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27 Ottobre 2020

Pubblicato il

I numeri del calcio hanno sempre ragione

di Redazione

di Paolo Cericola

Il 16 Gennaio dopo la vittoria contro l'Atalanta la Lazio era al secondo posto in classifica, con il Napoli a meno tre dalla Juventus. C'era chi parlava di lotta scudetto. Ora appena due mesi dopo i biancocelesti sono meno diciotto dai bianconeri capoclassifica, a meno nove dai partenopei secondi ma a meno 4 dalla Fiorentina, quarta, a meno sette dal Milan terzo. Una frenata, o meglio una inchiodata che ha permesso all'Inter di agganciare i biancocelesti, anche se gli uomini di Stramaccioni hanno una gara in meno e, oltre al danno anche la beffa, agganciati anche dalla Roma. In due mesi ciò che sembrava uno splendido cigno pronto a spiccare il volo verso la Champions League è diventato un brutto anatroccolo impaurito, timido e intirizzito. In due mesi la Lazio ha battuto solo il Pescara all'Olimpico per il resto è stata notte fonda. I motivi sono lampanti e sotto gli occhi di tutti. Con il giovedì in Europa e la domenica in campionato non si può più ripartire. La sola alternativa è una rosa di 25 uomini dello spesso valore che possa permettere al tecnico, incolpevole su questa debacle, di ruotare le forze e gli uomini senza cambiare il valore della squadra da mettere in campo. La Lazio partisce troppo le assenze ad esempio di Klose, Mauri, Ederson, Konko, Floccari…e quando gioca tre gare nella stessa settimana paga un dazio salatissimo. Chi può e capisce come difendersi dagli impegni a Gennaio compra Balotelli.

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