Al mio libro ho dato il titolo “Perché e dove falliscono le Donne”, considerato di forte impatto, definito anche “provocatorio ma lucido”, con un preciso intento: elogiare la forza delle Donne, la loro combattività, l’intelligenza e il ruolo di portatrici dei valori umani. Non giudicando, bensì cercando di portare a riflettere sulle rare occasioni in cui le Donne cedono agli stereotipi, ai giudizi e alle umiliazioni.
In molte occasioni in cui parlo delle Donne o mi rivolgo alle Donne, potrei riferirmi alle persone. Ho ricordato solo alcune Donne che hanno combattuto per porre delle solide basi per i diritti umani e delle Donne. Eppure? Tutto quello che hanno costruito e per cui hanno lottato, anche sacrificando le loro vite ancora giovani, sembra sgretolarsi, crollare.
Perché? Perché dopo decenni e secoli di battaglie e lotte per far sentire le proprie voci – quelle che hanno dato nascita ai diritti umani – ci troviamo nuovamente ad assistere all’annientamento di ogni voce che chiede semplicemente la libertà di vivere senza costrizioni, da persone umane, con la sola dignità di esseri umani. Voci che reclamano i propri diritti elementari, proprio quelli che definirei “basilari, indiscutibili, semplicemente umani”.
Eppure? Sono proprio quelli che vengono a mancare, in molti Paesi della Terra: in ogni Paese dove regnano regimi dittatoriali, guidati da oppressori, con governi che rispondono con la violenza per sopprimere ogni voce, ogni mano alzata, ogni manifestazione di qualsiasi disaccordo. In questa occasione non posso non pensare a tutte le Donne e a tutti i cittadini iraniani che vengono brutalmente repressi, dispersi, annientati, uccisi perché osano manifestare contro un regime che li soffoca da decenni…
Non posso non pensare alla mia carissima amica Mitra e alla dolce Zahra, due donne iraniane straordinarie che da qui, in Italia, cercano di dare supporto al loro popolo dando voce al loro grido di essere libere. Con questo vorrei poter dare anch’io supporto a tutte le Donne, a tutte le persone iraniane che in questo momento stanno rischiando la vita (e ad alcune – ahimè! – è stata anche brutalmente tolta).
Ritornando alla domanda posta nel titolo, direi che al “dove” penso di aver già dato una risposta: in ogni luogo, in ogni occasione in cui a qualsiasi essere umano viene tolta la vita o il diritto di vivere, di esprimersi, e di essere libero. Per non parlare dell’umanità inerte davanti alle incessanti guerre o quelle che si stanno istigando per non dire stimolando!
“Perché?” è una domanda che a mio avviso avrebbe più di una risposta. E voi, care lettrici, cari lettori, cosa avreste risposto? Quali “perché” avreste dato?
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Azra Hrusto
