Un video inquietante, un messaggio di sfida allo Stato e la memoria che torna alle stagioni più buie di Roma. Nelle ultime ore fa discutere nella Capitale la diffusione di un filmato pubblicato su Facebook da Silvio Hilicic, conosciuto online come Silvio Silvietto: nel video si mostra armato di un fucile mitragliatore e pronuncia parole dirette al sindaco Roberto Gualtieri.
“Questo è per il sindaco e per la sua famiglia. Come ha buttato giù casa nostra, io butterò la sua. Tempo al tempo, lo stato non mi fa paura”.
Una minaccia esplicita, accompagnata da immagini che hanno rapidamente fatto il giro dei social, allarmando istituzioni e cittadini. Le forze dell’ordine hanno attivato immediatamente l’allerta sicurezza: la Prefettura di Roma valuta in queste ore il potenziamento della scorta del sindaco, già affidata alla Guardia di Finanza.
Il video minaccioso di Hilicic e le indagini: la pista dei clan sinti
Secondo le prime verifiche, Silvio Hilicic è ritenuto vicino ai clan sinti dei Komarov, gruppi già noti agli inquirenti e collegati alla galassia dei Casamonica. Il suo nome è emerso anche nel contesto delle indagini sull’omicidio del quattordicenne Alexandru Ivan, ucciso nel 2024 nel parcheggio della metro C, in uno scontro tra bande giovanili.
La Procura di Tivoli coordina ora l’inchiesta con la Questura di Roma. L’ipotesi investigativa principale lega la minaccia alle recenti demolizioni di due ville abusive in via Arzachena, a Rocca Cencia, periferia est della Capitale. Gli immobili, occupati da famiglie legate ai clan, sono stati abbattuti nei giorni scorsi in un’operazione di ripristino della legalità promossa dal Comune e dalla Prefettura.
Nel tardo pomeriggio di ieri, carabinieri e Guardia di Finanza hanno eseguito un blitz a Valle Martella, controllando le abitazioni di alcuni familiari di Hilicic, sfollati dopo le demolizioni. L’uomo, però, non era presente. Gli inquirenti non escludono che il profilo social possa essere stato usato da altri per lanciare un messaggio intimidatorio “a nome suo”.
Le minacce anche al presidente del VI Municipio: “Ogni mattone che cade è un dolore per me”
Il clima di tensione non si ferma al Campidoglio. Nelle stesse ore, sulla pagina Facebook del presidente del VI Municipio, Nicola Franco, è comparso un post minaccioso firmato sempre “Silvio Silvietto”:
“Chi ha fatto questo sa, e sa benissimo che non finisce qua. Altre dieci ne tiro su, ma voi? Pensate che non vi trovo? Ogni mattone che cade da quella casa è un dolore per me e la mia famiglia, ma per chi lo ha fatto sarà il doppio del dolore”.
Un linguaggio intimidatorio che ricalca lo stile e la logica mafiosa: lo Stato colpisce, la criminalità reagisce con la minaccia personale. Franco ha reagito con fermezza: “Siamo abituati a queste intimidazioni. Diamo fastidio a chi ha vissuto per anni nell’illegalità, ma andiamo avanti senza paura”.
La risposta del sindaco Gualtieri: “Roma non si piega all’illegalità”
Il sindaco Roberto Gualtieri ha replicato poche ore dopo la diffusione del video:
“Le minacce non modificano di una virgola il nostro impegno contro le mafie e per affermare la legalità. Restituiremo ai cittadini gli spazi sottratti alla criminalità, insieme alla Prefettura, alla Questura e alle forze dell’ordine. Roma sarà più giusta e più sicura”.
Parole di determinazione e di fiducia nello Stato, arrivate mentre la politica nazionale si stringeva attorno al primo cittadino. La premier Giorgia Meloni ha condannato “un’intimidazione inaccettabile nei confronti di un rappresentante delle istituzioni”. Anche Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno espresso solidarietà, così come la segretaria del PD Elly Schlein, che ha ricordato come «il sindaco non sia solo in questa battaglia di legalità».
Rocca Cencia e il nodo delle periferie romane
Il caso riporta al centro dell’attenzione un tema ormai cronico: la fragilità delle periferie romane. Zone come Rocca Cencia, Borghesiana e Tor Bella Monaca restano segnate da un mix di disagio sociale, abusivismo edilizio e presenza criminale. Qui, l’azione dello Stato non è solo urbanistica, ma profondamente simbolica: ogni demolizione rappresenta una sfida diretta al potere dei clan.
Le due ville abbattute in via Arzachena erano considerate emblema dell’arroganza criminale. L’operazione, seguita passo dopo passo dalla Prefettura, ha voluto ribadire che nessuno è al di sopra della legge, nemmeno chi per anni ha dominato quartieri interi attraverso il controllo del territorio. Ma la reazione, come mostra il video di Hilicic, non si è fatta attendere.
Solidarietà bipartisan e allerta massima
Le minacce a Gualtieri e a Franco hanno prodotto un fronte politico e istituzionale compatto. In Campidoglio, la giunta e i gruppi consiliari di maggioranza e opposizione hanno espresso unanime condanna. Dal Viminale è arrivato un messaggio chiaro: “Lo Stato non si lascia intimidire”.
Intanto la Digos e il Reparto operativo dei Carabinieri di Frascati stanno analizzando il filmato per verificarne l’autenticità e rintracciare chi lo ha materialmente diffuso. Il fucile imbracciato dal giovane nel video, secondo una prima analisi, potrebbe essere un’arma replica, ma resta il valore intimidatorio del gesto.
La Capitale ha paura ma resiste: “Roma non arretra”
Roma, ancora una volta, si trova a fare i conti con il lato oscuro delle sue periferie. Le minacce armate a un sindaco sono un segnale preoccupante, ma anche la prova che l’azione dello Stato sta toccando interessi concreti. La battaglia per la legalità, che passa per la demolizione delle ville abusive e il recupero del territorio, è una sfida che riguarda non solo la politica ma l’intera cittadinanza.
“La paura non deve diventare normalità” ha commentato una fonte del Campidoglio. “Ogni passo avanti nella legalità è una conquista che dobbiamo difendere insieme”.
Il video di Silvio Hilicic rappresenta l’ennesimo tentativo di riaffermare la logica della paura. Ma la risposta dello Stato, compatta e immediata, dimostra che Roma non si piega. Dietro la rabbia e la violenza di chi perde privilegi illegali, emerge una città che vuole riprendersi i suoi spazi, le sue regole, la sua dignità.
Come ha ricordato lo stesso Gualtieri: “Le intimidazioni non ci fermeranno. Roma continuerà a lottare per la legalità, contro ogni forma di criminalità”.