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22 Aprile 2021

Pubblicato il

L'omaggio a fumetti

Il nostro omaggio a fumetti a Luca Attanasio e a Vittorio Iacovacci nel giorno dell’addio

di Chiara Giorgi

Nel giorno dell'ultimo saluto, il Quotidiano del Lazio rende omaggio a Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci con le tavole di Chiara Giorgi

Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci
Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

Un probabile tentativo di sequestro finito in sparatoria, a perdere la vita l’ambasciatore Luca Attanasio e il carabiniere Vittorio Iacovacci, insieme all’autista congolese Mustapha Milambo.

22 Febbraio 2021, Goma (Repubblica democratica del Congo)

E’ successo in poco tempo, alcuni fuoristrada, tra cui quello che trasportava l’ambasciatore, si stavano dirigendo verso dei campi di intervento umanitario per un programma alimentare per le scuole. L’Onu aveva organizzato la spedizione.

Lungo una strada non poco distante da Goma, sei uomini hanno bloccato il convoglio e nel tentativo di sequestro, c’è stata una violenta sparatoria in cui a perdere la vita sono state tre persone. Prima l’autista morto sul colpo, poi lo scontro a fuoco in cui quattro proiettili hanno trapassato i corpi del carabiniere e dell’ambasciatore. Almeno questo è quanto ricostruito durante le indagini e quanto è stato possibile vedere dall’autopsia dei due cadaveri, riportati in Italia mercoledì.

Dalla ricostruzione fatta tramite le varie testimonianze (tra cui un video), il gruppo degli attentatori ha prima sparato in aria per far fermare le auto. Un convoglio di Ranger dell’ Istituto congolese per la conservazione della natura e un’unità dell’esercito che era poco distante dal luogo dell’accaduto, sente gli spari.

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I due gruppi sono giunti sul luogo poco dopo, intanto gli assalitori avrebbero portato gli ostaggi in un punto della foresta adiacente alla strada.

Nel momento in cui arrivano i Ranger, parte lo scontro a fuoco

Mentre Vittorio Iacovacci è morto sul colpo, Attanasio è deceduto in seguito alle ferite riportate, in ospedale.

Sul collo di Iacovacci i medici hanno trovato un residuo di un proiettile di un Kalasnikov.

Sembra inoltre che il responsabile del convoglio avrebbe negoziato con gli assalitori per allontanarsi dall’area e portare i feriti in salvo.

Questo è quanto è stato riportato anche dalle dichiarazioni del ministro degli esteri Di Maio durante una seduta parlamentare, seguite da un lungo applauso da parte di tutti i presenti.

Tra i sopravvissuti all’attacco vi è inoltre un altro italiano, Rocco Leone, vice direttore locale dell’organizzazione Onu.

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha duramente attaccato l’organizzazione delle Nazioni Unite:

Missione organizzata da loro, ci aspettiamo risposte chiare ed esaustive”

Il programma alimentare era organizzato dall’ Onu, così come l’invito a visitare la sede dell’iniziativa. Un invito per l’ambasciatore e per altre persone che lavoravano sul luogo.

Attanasio e Iacovacci si sono quindi affidati al Protocollo delle Nazioni Unite che li ha presi in carico da Kinshasa su un aereo della missione Onu Monusco, per poi procedere via terra verso Goma.

Intanto Giovedì 25 Febbraio, si sono svolti i funerali di stato dei due italiani, i cui corpi sono stati accolti dal presidente del consiglio Mario Draghi all’aeroporto di Fiumicino.

Il rito a Roma, all’interno della Basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri, officiato dal cardinale De Donatis, che ha anche portato il cordoglio di Papa Francesco.

Tra le prime file, i famigliari delle vittime tra cui la moglie di Attanasio con i suoi tre figli che data la loro età, non hanno saputo della scomparsa del padre da subito ma solo dopo qualche giorno.

Luca Attanasio era un diplomatico dal 2003, dopo aver studiato economia aziendale alla Bocconi e un corso di preparazione pressol’ Istituto per gli studi di politica internazionale. Dal 2017 ricopriva la carica di ambasciatore italiano presso la Repubblica Democratica del Congo e insieme alla moglie Zakia Seddiki aveva fondato a Kinshasa l’ong Mama Sofia.

Se ne va un uomo che ha dedicato tutta la vita “alla salvaguardia della pace tra i popoli”, come aveva riconosciuto il premio internazionale Nassirya per la Pace, che prese nel 2020.

Insieme a lui, Vittorio Iacovacci e Mustapha Milambo. che come Attanasio, si impegnavano ogni giorno a svolgere il proprio lavoro.

Articolo di Marta Giorgi, Disegni di Chiara Giorgi

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