Mense scolastiche di Roma, cambia tutto: stop agli alimenti ultraprocessati nei piatti degli studenti

Di Alessandra Monti
mensa scolastica
Mensa scolastica

Il servizio di ristorazione scolastica di Roma si prepara a una nuova fase con un appalto quadriennale del valore di 766 milioni di euro. Il nuovo bando riguarda 816 scuole e servizi educativi della Capitale e consentirà la distribuzione di quasi 24 milioni di pasti ogni anno. Il provvedimento introduce criteri che puntano sulla qualità degli alimenti, sul rispetto dell’ambiente, sulla tutela del personale e sul valore educativo del momento del pranzo, mantenendo il costo del pasto fuori dalla competizione economica delle gare.

Un appalto che cambia il servizio nelle scuole della Capitale

Il nuovo affidamento rappresenta uno dei più importanti investimenti dedicati ai servizi scolastici cittadini. L’obiettivo è consolidare un sistema che ogni giorno coinvolge migliaia di bambine e bambini, garantendo pasti preparati nella maggior parte degli istituti direttamente nelle cucine interne. Una scelta che permette di valorizzare la preparazione dei piatti all’interno delle scuole e di mantenere elevati standard organizzativi.

La decisione di non consentire offerte economiche al ribasso modifica l’impostazione della gara. Le imprese interessate saranno valutate soprattutto sulla qualità delle proposte, sulle caratteristiche dei prodotti utilizzati, sull’organizzazione del servizio e sulla capacità di offrire interventi migliorativi. In questo modo il prezzo del singolo pasto non diventa l’elemento determinante nella selezione degli operatori.

Più prodotti freschi e addio agli alimenti ultraprocessati

Uno degli aspetti più significativi riguarda il contenuto dei menù destinati agli alunni. Il bando esclude gli alimenti ultraprocessati e rafforza la presenza di frutta fresca di stagione, prodotti legati al territorio e ingredienti che rispettano il calendario agricolo.

Viene inoltre favorita la preparazione di piatti a base di verdure, legumi e pesce attraverso percorsi formativi rivolti al personale delle cucine. L’obiettivo è rendere queste preparazioni più apprezzate dagli studenti, contribuendo a diffondere abitudini alimentari corrette già durante gli anni della scuola.

Grande attenzione viene dedicata anche alla qualità delle materie prime. I prodotti biologici, DOP e IGP assumono un ruolo ancora più rilevante, insieme alle filiere corte, considerate uno strumento utile per valorizzare le produzioni locali e ridurre gli spostamenti delle merci.

Ambiente, riduzione degli sprechi e nuovi criteri per le aziende

Il nuovo sistema introduce numerosi interventi destinati a diminuire l’impatto ambientale del servizio. Le imprese dovranno adottare strumenti per monitorare gli sprechi alimentari, incentivare il recupero delle eccedenze e misurare l’impronta ambientale delle proprie attività.

Il bando promuove anche menù stagionali con minore impatto ambientale e incoraggia il consumo della cosiddetta frutta fuori calibro, contribuendo a limitare gli sprechi lungo la filiera agricola. Sono previste inoltre iniziative per ridurre gli imballaggi e razionalizzare i trasporti necessari alla gestione del servizio.

Riceveranno una valutazione aggiuntiva le aziende che utilizzeranno prodotti provenienti dall’agricoltura sociale, dai beni confiscati alla criminalità organizzata e dalle imprese aderenti alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, con particolare attenzione alla regolarità delle condizioni occupazionali.

Più tutele per il personale e investimenti nelle scuole

Il nuovo appalto dedica un capitolo specifico ai lavoratori della ristorazione scolastica. Rimane il divieto di subappaltare il servizio principale, viene confermata la continuità occupazionale del personale già impiegato e resta obbligatoria l’applicazione del contratto collettivo nazionale di settore.

Compare inoltre un voucher annuale di 500 euro destinato agli addetti delle mense scolastiche, misura pensata per sostenere chi svolge un’attività caratterizzata dal part-time ciclico.

Sul piano organizzativo vengono stanziati due milioni di euro ogni anno per accelerare la sostituzione delle attrezzature presenti nelle cucine scolastiche. Il bando introduce anche interventi destinati a migliorare gli ambienti dedicati al pranzo, con lavori di insonorizzazione previsti nei refettori e incentivi destinati agli operatori che estenderanno questi interventi a un numero maggiore di scuole.

Il pranzo diventa parte integrante del percorso educativo

La refezione scolastica viene considerata anche uno spazio dedicato all’apprendimento. Per questo motivo il nuovo appalto prevede laboratori, attività di educazione alimentare e iniziative dedicate al rispetto dell’ambiente, coinvolgendo direttamente gli studenti durante il percorso scolastico.

Le cucine saranno sempre più coinvolte nelle attività degli istituti, favorendo momenti di partecipazione che permettono agli alunni di conoscere meglio il valore del cibo, delle produzioni agricole e della corretta alimentazione. Viene confermato anche il Tavolo di Ascolto con le Commissioni Mensa dei quindici Municipi, strumento che consentirà di mantenere un confronto costante sul funzionamento del servizio e sulle eventuali esigenze che emergeranno nel corso dell’appalto.

 
CATEGORIA

Cronaca

DATA

Condividi l'articolo su

Scorri lateralmente questa lista