Jazz & Wine, Stefano Di Battista: “A Montalcino il nostro amore per Miles Davis incontra il Brunello”

Stefano Di Battista racconta We Love Miles, il concerto con Paco Sery e la magia di Jazz & Wine in Montalcino
Di Francesco Vergovich
Stefano Di Battista
Stefano Di Battista

Montalcino si prepara per la XXIX edizione di Jazz & Wine in Montalcino, che prenderà il via lunedì 20 luglio e ad accogliere tra le grandi presenze anche Stefano Di Battista, sassofonista romano e protagonista del jazz internazionale, per una serata dedicata a Miles Davis nel centenario della nascita. Giovedì 23 luglio, nella Fortezza, il musicista salirà sul palco, “Stefano Di Battista Quintet” con Paco Sery, special guest del progetto “We Love Miles”. Il concerto sarà uno degli appuntamenti centrali della ventinovesima edizione di Jazz & Wine in Montalcino, rassegna nata dall’incontro tra Rodolfo Maralli, presidente della Fondazione Banfi, la famiglia Rubei dell’Alexanderplatz Jazz Club di Roma e il Comune di Montalcino.

Due progetti del cartellone guardano quest’anno alla figura di Miles Davis: quello di Di Battista e il tributo presentato da Kenny Garrett. Due sassofonisti, due percorsi artistici e due modi personali di avvicinarsi a un musicista che ha cambiato più volte la storia del jazz.

Stefano Di Battista: “Montalcino è diventata una città della musica”

Francesco Vergovich: Stefano, prima ancora di parlare del concerto, partiamo da Montalcino. Che luogo è per un musicista?

Stefano Di Battista: Montalcino è un borgo medievale, probabilmente uno dei più belli d’Italia. È riconosciuto in tutto il mondo come una terra di eccellenza per il Brunello, ma da ventinove anni è diventato anche una città della musica. Jazz & Wine ha costruito un’identità precisa e oggi è un appuntamento di livello internazionale.

Vergovich: Il festival nasce da un’intuizione che ha unito jazz, vino e territorio. Perché questa formula continua a funzionare?

Di Battista: Perché il luogo ha una sua forza. A Montalcino si passa una bellissima serata, si ascolta musica e si può bere un vino straordinario. Sono elementi che riescono a stare insieme in maniera naturale. Il pubblico non assiste soltanto a un concerto: entra in un’atmosfera particolare, nella storia e nella bellezza di questo borgo.

Vergovich: Hai ricordato il lavoro di Giampiero Rubei, fondatore dell’Alexanderplatz e tra gli ideatori di Jazz & Wine. Quanto è importante la sua eredità?

Di Battista: È fondamentale. Jazz & Wine è diventato quello che conosciamo grazie al grandissimo lavoro svolto da Giampiero Rubei e dalla sua famiglia, Paolo e ora Eugenio. Giampiero aveva creato una realtà capace di portare il jazz fuori dai luoghi consueti, costruendo un appuntamento che negli anni si è consolidato e ha raggiunto una dimensione internazionale.

Il centenario di Miles Davis e due progetti differenti

Vergovich: L’edizione 2026 celebra i cento anni dalla nascita di Miles Davis. La direzione artistica ha scelto di farlo attraverso il tuo progetto e quello di Kenny Garrett. Che significato ha questo parallelismo?

Di Battista: È una scelta molto bella. Nel cartellone ci sono due progetti dedicati a Miles Davis: il mio, “We Love Miles”, e quello di Kenny Garrett. Sono progetti simili nell’ispirazione, perché partono entrambi dall’amore per Miles, ma sono differenti nel modo di affrontarne la musica.

Vergovich: Miles Davis continua a parlare a musicisti con storie e sensibilità diverse?

Di Battista: Assolutamente sì. La sua musica ha lasciato un segno enorme e continua a essere attuale. Il centenario offre l’occasione per ricordare quanto Miles abbia rappresentato per il jazz e per intere generazioni di musicisti. Ognuno può avvicinarsi al suo mondo seguendo la propria esperienza e la propria personalità.

