Intervista a Maurizio Stirpe, il Frosinone a un passo dalla Serie A: “Noi garanti dei sogni dei tifosi”

Maurizio Stirpe racconta 23 anni di Frosinone: sogni, stadio, tifosi, impresa e la nuova corsa verso la Serie A
Di Francesco Vergovich
Maurizio Stirpe intervista
Il presidente del Frosinone Calcio, Maurizio Stirpe. Foto Pasquazi

Maurizio Stirpe, nato a Frosinone, è imprenditore, dirigente industriale e presidente del Frosinone Calcio. Laureato in Giurisprudenza alla Sapienza di Roma, ha sviluppato il proprio percorso professionale nell’impresa di famiglia, la Prima Spa di Torrice, fondata dal padre Benito Stirpe. Da quella esperienza è nato il gruppo Prima Sole Components, realtà industriale attiva nella produzione di componenti in plastica per automotive, motoveicoli ed elettrodomestici, con una presenza in Italia e all’estero

Figura di primo piano nel sistema confindustriale, Stirpe ha guidato l’Unione Industriali di Frosinone, Confindustria Lazio e Unindustria. Dal 2016 al 2024 è stato vicepresidente nazionale di Confindustria con delega al Lavoro e alle Relazioni industriali, ruolo che lo ha posto al centro del confronto su impresa, salari, contrattazione, produttività e trasformazioni del lavoro.

Dal 2003 è presidente del Frosinone Calcio, società che sotto la sua guida ha compiuto un salto storico dalla Serie C alla Serie A, con tre promozioni nella massima serie: nel 2015, nel 2018 e nel 2023. Alla sua presidenza si lega anche la realizzazione dello stadio Benito Stirpe, inaugurato nel 2017 e intitolato al padre: un’infrastruttura diventata simbolo di identità sportiva, visione imprenditoriale e radicamento territoriale.

Cittadino onorario di Frosinone dal 2015 e Cavaliere del Lavoro dal 2020, Stirpe rappresenta una figura centrale per la Ciociaria: imprenditore radicato nel territorio, dirigente sportivo capace di dare continuità a un progetto ambizioso e interlocutore autorevole nel dibattito nazionale su industria, lavoro e sviluppo.

Francesco Vergovich
Presidente, se dovesse scegliere una sola immagine per raccontare questi 23 anni alla guida del Frosinone Calcio, quale sarebbe?

Maurizio Stirpe
L’immagine sarebbe quella della realizzazione di un sogno fatto da bambino, che poi ho avuto l’opportunità di realizzare pienamente. Se dovessi definirlo con una parola, direi soddisfazione.

Francesco Vergovich
Quando nel 2003 ha assunto la presidenza, che cosa immaginava veramente per il club? Che proiezione dava alla squadra?

Maurizio Stirpe
Abbiamo raccolto il Frosinone Calcio in una situazione di grande difficoltà e criticità. Il primo obiettivo, quello più immediato, era restituirgli un’identità, dargli la possibilità di camminare con le proprie gambe e, in prospettiva, puntare a qualche obiettivo più ambizioso. All’inizio, però, il primo e unico pensiero era ridargli la possibilità di fare un percorso.

Francesco Vergovich
Dalla Serie C alla Serie A, qual è stato il passaggio più difficile dal punto di vista sportivo, gestionale e anche umano?

Maurizio Stirpe
A mio avviso il momento più difficile è stato la retrocessione dalla Serie B alla Serie C nel 2011. In quel momento le domande che mi sono posto sono state tante e sembrava l’interruzione di un ciclo che, tutto sommato, era stato un ciclo di crescita. Tante certezze sono venute meno e c’è voluta molta volontà per ricucire tutti gli aspetti che, secondo me, si erano sfilacciati. Da lì, poi, siamo riusciti a costruire un percorso vincente negli anni successivi.

Francesco Vergovich
In questi anni il Frosinone è diventato un modello per molte realtà di provincia. La chiave qual è stata? Programmazione, sostenibilità, competenza o anche pazienza?

