Latina, operazione Pac-Man: armi, esplosivi e droga, 16 misure cautelari nel blitz della Polizia

Un intervento imponente, costruito dopo mesi di indagini della Squadra Mobile, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina e il supporto di reparti arrivati da più province
Di Fabio Vergovich
Polizia di Stato, volanti intervenute nell'operazione
Polizia di Stato, volanti intervenute nell'operazione

Latina si è svegliata con una vasta operazione della Polizia di Stato contro un gruppo criminale ritenuto attivo nel capoluogo pontino e collegato a traffico di droga, armi, esplosivi, estorsioni e incendi intimidatori. L’operazione, denominata “Pac-Man”, ha portato all’esecuzione di 16 provvedimenti restrittivi emessi dal G.I.P. di Latina e a 22 perquisizioni delegate dalla Procura.

Un intervento imponente, costruito dopo mesi di indagini della Squadra Mobile, con il coordinamento della Procura della Repubblica di Latina e il supporto di reparti arrivati da più province.

Operazione Pac-Man a Latina, il blitz contro il gruppo criminale pontino

L’attività è scattata nelle prime ore del mattino, con l’impiego di personale delle Squadre Mobili di Roma, Napoli, Caserta, L’Aquila, Frosinone, Rieti, Viterbo, Isernia e Benevento, dei Reparti Prevenzione Crimine, delle unità cinofile e del Reparto Volo. Una mobilitazione ampia, resa necessaria dalla natura dell’inchiesta e dalla quantità di episodi ricostruiti dagli investigatori.

Agli indagati vengono contestati, a vario titolo, reati pesanti: estorsione, traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi ed esplosivi, ricettazione, evasione e incendi intimidatori. Il quadro investigativo descrive una struttura capace di muoversi nel mercato della droga e di accompagnare l’attività illecita con pressioni, minacce e azioni dimostrative.

Al centro degli accertamenti figura anche un pregiudicato di 37 anni, residente a Latina, considerato dagli investigatori uno dei principali riferimenti del gruppo. Attorno alla sua figura gli agenti avrebbero ricostruito rapporti, ruoli, modalità operative e canali di approvvigionamento della droga.

Droga, armi ed esplosivi: il sequestro che ha cambiato l’inchiesta

L’indagine era partita nel settembre 2025 dopo l’arresto di due giovani trovati con un ingente quantitativo di hashish nei pressi delle “Case Arlecchino”. Poco prima, nella stessa area, era stato incendiato il portone di un condominio. Da quel momento gli accertamenti hanno preso una direzione più ampia, fino a delineare l’esistenza di un gruppo strutturato e radicato sul territorio.

Un passaggio decisivo è arrivato nella notte del 4 e 5 gennaio 2026, con un sequestro eseguito in un appartamento a San Felice Circeo. Gli agenti della Squadra Mobile hanno trovato un arsenale composto da 7 pistole, un silenziatore, centinaia di munizioni e 4 ordigni esplosivi. Uno di questi conteneva oltre 250 grammi di tritolo, elemento che ha alzato il livello di allarme e ha dato nuovo peso alla lettura investigativa.

Dalle intercettazioni sarebbe emersa anche la pianificazione di attentati e azioni dimostrative collegate alla cosiddetta “guerra criminale” nel territorio pontino. Un dettaglio che racconta la possibile evoluzione violenta del gruppo e il rischio di una pressione crescente su quartieri, famiglie e soggetti ritenuti vicini agli ambienti dello spaccio.

Spaccio h24 a Latina, dalla zona Q5 a Borgo Piave

La rete di spaccio ricostruita dagli investigatori avrebbe operato senza interruzioni, con consegne attive a ogni ora in diverse zone di Latina, in particolare nell’area Q5 e a Borgo Piave. Hashish, cocaina e crack avrebbero rappresentato la principale fonte di reddito del sodalizio, capace di organizzare rifornimenti, depositi e distribuzione al dettaglio.

In un episodio specifico, gli agenti hanno sequestrato oltre un chilo di cocaina e circa 2,7 chili di hashish nascosti in un container vicino all’abitazione di un altro referente del gruppo. Il dato conferma il volume del traffico ipotizzato e la capacità di utilizzare luoghi diversi per custodire droga, armi o materiale utile all’attività criminale.

Le indagini hanno inoltre evidenziato un passaggio rilevante: dopo alcuni sequestri compiuti dalla Polizia, alcuni componenti del gruppo avrebbero avviato richieste estorsive e minacce verso amici e familiari di uno degli arrestati, con l’obiettivo di recuperare il denaro ritenuto perduto. Un meccanismo che mostra come il traffico di stupefacenti non si esaurisse nella compravendita, ma producesse ulteriori pressioni e ritorsioni.

Incendi intimidatori nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste

Nel fascicolo investigativo rientrano anche incendi di autovetture avvenuti a Latina nei quartieri Q4 e Villaggio Trieste nel marzo 2026. Episodi ritenuti azioni intimidatorie legate al recupero di crediti connessi alla droga. La scelta delle auto come bersaglio, in questa lettura, avrebbe avuto una funzione precisa: inviare un messaggio, creare paura, imporre il pagamento.

Il contesto che emerge è quello di una criminalità capace di utilizzare più strumenti: il mercato dello stupefacente, la disponibilità di armi, la presenza di esplosivi, le minacce e gli incendi. Una combinazione che aumenta la pericolosità del gruppo e spiega l’estensione dell’operazione condotta dalla Polizia.

Nel corso dell’intera attività investigativa sono stati arrestati in flagranza 8 indagati e sequestrati 15 pistole, 3 fucili, oltre 650 munizioni, esplosivi e più di 6 chili di droga, con cocaina, crack e hashish. Numeri che danno la misura della portata dell’inchiesta e della quantità di materiale sottratto alla disponibilità criminale.

Procura e Questura, attesi i dettagli sull’operazione a Latina

I dettagli operativi dell’attività svolta questa mattina saranno illustrati in Questura a Latina nel corso di una conferenza stampa presieduta dal Procuratore della Repubblica Gregorio Capasso, con la presenza del Procuratore Aggiunto Luigia Spinelli. Sarà l’occasione per chiarire ulteriormente ruoli, contestazioni, collegamenti e sviluppo delle misure eseguite.

Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva di condanna. Le misure cautelari rappresentano una fase del procedimento, non un giudizio conclusivo sulla responsabilità penale.

 
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