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Il vino protagonista a Colonna il 10 e 11 maggio: cantine aperte, mercati slow food e un borgo che riscopre se stesso

Colonna non è una cartolina da vendere ai turisti. È un luogo che prova a riscoprire quello che sa fare meglio: accogliere e far star bene. E il vino è il filo rosso
Di Francesco Vergovich
Colonna (Roma)
Colonna (Roma)

Colonna, Castelli Romani. In fondo non c’è bisogno di molto: qualche cantina antica, una manciata di buoni vini, il tempo che si dilata tra vicoli stretti e facciate piene di storie. Eppure, dietro l’aria rilassata di un borgo che si apre al visitatore, c’è molto di più. C’è un progetto, c’è un territorio che prova a ritrovarsi partendo da ciò che conosce meglio: la terra, l’uva, la tavola.

Colonna in fermento per l’evento del 10-11 maggio. E non si tratta solo di calici

Sabato 10 e domenica 11 maggio, Colonna sarà teatro di “Mercato Diffuso – Cantine, Vino e Cucina”, un evento che riunisce produttori, cantinieri, artigiani del gusto e la comunità stessa, per un weekend che promette più di una semplice degustazione. È una festa, ma è anche una dichiarazione d’intenti. Perché il vino, da queste parti, non è solo prodotto: è memoria, identità, linguaggio quotidiano.

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Dalle cantine al borgo: una mappa del gusto a cielo aperto

L’idea è semplice e per questo funziona: trasformare il centro storico in un percorso esperienziale tra Piazza Vittorio Emanuele e Piazza Garibaldi. Le vecchie cantine, normalmente chiuse o usate come deposito, si riaprono alla vita per l’occasione. Dentro, ogni produttore racconta le proprie etichette, dal bianco secco della casa al rosso da meditazione. Si gira con calice al collo, in sacchetta di stoffa, tra un sorso e uno scorcio.

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In parallelo, fuori, i Mercati della Terra Slow Food Frascati e Terre Tuscolane allestiscono gli spazi dedicati alla gastronomia: banchi di salumi, formaggi, conserve, pasta fatta a mano, verdure di stagione. Si mangia nella piazza, all’aperto, tra tovaglie a quadri e sedie pieghevoli, come succede nei paesi quando si decide che un’occasione vale il disturbo.

La città del vino non è uno slogan

Non è un caso se tutto questo arriva adesso. Colonna, insieme ad altri dieci comuni dei Castelli Romani, ha appena ricevuto il titolo di “Città Italiana del Vino 2025”, un riconoscimento che va oltre l’etichetta promozionale. È un investimento sul futuro. Ne è convinto il sindaco Fausto Giuliani, che al ritorno dal Vinitaly ha voluto annunciare l’evento con parole chiare: «Il vino è il perno della nostra storia agricola, ma anche del nostro futuro. Non ci limitiamo a celebrarlo, vogliamo costruirci sopra un’identità culturale ed economica nuova».

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La mappa del progetto è chiara: un anno di eventi distribuiti nei comuni coinvolti — Ariccia, Frascati, Genzano, Grottaferrata, Lanuvio, Lariano, Monte Porzio Catone, Velletri, Marino (capofila) e Nemi (coordinatore). Colonna sarà il primo anello di questa catena. Poi seguiranno altri appuntamenti: ad agosto “Le Notti del Vino”, a ottobre “Spasso diVino”. Un’agenda fitta, pensata non solo per attrarre turismo, ma per coinvolgere chi vive qui tutto l’anno.

Il sindaco di Colonna, Fausto Giuliani

Un paese che ha deciso di riprendersi il tempo

Negli ultimi anni, Colonna ha lavorato per farsi trovare pronta. Piccoli interventi ma mirati: panchine, nuova illuminazione, percorsi pedonali, restyling delle serrande del centro decorate da murales a tema storico. E dietro ogni dettaglio, una comunità attiva. Le signore del paese si sono messe a cucire addobbi a mano, i ragazzi del consiglio comunale dei giovani faranno da guide, gli artigiani locali preparano stand e installazioni.

“Stiamo sparando le nostre cartucce migliori”, dice Giuliani, e non è una frase fatta. Dopo anni di lavoro sotto traccia, il paese si gioca ora una chance concreta per rilanciarsi. Un’occasione che parte dal vino ma non si esaurisce lì.

Il programma del weekend riflette questa visione allargata. Si comincia sabato pomeriggio con un’inaugurazione istituzionale, poi degustazioni fino alle 22. Domenica si riprende già alle 11, con musica, spettacoli dal vivo, hobbisti e visite guidate alla scoperta del Museo-Stazione della Ferrovia Roma-Fiuggi, gioiello ferroviario nascosto. E, come ogni festa che si rispetti, non mancheranno le sorprese, alcune volutamente tenute nel vago per non rovinare l’effetto sorpresa.

Un racconto che inizia nel bicchiere e arriva lontano

Colonna non è una cartolina da vendere ai turisti. È un luogo che cambia, che si aggiusta da dentro, provando a riscoprire quello che sa fare meglio: accogliere, raccontare, far star bene. E il vino, in questo, è il filo rosso. Rappresenta un modo di stare al mondo, una lente con cui guardare il paesaggio e leggerci dentro fatica, sapere, condivisione.

Non è solo un fatto agricolo. È una cultura che passa dalla tavola, dai racconti dei nonni, dal modo in cui si accoglie uno sconosciuto. E a Colonna, in questo weekend di maggio, tutto questo si ritroverà concentrato in pochi passi, tra un assaggio e una chiacchiera.

 
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