Maurizio Stirpe
Noi abbiamo fondato il nostro progetto proprio all’indomani di quella retrocessione, scegliendo quattro pilastri importanti, anche se sviluppati nel tempo in modo progressivo.

Il primo è stato la sostenibilità economico-finanziaria. Nella mia visione, le sorti del club devono essere disgiunte da quelle del proprietario pro tempore. Le vicende del proprietario possono andare in una certa direzione, ma quelle del club devono rimanere stabili. Come ho detto più volte, il club per me è dei tifosi: noi siamo soltanto amministratori pro tempore.

Il secondo pilastro è stato lo sviluppo delle infrastrutture, perché senza infrastrutture non si può avere una prospettiva reale di programmi sostenibili.

Il terzo è stato lo sviluppo del settore giovanile. Soprattutto nelle categorie diverse dalla Serie A, per ragioni anche di costo, è necessario puntare sulle proprie risorse.

Il quarto riguarda la valorizzazione del brand. Alla base di tutto, però, c’è lo sviluppo di una competenza organizzativa da parte dei collaboratori che fanno parte della famiglia del club.

Francesco Vergovich
Il calcio di provincia può ancora sognare oppure il sistema sta diventando sempre più chiuso?

Maurizio Stirpe
Il sistema sta diventando sempre più chiuso. Il calcio di provincia può ancora avere una missione se viene meno l’egoismo dei grandi club. A mio avviso oggi il sistema calcio in Italia non funziona molto bene perché i vari mondi — Serie A, Serie B, Serie C, Lega Dilettanti — vivono in compartimenti stagni. Nessuno riesce a trovare una missione collegabile sia a chi sta sopra sia a chi sta sotto. Se non recuperiamo una dimensione di solidarietà e complementarità, difficilmente potremo ambire a risultati sportivi importanti in futuro.

Francesco Vergovich
La vittoria contro la Juve Stabia avvicina il Frosinone a un nuovo ritorno in Serie A. Dopo tre promozioni già vissute da presidente, che cosa avrebbe di diverso questa eventuale quarta salita nella massima serie? Sarebbe la conferma definitiva di un modello o l’inizio di una nuova fase?

Maurizio Stirpe
A questa domanda non mi piace rispondere adesso. Magari me la venga a fare fra una settimana e vedremo che tipo di risposta potrò darle.

Francesco Vergovich
Lo stadio Benito Stirpe è più di un impianto sportivo. Che cosa rappresenta per lei sul piano personale?

Maurizio Stirpe
Sul piano personale rappresenta il recupero dell’identità. È il minimo comune denominatore di tutti coloro che ruotano intorno alla famiglia del Frosinone: collaboratori, sponsor, tifosi. È il luogo in cui si celebra l’identità del Frosinone.

Francesco Vergovich
Intitolare lo stadio a suo padre ha dato al progetto un valore ulteriore, familiare e simbolico. Che emozione prova nel vedere quel nome diventato parte della vita quotidiana dei tifosi?

Maurizio Stirpe
Mi ha fatto particolarmente piacere perché non sono stato io a volere l’intitolazione dello stadio alla memoria di mio padre. È stato il Comune di Frosinone. Questo mi ha reso enormemente felice, perché è stato riconosciuto da altri il merito di una persona che ha voluto molto bene a Frosinone.

Francesco Vergovich
Lo stadio può diventare un luogo vissuto ogni giorno e non solo durante le partite?

Maurizio Stirpe
Deve diventarlo. Noi abbiamo una mentalità molto diversa rispetto al calcio anglosassone, però ho visto esperienze in Spagna e in Brasile dove lo stadio diventa un luogo frequentato dalle famiglie.

È uno dei motivi per cui abbiamo curato molto gli aspetti dell’accoglienza all’interno dello stadio. Non può essere un luogo in cui si celebra la battaglia sportiva due ore alla settimana e poi, per il resto, resta una cattedrale nel deserto. Da questo punto di vista dobbiamo accorciare le distanze rispetto alla mentalità anglosassone, dove lo stadio è un vero luogo di aggregazione.

