesco Branchetti

Teatro e spiritualità nel borgo lucano: perché questo appuntamento parla al presente

Il borgo della Basilicata, San Fele, diventa scenario e contenitore di una rassegna che unisce spettacolo dal vivo, cammini, formazione e inclusione sociale. Il programma dal 12 al 17 luglio costruisce un percorso culturale nel quale la figura di Francesco d’Assisi diventa chiave per parlare di relazioni, responsabilità e ascolto. Il teatro non resta confinato al palcoscenico: si allarga al territorio, coinvolge luoghi, presenze, competenze, creando una dimensione nella quale il pubblico può vivere l’evento come esperienza complessiva.

Branchetti guarda anche oltre questo debutto. Nella nuova stagione lo attendono altri spettacoli con nomi importanti come Simona Cavallari, Barbara De Rossi, Katia Ricciarelli e Lorenzo Flaherty. Non esclude, inoltre, che in futuro la figura di San Francesco possa trovare forma anche in un musical, linguaggio capace di dare ulteriore respiro a personaggi storici e religiosi. Per ora, il centro resta lo spettacolo del 12 luglio: una prova artistica che chiede misura, profondità e presenza scenica.

“Francesco” arriva così come un lavoro costruito sulla responsabilità e sull’emozione. Non promette effetti facili, ma un incontro con una parola antica ancora capace di accendere domande attuali. San Francesco viene raccontato attraverso la sua umanità, la sua disciplina, la sua attenzione agli ultimi e la sua capacità di trasformare la fragilità in cammino. Il pubblico di San Fele sarà chiamato a entrare in questa narrazione con lo sguardo di chi assiste a uno spettacolo e, allo stesso tempo, riconosce qualcosa di sé: la fatica, il desiderio di migliorare, la necessità di non arrendersi davanti alle cadute.

Emilia Filocamo

 
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Cultura

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