Continua la guerra fredda fra Juan Bernabè, l’ex falconiere della Lazio, e Claudio Lotito, presidente del club biancoceleste: i loro nomi rimbalzano nelle cronache per un’escalation di accuse, video social, comunicati ufficiali e denunce che scuotono l’ambiente biancoceleste in uno dei momenti più delicati della stagione. L’ex falconiere, allontanato ufficialmente dal club per “comportamenti non conformi”, ha infatti rilasciato dichiarazioni pesanti contro il presidente Claudio Lotito – già al centro di polemiche per il caso sulla telefonata registrata a sua insaputa e poi pubblicata su Instagram -, insinuando la presenza di minorenni nei centri sportivi di Formello e Auronzo di Cadore. Un’accusa grave, che Bernabé lega direttamente al suo licenziamento, suggerendo che le ragioni ufficiali nasconderebbero tanto altro.
Bernabè accusa, la Società risponde: le parole di Fabiani
La risposta della società non si è fatta attendere. In un comunicato durissimo, la Lazio ha respinto al mittente ogni accusa, definendo le affermazioni di Bernabé “diffamatorie” e “offensive”. La nota evidenzia come l’ex collaboratore fosse già stato allontanato per motivi concreti, tra cui l’occupazione abusiva di un immobile della società a Formello. Il club parla apertamente di un “attacco coordinato” per destabilizzare l’ambiente proprio quando la squadra è in piena corsa per un posto in Champions League.
E non si tratta solo di parole. Il tono scelto dalla società lascia intuire che ci si muoverà anche in sede legale. La Lazio ha già presentato denuncia e ha dichiarato di voler tutelare la propria immagine “in ogni sede opportuna”.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è intervenuto anche Angelo Fabiani, dirigente della Lazio, che ha parlato apertamente, nel post partita di Empoli – Lazio di ieri (finita 0-1 con gol di Dia, ndr) di “tentativo estorsivo” da parte di Bernabé. Secondo il suo racconto, l’ex falconiere lo avrebbe avvicinato e registrato di nascosto, per poi usare la conversazione a fini ricattatori.
Le sue parole, pronunciate a margine della vittoria con l’Empoli, non lasciano spazio a interpretazioni: “In casa mia, questa persona si avvicina, registra una conversazione e la usa per scopi estorsivi. Non posso far finta di nulla. Andrò dai Carabinieri”. Fabiani ha anche sottolineato come il clima attorno alla squadra stia diventando “anomalo”, con episodi che sembrano orchestrati per minare la concentrazione della squadra in un momento cruciale.
L’attacco di Bernabé arriva in una fase sportivamente molto delicata: la Lazio è in piena corsa per il quarto posto, a pari merito con Roma e Juventus. Qualsiasi elemento di disturbo — interno o esterno — rischia di compromettere un equilibrio sottile. Lo sa bene lo spogliatoio, lo sa ancora meglio la dirigenza, che ora fa quadrato attorno alla squadra.