Francesco Vergovich
Anche di cultura, direi. In Italia realizzare infrastrutture sportive moderne resta complicatissimo. Che cosa insegna l’esperienza del Frosinone e quanto può essere utile anche ai club della Capitale?

Maurizio Stirpe
L’esperienza del Frosinone insegna soprattutto un aspetto: lo stadio qui si è fatto perché chi lo doveva costruire non aveva alcun tipo di avidità o egoismo. Di solito, penso che uno dei motivi principali per cui in Italia non si fanno gli stadi sia proprio questo: si abbina la realizzazione dello stadio alla realizzazione di un affare, magari in altri campi o in settori complementari.

Questo do ut des, nel caso dello stadio del Frosinone, non c’è stato. Non è stato chiesto niente in cambio a nessuno. Le cubature e le modifiche sono state richieste all’interno del perimetro in cui insiste lo stadio, non fuori. Al posto del vecchio stadio oggi a Frosinone c’è un parco pubblico. Credo che in Italia si potrebbe prendere insegnamento da questo aspetto.

Francesco Vergovich
Parliamo del tifo. Che cosa ha imparato dal popolo giallazzurro?

Maurizio Stirpe
Abbiamo imparato tante cose, soprattutto l’attaccamento nei momenti di difficoltà, quando c’è stato bisogno di un supporto importante. Ricorderò sempre, proprio a proposito della retrocessione del 2011, la sera precedente all’ultima partita: i tifosi, nonostante fossimo già retrocessi, vennero in albergo e ci incitarono lo stesso. Fu un bel gesto.

Francesco Vergovich
E oggi qual è il suo rapporto con i tifosi del Frosinone?

Maurizio Stirpe
È un rapporto di grande rispetto e di grande stima. Naturalmente mi ritengo anche una persona che deve essere garante dei loro sogni e delle loro aspirazioni.

Francesco Vergovich
Il Frosinone Calcio ha contribuito a cambiare l’immagine della città fuori da Frosinone?

Maurizio Stirpe
Penso proprio di sì. E sono orgoglioso di questo: abbiamo fatto parlare di Frosinone più per gli aspetti positivi che per quelli negativi.

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Francesco Vergovich
Da cittadino onorario, oggi che rapporto ha con la città?

Maurizio Stirpe
Un rapporto sempre improntato al massimo spirito di servizio. Compatibilmente con le cose che posso fare, sono sempre a disposizione.

Francesco Vergovich
Parliamo anche del suo lavoro di imprenditore e capitano d’industria. Quanto ha inciso la figura di suo padre Benito nella sua formazione personale e professionale?

Maurizio Stirpe
Lui è stato il primo maestro che ho avuto. Ho avuto anche il privilegio di incontrarne altri, che hanno contribuito a farmi diventare la persona che sono. Probabilmente, senza il loro aiuto, non sarei la stessa persona di oggi. Anche Confindustria ha svolto un ruolo di formazione grandissimo e importantissimo, così come la scuola e l’università. Ho avuto tanti punti di riferimento e tutti hanno avuto la loro importanza nella mia crescita professionale e umana.

Francesco Vergovich
Qual è l’insegnamento più importante che ha ricevuto da suo padre?

Maurizio Stirpe
L’umiltà.

Francesco Vergovich
Essere imprenditore a Frosinone e non in una grande capitale economica è stato un limite o una forza?

Maurizio Stirpe
Ha avuto aspetti positivi e aspetti negativi. A questa latitudine dell’Italia si fa forse un po’ più fatica rispetto al Nord per fare certi mestieri o per far crescere da zero nuove iniziative e nuove attività. Le possibilità sono sicuramente più basse. Però, quando riesci a realizzare qualcosa di importante, la soddisfazione è maggiore.