Vergovich: Kenny Garrett è uno dei grandi nomi presenti in questa edizione. Che cosa rappresenta per te condividere con lui il cartellone dedicato a Miles?

Di Battista: Per me è un grande onore. Kenny Garrett è una leggenda, uno dei sassofonisti più importanti oggi in attività. Conserva una straordinaria attualità artistica e continua a presentare progetti di grande valore. Essere nello stesso cartellone con due omaggi a Miles Davis, diversi ma legati dalla medesima ispirazione, rende questa edizione ancora più significativa.

“We Love Miles”, il quintetto e la presenza di Paco Sery

Vergovich: Il tuo progetto si intitola “We Love Miles”. Un titolo diretto, quasi una dichiarazione collettiva.

Di Battista: Sì, è prima di tutto una dichiarazione d’amore verso Miles Davis. Il progetto nasce dal desiderio di portare sul palco la sua musica e tutto quello che ancora rappresenta. Non saremo soli in questo viaggio: a Montalcino suonerò con il mio quintetto e avremo come special guest Paco Sery.

Vergovich: Che serata state preparando per il pubblico della Fortezza?

Di Battista: Sarà una serata vissuta attraverso il nostro suono e il nostro modo di stare insieme sul palco. La presenza di Paco Sery darà al progetto un carattere ancora più particolare. Il jazz vive nel momento, nell’incontro fra i musicisti e nella relazione che si crea con il pubblico.

Vergovich: Il luogo nel quale si suona può cambiare anche il modo di sentire la musica?

Stefano Di Battista: Certamente. La Fortezza di Montalcino ha un’anima piena di vita. La sua storia, le mura, l’atmosfera e tutto quello che il borgo rappresenta entrano nella serata. Ci sono luoghi che fanno semplicemente da cornice e altri che diventano parte del concerto. Montalcino appartiene a questa seconda categoria.

Jazz e Brunello, un incontro diventato internazionale

Vergovich: Hai definito il Brunello uno dei vini più buoni del mondo. Lo dici anche pensando al tuo lungo rapporto con la Francia?

Di Battista: Adesso non me ne vogliano i francesi, ma il Brunello è un vino pazzesco. Ho un legame molto forte con la Francia e con la sua cultura musicale, però davanti a un grande Brunello bisogna riconoscere il valore di un’eccellenza conosciuta ovunque.

Vergovich: Vino e jazz sembrano avere un elemento comune: richiedono tempo e disponibilità all’ascolto.

Di Battista: A Montalcino questo incontro avviene in maniera spontanea. Si può ascoltare un concerto, bere un ottimo vino e vivere una serata in un luogo bellissimo. Jazz & Wine ha saputo trasformare tutto questo in un appuntamento riconoscibile, capace di attirare pubblico e musicisti internazionali.

Vergovich: Ventinove edizioni rappresentano anche la dimostrazione che l’idea iniziale era molto più di un esperimento.

Di Battista: Certamente. Dopo ventinove anni possiamo parlare di una realtà consolidata. Il festival ha una storia, un’identità e un pubblico che sa che a Montalcino troverà grandi musicisti, un’accoglienza speciale e uno dei territori più belli d’Italia.

L’invito di Stefano Di Battista per il 23 luglio

Vergovich: Stefano, allora chiudiamo con un invito al pubblico.

Di Battista: Invito tutti a partecipare alla serata del 23 luglio. Porteremo nella Fortezza di Montalcino “We Love Miles” e con Stefano Di Battista Quintet c’è Paco Sery come special guest. Sarà una notte dedicata alla musica di Miles Davis, dentro un luogo pieno di storia e di vita. E naturalmente ci sarà anche la possibilità di bere un Brunello straordinario. Anzi ai nostri lettori romani che verranno a Jazz & Wine a nome mio e di Rodolfo Maralli offriremo un calice di Brunello. Vi aspettiamo a Montalcino.

 
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