Il Dott. Corrado Caporossi alla CEU di Valencia: 280 studenti per l’odontoiatria che salva il dente naturale

Caporossi alla CEU di Elche e Valencia: lezioni e pratica su odontoiatria biomimetica, restauri mini invasivi e resine composite
Di Francesco Vergovich
Lectio magistralis del Dott. Prof. Corrado Caporossi
Lectio magistralis del Dott. Prof. Corrado Caporossi

Il Dott. Prof. Corrado Caporossi ha portato l’odontoiatria biomimetica nelle aule della CEU Cardenal Herrera University, coinvolgendo in tre giornate 280 studenti di odontoiatria a Elche e a Valencia. Dalla lezione magistrale del 5 maggio alla giornata pratica con maxi schermi e microscopia del 6 maggio, fino all’incontro conclusivo dell’8 maggio nell’Aula Magna del campus di Alfara del Patriarca, il percorso ha messo al centro una domanda concreta: come curare un dente salvandone il più possibile struttura, vitalità ed estetica?

Odontoiatria biomimetica alla CEU: perché il dente naturale torna al centro

L’appuntamento spagnolo del dottor professor Corrado Caporossi ha avuto un filo conduttore preciso: riportare l’attenzione sul dente naturale, sulla sua architettura e sulla possibilità di restaurarlo senza trasformare ogni lesione in un trattamento radicale. Il tema della biomimesis, affrontato nell’ultima giornata a Valencia con una lezione magistrale di oltre tre ore, ha dato la cornice scientifica e culturale all’intero ciclo formativo.

La parola nasce dall’unione di “bio”, vita, e “mimesis”, imitazione. In odontoiatria significa guardare alla natura come modello, misura e guida. Non un concetto astratto, ma un metodo operativo: studiare il dente per riprodurne forma, funzione e resa estetica, usando materiali e tecniche avanzate capaci di avvicinarsi il più possibile al comportamento dei tessuti naturali.

In questa prospettiva, il restauro non viene pensato soltanto come riparazione di una parte danneggiata. Diventa un intervento calibrato, rispettoso, costruito per preservare ciò che ancora è sano. È qui che l’odontoiatria mini invasiva assume il suo valore più concreto: curare senza demolire, intervenire con precisione, evitare quando possibile soluzioni più estese come le corone complete.

Dalla lezione magistrale di Elche alla pratica su maxi schermo

Il percorso è iniziato martedì 5 maggio 2026 nella sede CEU di Elche, città vicina ad Alicante, dove Caporossi ha tenuto una lezione magistrale davanti a circa 80 studenti del quarto anno di odontoiatria. Una platea già vicina alla professione, chiamata a confrontarsi con tecniche che uniscono manualità, conoscenza dei materiali e capacità di lettura biologica del dente.

Il giorno successivo, mercoledì 6 maggio, la formazione si è spostata alla CEU di Valencia con una parte pratica dedicata a 200 studenti, organizzati in gruppi. Dopo una breve introduzione teorica, gli studenti hanno potuto osservare in dettaglio le procedure di ricostruzione diretta del dente con resine composite stratificate.

L’elemento più rilevante della giornata pratica è stato l’uso di maxi schermi collegati a telecamere per lavorazioni sotto microscopia. In questo modo, ogni passaggio è diventato visibile anche a distanza: preparazione, gestione dei margini, stratificazione del composito, controllo della forma e cura del risultato estetico. Una modalità didattica che consente agli studenti di vedere ciò che normalmente resta confinato all’occhio dell’operatore.

Per chi si forma in odontoiatria, questo aspetto è determinante. La ricostruzione diretta con resine composite richiede sensibilità anatomica, conoscenza del colore, gestione degli spessori e capacità di riprodurre la morfologia del dente. La microscopia, unita alla proiezione su grande schermo, trasforma il gesto clinico in una lezione visiva ad alta precisione.

Mini invasività e restauri avanzati: cosa cambia per il paziente

La parte più attuale del messaggio formativo riguarda il beneficio clinico per il paziente. I trattamenti mini invasivi permettono di rimuovere solo la parte cariata del dente, preservando al massimo i tessuti duri residui e la vitalità dentale. È un cambiamento di approccio importante: non si parte dall’idea di sostituire il dente, ma da quella di conservarlo.