Francesco Vergovich
Lei ha già detto che l’umiltà è un grande valore. Ma qual è la qualità più importante per un capitano d’industria oggi?

Maurizio Stirpe
La determinazione nel voler realizzare la propria visione, il proprio obiettivo, associando a quella visione tutti gli strumenti necessari per raggiungerla.

Francesco Vergovich
Il territorio frusinate è pronto per competere su innovazione, competenze e infrastrutture?

Maurizio Stirpe
Secondo me ha ottime prospettive, ma non è ancora pronto.

Francesco Vergovich
La Ciociaria ha dei punti di forza industriali?

Maurizio Stirpe
La Ciociaria, come anche altre zone del nostro Paese, sta vivendo una fase di grande transizione. Sta passando da un modello di sviluppo economico e sociale basato su certi principi e presupposti a un modello diverso.

Penso che la partita del futuro, per la provincia di Frosinone, si giocherà su almeno quattro aspetti. Il primo è la complementarità con i territori limitrofi e con Roma. Il secondo riguarda le infrastrutture e la connessione con il resto dell’Europa: la realizzazione di una stazione per l’Alta Velocità nella zona di Ferentino, secondo me, è un fattore fondamentale. Il terzo aspetto è il risanamento ecologico del nostro territorio. Il quarto è lo sviluppo di un modello industriale più orientato all’innovazione e al futuro che non al passato.

Francesco Vergovich
Risolvere questi punti potrebbe essere anche il modo per trattenere sul territorio i giovani preparati?

Maurizio Stirpe
Riusciremo a trattenere i giovani sul nostro territorio solo se daremo loro la prospettiva di una vita dignitosa e stimolante dal punto di vista professionale. Fin quando non saremo capaci di fare questo, i giovani andranno via.

Francesco Vergovich
La sua esperienza in Confindustria l’ha portata al centro delle relazioni industriali nazionali. Che cosa le ha dato quel ruolo?

Maurizio Stirpe
Mi ha dato innanzitutto un angolo di visuale importante sulle principali criticità presenti nel mondo del lavoro e sui problemi da affrontare e risolvere in futuro, sia per le imprese sia per le persone.

Devo dire che molti aspetti oggi in agenda sono temi che avevamo iniziato a sviluppare all’inizio del mio primo mandato. Vedo con piacere che, per esempio, nel Decreto del Primo Maggio ci sono elementi che risalgono a una visione maturata almeno sette o otto anni fa.

Francesco Vergovich
Sul salario minimo, di cui si parla molto, qual è il punto che secondo lei viene meno compreso nel dibattito pubblico?

Maurizio Stirpe
Non viene compreso bene il sistema su cui si fondano i contratti di lavoro. È vero che la Comunità europea ha emanato una direttiva sul salario minimo, ma quella direttiva vale per i Paesi che non hanno un sistema di contrattazione collettiva e quindi non riguarda il nostro Paese.

Secondo me la materia della contrattazione salariale deve essere riservata all’autonomia delle parti sociali. Sono loro che devono collegare l’articolo 36 della Costituzione, che parla del diritto a una retribuzione giusta e proporzionata, con l’articolo 39, che stabilisce chi deve portare avanti i contratti e quali sono i contratti maggiormente rappresentativi.

La sintesi vera devono farla le parti sociali. Hanno iniziato a farla con l’accordo interconfederale del 2014, in cui sono state definite le regole per misurare la rappresentanza. Con il Patto per la fabbrica del 2018 è stato modificato il sistema di contrattazione collettiva. Le regole ci sono già: bisogna soltanto avere la pazienza di applicarle e non dimenticare che qualcuno quelle regole le ha condivise. Ogni tanto ce ne dimentichiamo e facciamo un passo indietro; quando ce ne ricordiamo, facciamo passi avanti.

Francesco Vergovich
Transizione digitale ed energetica stanno cambiando il mondo del lavoro. Quali professionalità saranno decisive nei prossimi anni?

