Un angolo di Roma in trasformazione
Nel cuore di Roma, a due passi dalla stazione Termini, si trova un edificio che molti conoscono come il “Dente cariato” di via Giolitti. Questo nome curioso deriva dall’aspetto fatiscente della struttura, che ospita attualmente una serie di negozi di dubbia qualità. Ma le cose stanno per cambiare. Il Comune di Roma ha avviato un percorso amministrativo per trasformare questo angolo della città in una moderna galleria commerciale.
Il progetto di riqualificazione
Il piano di recupero è stato presentato durante una commissione Turismo, dove i tecnici del Campidoglio hanno illustrato le prime mosse per la valorizzazione dell’edificio. L’obiettivo è chiaro: migliorare l’immagine di via Giolitti, spesso il primo impatto per i turisti che arrivano in città. Attualmente, la strada è un susseguirsi di negozi con merce di bassa qualità, muri scrostati e vetrine disordinate. Un biglietto da visita poco invitante per la Capitale.
La situazione attuale
Oggi, il “Dente cariato” ospita 18 unità commerciali. Tra queste, alcune sono regolarmente affittate, altre sono libere, mentre alcune sono occupate senza un contratto legittimo. La varietà di attività è ampia: dai negozi di souvenir ai fast food, passando per mini market e rivendite di calzature. Tuttavia, con l’avvio del progetto di riqualificazione, questi negozi saranno presto sfrattati per far spazio a una nuova visione commerciale.
Un futuro ancora da definire
Nonostante l’entusiasmo per il progetto, molti dettagli restano ancora da definire. In passato, l’architetto Massimiliano Fuksas aveva proposto un’idea innovativa per l’edificio, immaginando una facciata con grandi bolle di cristallo. Oggi, il Comune di Roma sta collaborando con il Demanio e altri enti per trovare la soluzione migliore. Alcuni sviluppatori privati hanno già mostrato interesse, proponendo un partenariato pubblico-privato per la riqualificazione.
Un ritorno al passato con uno sguardo al futuro
Il “Dente cariato” non è sempre stato un edificio di un solo piano. In passato, si ergeva con sei piani fuori terra, prima di essere espropriato e parzialmente demolito. Ora, c’è la possibilità che torni a essere un palazzo di quella altezza, con un piano terra restaurato per mantenere viva la memoria storica. Entro la fine dell’anno, si spera di avere maggiori dettagli su questo ambizioso progetto di trasformazione urbana.