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La Regione sostiene le città del Lazio candidate a “Capitale Italiana della Cultura 2028”

L'assessore regionale Baldassarre, ha sottolineato l’importanza di promuovere realtà spesso oscurate dalla centralità di Roma, ma che meritano attenzione e riconoscimenti
a cura di Fabio Vergovich
Cattedrale di Anagni, cripta
Cattedrale di Anagni, cripta

La Regione Lazio ha ufficializzato il proprio sostegno alle città e ai territori che hanno presentato la candidatura a Capitale Italiana della Cultura 2028. Le lettere di supporto, firmate dall’assessore regionale alla Cultura Simona Baldassarre, sono state inviate ai sindaci delle realtà coinvolte, con l’obiettivo di rafforzare il percorso di tre proposte differenti ma accomunate dal medesimo obiettivo: valorizzare il patrimonio culturale e identitario della Regione.

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Anagni e la rete delle città storiche

La prima candidatura riguarda il Comune di Anagni, affiancato dai Comuni di Alatri, Ferentino e Veroli. Si tratta di un progetto che punta a valorizzare un territorio caratterizzato da una rete di straordinario valore storico e artistico, immersa in un contesto naturalistico di grande pregio. Le città coinvolte, note per le loro cattedrali, i centri medievali e il patrimonio archeologico, intendono presentarsi come un sistema integrato capace di raccontare secoli di storia e cultura.

Pomezia e Ardea: un territorio che si rinnova

La seconda candidatura unisce i Comuni di Pomezia e Ardea. L’obiettivo è presentare un territorio che guarda al futuro, capace di reinventarsi attraverso la cultura e di costruire reti di eccellenze locali. La proposta mira a trasformare l’immagine di un’area in continua evoluzione, che intende utilizzare la cultura come motore di sviluppo e di coesione sociale.

Il percorso di candidatura è anche un’occasione per consolidare l’identità di un territorio che unisce siti archeologici di rilevanza internazionale, come quelli legati all’antica Lavinium, con spazi di innovazione e dinamismo urbano.

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Tarquinia e i comuni dell’Etruria laziale

La terza proposta vede protagonista Tarquinia, insieme a una vasta rete di Comuni dell’Etruria laziale e della Tuscia: Allumiere, Barbarano Romano, Blera, Canale Monterano, Cerveteri, Civitavecchia, Ladispoli, Montalto di Castro, Monte Romano, Santa Marinella e Tolfa. La candidatura intende valorizzare un territorio che racchiude testimonianze etrusche, tracce medievali e un patrimonio naturale che si estende dalla costa tirrenica fino all’entroterra.

L’area, da sempre legata a un forte senso identitario, si propone come modello di collaborazione tra città costiere e borghi dell’interno.

Le parole dell’assessore Baldassarre

Presentando l’iniziativa, l’assessore regionale alla Cultura, Simona Baldassarre, ha ricordato come il Lazio sia una regione «ricca di storia, natura, cultura, di borghi romantici e città dinamiche». Ha sottolineato l’importanza di promuovere realtà spesso oscurate dalla centralità di Roma, ma che meritano attenzione e riconoscimenti.

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«Tre proposte che meritano di vincere la posta in palio – ha dichiarato Baldassarre – e per le quali tifo con convinzione. Con le nostre lettere di sostegno ai sindaci, vogliamo ribadire che siamo una squadra unita nel valorizzare il nostro territorio».

Un obiettivo comune

Le tre candidature rappresentano contesti differenti, ma convergono su un punto essenziale: utilizzare la cultura come leva di crescita economica, sociale e identitaria. La competizione per il titolo di Capitale Italiana della Cultura 2028 diventa così un’occasione per mettere in rete patrimoni storici e artistici, promuovere percorsi turistici innovativi e rafforzare la visibilità nazionale e internazionale del Lazio.

Una sfida per l’intero territorio

Il sostegno della Regione Lazio non si limita a un gesto formale, ma si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione culturale del territorio. Le candidature di Anagni, Pomezia-Ardea e Tarquinia, ciascuna con le proprie peculiarità, offrono una rappresentazione diversificata della ricchezza regionale, che spazia dal patrimonio medievale all’archeologia etrusca, fino a territori in trasformazione capaci di investire sulla cultura come elemento di futuro.

 
CATEGORIA

Cultura

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