Maurizio Stirpe
Saranno decisive tutte le professionalità collegate o collegabili alle cosiddette materie STEM: statistica, matematica e le materie scientifiche ed economiche. Naturalmente tutto questo avrà un filo conduttore nell’intelligenza artificiale. Bisognerà acquisire le competenze che serviranno nel futuro e che potranno semplificare la vita dei cittadini e delle persone.

Francesco Vergovich
Settimana corta, smart working, flessibilità: sono strumenti reali di produttività o solo slogan?

Maurizio Stirpe
Se l’innovazione nel mondo del lavoro non viene collegata alla crescita della produttività, diventa un costo. Ogni sistema di innovazione del modo di lavorare è ben accetto, ma la stella polare deve essere la crescita della produttività.

Francesco Vergovich
Da figura di rilievo industriale e sportivo, che cosa si aspetta oggi dalle istituzioni locali?

Maurizio Stirpe
Dalle istituzioni locali mi aspetto soprattutto che venga definita bene la cornice all’interno della quale noi siamo chiamati a svolgere la nostra missione. Serve una visione sul futuro del Paese e sulle principali questioni da affrontare. Una volta fatto questo, bisogna prevedere strumenti adeguati per raggiungere quegli obiettivi.

Francesco Vergovich
Il mondo dello sport, pur essendo molto conosciuto e seguito, è ancora poco compreso. È un vettore straordinario di valori. In un periodo storico in cui si raccontano anche le difficoltà dei giovani nel crescere, lo sport dovrebbe essere il primo antidoto a molte fragilità. Quale patto servirebbe fra imprese, amministrazioni, scuola, università e mondo dello sport?

Maurizio Stirpe
Serve soprattutto la consapevolezza e la volontà di remare tutti nella stessa direzione, verso il raggiungimento di un obiettivo. Se in ambienti in cui la cooperazione dovrebbe essere piena si ragiona soltanto in termini di protagonismo di uno rispetto all’altro, probabilmente il movimento non riesce a fare un salto di qualità.

Francesco Vergovich
In che modo il Frosinone Calcio può essere parte di una strategia territoriale più ampia?

Maurizio Stirpe
Il Frosinone Calcio deve essere un buon esempio di come certe attività possano essere svolte. Può dare un contributo solo se riesce a essere un esempio. Speriamo che sia sempre un esempio positivo e mai negativo.

Francesco Vergovich
Lei sente anche come una responsabilità la cittadinanza onoraria?

Maurizio Stirpe
Non la sento come una responsabilità. È un riconoscimento che mi è stato dato e che provo a onorare quotidianamente.

Francesco Vergovich
Qualcosa di più personale: si fida dell’istinto o solo dei dati?

Maurizio Stirpe
Mi fido soprattutto del buon senso.

Francesco Vergovich
Si riconosce un difetto?

Maurizio Stirpe
Penso di averne veramente tanti, quindi soprassiedo. Non saprei dire quale sia il maggiore.

Francesco Vergovich
E una qualità, invece, quella che le è stata più utile nella vita?

Maurizio Stirpe
Penso la pazienza.

Francesco Vergovich
Che cosa la motiva ancora, Presidente, dopo aver raggiunto tanti traguardi?

Maurizio Stirpe
Penso che la vita sia un dono e che debba essere vissuta nella sua pienezza. Le questioni del giorno dopo sono sempre quelle più affascinanti: bisogna metterci la testa per affrontarle.

Francesco Vergovich
Quanto è stata importante la famiglia nel suo percorso?

Maurizio Stirpe
La famiglia è stata fondamentale, importantissima. Nella famiglia si acquisiscono valori che poi ti porti per tutta la vita. I valori che ho ricevuto dalla mia famiglia sono stati importanti e tutti positivi.

Francesco Vergovich
Riesce a separare lavoro, calcio e vita privata?

Maurizio Stirpe
È molto difficile, perché spesso tutte queste vicende si sovrappongono e bisogna affrontarle insieme. Non puoi dire: faccio prima una cosa e poi l’altra. Devi farle tutte.

