L’indiscrezione lanciata ieri dal Corriere dello Sport, prima del match interno contro il Parma (finito 2-2, ndr), ha scosso i tifosi biancocelesti: Alessio Romagnoli e la Lazio potrebbero separarsi al termine della stagione. Una notizia quasi surreale, se si pensa al percorso che aveva portato il difensore romano, tifoso laziale sin da bambino, a coronare il sogno di vestire la maglia della sua squadra del cuore nell’estate del 2022. Eppure, il rapporto sembra destinato a interrompersi presto, lasciando spazio a un finale amaro per una storia iniziata sotto il segno dell’amore viscerale.
Romagnoli, in caso di cessione la Lazio potrebbe fare una gustosa plusvalenza
Per Claudio Lotito, Alessio Romagnoli non è più considerato un intoccabile. Dopo due stagioni da leader della retroguardia, il difensore sembra esser stato messo sul mercato e la Lazio si prepara ad ascoltare proposte.
Arrivato a parametro zero dopo la scadenza del contratto con il Milan, Romagnoli rappresenterebbe oggi un’occasione importante per il club: una cessione che permetterebbe non solo di generare una plusvalenza, ma anche di ridurre il monte ingaggi, poichè il difensore oggi percepisce 3 milioni di euro a stagione, una cifra giudicata non più sostenibile nel progetto di rinnovamento che la Lazio intende perseguire (scenari più chiari saranno noti a fine stagione, quando si saprà se la Lazio giocherà la prossima Champions League o meno). Ma è anche una questione di età: Romagnoli ha compiuto 30 anni lo scorso gennaio, e il presidente biancoceleste vuole ringiovanire la rosa, soprattutto nel reparto arretrato.
Con un contratto valido fino al 2027, Romagnoli è ancora legato alla società, ma dalle parti di Formello si è già aperta la porta per una sua possibile partenza, magari proprio verso un club disposto a garantire un ingaggio importante e un’offerta adeguata.
Romagnoli, la sua stagione
In campo, Romagnoli ha confermato tutto il suo valore. Con 38 presenze stagionali tra campionato e coppe e ben 5 reti realizzate — il suo miglior bottino personale — il centrale di Anzio ha mostrato solidità, esperienza e una leadership naturale che lo hanno reso un punto di riferimento per la squadra.
Iconici i suoi tre gol consecutivi ad inizio marzo, che hanno tenuto in piedi la Lazio in un momento delicato della stagione; suoi i gol, infatti, che hanno regalato i quarti di finale di Europa League eliminando il Viktoria Plzen (gol all’andata, all’ultimo minuto, e al ritorno, dopo che i cechi avevano pareggiato il conto complessivo delle reti). Non meno importante il suo gol nel derby, con tanto di esultanza rabbiosa sotto la Curva Nord: un’immagine diventata simbolo del suo legame con la tifoseria. E proprio tra i tifosi l’ipotesi di un suo addio sta alimentando il malcontento: la piazza rumoreggia, e le critiche alla gestione Lotito, mai dome, sono tornate nuovamente ad accendersi.