Sotto microscopia, l’odontoiatra può lavorare con maggiore accuratezza, distinguendo meglio le aree compromesse da quelle sane. Questa precisione riduce il rischio di sacrificare tessuto utile e permette di progettare restauri meno estesi, più rispettosi della struttura originaria. Il dente non viene considerato un supporto passivo su cui applicare un manufatto, ma un organismo da mantenere funzionale il più a lungo possibile.

Le tecniche illustrate da Caporossi hanno riguardato restauri diretti in resina composita stratificata e soluzioni parziali in ceramica, con attenzione specifica alle diverse esigenze dei settori anteriori e posteriori. Nei denti anteriori, le faccette in ceramica possono migliorare estetica, forma e armonia del sorriso senza ricorrere necessariamente a preparazioni aggressive. Nei posteriori, restauri parziali in resina composita o in ceramica di silicato di litio consentono di recuperare funzione masticatoria e resistenza, limitando l’intervento alla porzione realmente danneggiata.

Questa impostazione cambia anche la percezione della cura odontoiatrica. Il paziente non è più davanti a un percorso obbligato verso restauri completi, ma può beneficiare di opzioni più conservative, quando il quadro clinico lo permette. La tecnologia, in questo caso, serve a rendere più preciso il trattamento.

Aula Magna di Valencia, l’ultimo giorno dedicato alla Biomimesis

Venerdì 8 maggio 2026, nell’Aula Magna della Cardenal Herrera University di Valencia, campus di Alfara del Patriarca, l’incontro conclusivo ha riunito i 200 studenti coinvolti nella giornata pratica e i professori dell’Università. La lezione magistrale di oltre tre ore ha dato profondità teorica a quanto mostrato nei giorni precedenti, legando tecnica, filosofia clinica e responsabilità professionale.

La biomimesis, in questa visione, non è soltanto imitazione estetica della natura. È una disciplina che invita a misurare ogni scelta terapeutica sulla base di un principio semplice: il dente naturale possiede una complessità che va rispettata. Forma, funzione ed estetica non sono elementi separati. La forma incide sulla funzione, la funzione condiziona la durata del restauro, l’estetica nasce dall’equilibrio di materiali, luce, superfici e proporzioni.

Per gli studenti, il valore dell’esperienza è stato anche metodologico. Hanno potuto vedere come una moderna odontoiatria restaurativa richieda studio, manualità e prudenza. La disponibilità di materiali evoluti, dalle resine composite alle ceramiche di nuova generazione, non riduce l’importanza del giudizio clinico. Al contrario, lo rende ancora più necessario.

Caporossi ha portato nella CEU un messaggio professionale profondo: l’innovazione ha senso quando migliora la qualità della cura e riduce l’aggressività dell’intervento. La vera modernità non consiste nel sostituire più rapidamente, ma nel conservare meglio. È una lezione che riguarda la tecnica, ma anche la cultura della professione odontoiatrica.

Formazione internazionale e nuova cultura del restauro dentale

Le tre giornate alla CEU Cardenal Herrera University confermano quanto la formazione internazionale sia ormai un terreno decisivo per l’odontoiatria contemporanea. Aule universitarie, dimostrazioni pratiche, microscopia, maxischermi e confronto con i docenti compongono un modello didattico capace di avvicinare gli studenti alla realtà clinica senza perdere il rigore scientifico.

Il numero degli studenti coinvolti racconta la portata dell’iniziativa: 80 a Elche nella prima lezione, 200 a Valencia nella parte pratica e nella giornata conclusiva. Un percorso costruito per unire sapere teorico, osservazione diretta e applicazione clinica.

Per i futuri odontoiatri, il messaggio è destinato a restare. Restaurare un dente non significa soltanto chiudere una cavità o migliorare un sorriso. Significa comprendere il valore biologico di ciò che si conserva, scegliere materiali adeguati, rispettare i tessuti e progettare interventi coerenti con la natura del dente.

La lezione del Dott. Prof. Corrado Caporossi a Valencia si inserisce in questa direzione: un’odontoiatria meno demolitoria, più precisa, più attenta alla persona. Un’odontoiatria in cui la tecnologia non prende il posto della conoscenza, ma la rende più efficace. E in cui il dente naturale resta il primo vero modello da seguire.

Il Dott. Corrado Caporossi (al centro) all’Università Ceu-Cardenal Herrera di Valencia

 
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