Francesco Vergovich
Che cosa le rimproverano più spesso i suoi familiari?

Maurizio Stirpe
Forse di dedicare poco tempo alle questioni familiari, che per mancanza di tempo tendo a trascurare. È un po’ quello che succede alle persone sempre molto impegnate.

Francesco Vergovich
C’è un luogo a Frosinone, o altrove, dove riesce davvero a staccare dai suoi impegni?

Maurizio Stirpe
Anche a casa sto bene. Quando riesco a stare a casa, sto molto bene. Non ho bisogno di andare in posti particolari.

Francesco Vergovich
Ha qualche piccola mania, qualche rituale prima delle partite? Sedersi sempre nello stesso posto, per esempio?

Maurizio Stirpe
Ce ne ho tanti. Se dovessimo parlarne, resteremmo qui anche un’altra ora.

Francesco Vergovich
Che rapporto ha con gli amici di sempre?

Maurizio Stirpe
È sempre un buon rapporto.

Francesco Vergovich
C’è un piacere semplice a cui non rinuncia?

Maurizio Stirpe
Una cosa che mi piace molto, in questo periodo, è andare in bicicletta, pedalare.

Francesco Vergovich
C’è un libro, un film, una musica, un autore che sente particolarmente vicino?

Maurizio Stirpe
Ce ne sono tanti. La musica, quando posso, la ascolto molto volentieri. Magari è la musica della mia epoca. Se uno volesse ripercorrere la propria vita e le emozioni ricevute, direi che Antonello Venditti potrebbe essere la persona giusta.

Francesco Vergovich
Qual è il momento in cui, con il Frosinone Calcio, si è sentito più orgoglioso?

Maurizio Stirpe
Ce ne sono stati tanti. La cosa che mi ha reso più orgoglioso in questi anni è stata la costanza nel realizzare giorno dopo giorno un progetto che dura da 23 anni.

Francesco Vergovich
C’è qualcosa che non ha ancora detto pubblicamente e che oggi ha l’occasione di dire, riguardo a questi tanti anni vissuti da presidente nel calcio?

Maurizio Stirpe
Tante volte uno si sente solo, rimane solo. Però fa parte del gioco.

Francesco Vergovich
Qual è l’eredità morale che sente di aver ricevuto da suo padre e che vorrebbe trasmettere?

Maurizio Stirpe
Soprattutto la tenacia: continuare a perseguire il raggiungimento degli obiettivi, anche quando in certi momenti sembrano irraggiungibili.

Francesco Vergovich
Se potesse parlare al Maurizio Stirpe del 2003, quello che iniziava l’avventura alla presidenza del Frosinone, che cosa gli direbbe?

Maurizio Stirpe
Gli direi: hai fatto bene a farlo.

Francesco Vergovich
Come vorrebbe vedere Frosinone città e la squadra fra dieci anni?

Maurizio Stirpe
Prima o poi sarà necessario che qualcuno raccolga l’eredità. È una grande responsabilità. Un giorno dovremo scegliere un progetto stabile, capace di garantire continuità nel tempo.

Francesco Vergovich
C’è ancora un sogno che non ha realizzato con la squadra?

Maurizio Stirpe
Ce ne sono tanti. In questo momento dobbiamo concentrarci soprattutto sul completamento delle infrastrutture, sul completamento dei servizi all’interno dello stadio e sulla necessità di dare al movimento una stabilità maggiore, che non dipenda soltanto dagli impulsi che posso dare io personalmente.

Francesco Vergovich
Alla fine, Presidente, che cosa significa per lei vincere?

Maurizio Stirpe
Vincere significa traghettare da una dimensione a un’altra. La vittoria va sempre guardata dal punto di vista delle conseguenze: deve portare a un processo di crescita, non può essere un fatto fine a se stesso. Se la vittoria è orientata al raggiungimento di un risultato che poi puoi condividere con tante persone, allora ben venga. Altrimenti la vittoria non serve.

Foto di Claudio Pasquazi

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