Nel mondo segreto del Conclave: quando si rischia la scomunica

Questa tradizione ebbe inizio a Viterbo nel 1271, quando i cardinali, dopo tre anni di indecisione, furono chiusi fino all'elezione di un nuovo papa
Di Francesco Vergovich
Papa Francesco, la bara

Il conclave non è solo un’elezione, ma un rituale antichissimo che continua a mantenere il suo fascino e mistero. Nato come un sistema punitivo per mettere pressione sui cardinali indecisi nel lontano 1271, questo processo si svolge ormai da secoli con un rigore tale che ancora oggi affascina e incuriosisce. Provate a immaginare il Palazzo Apostolico completamente isolato dal resto del mondo, dove nemmeno la più lieve interferenza tecnologica può entrare.

Segretezza e clausura

Le regole del conclave impongono che i cardinali siano praticamente tagliati fuori da qualsiasi contatto esterno: finestrature rigorosamente sigillate, telefoni e computer consegnati prima dell’ingresso nella Cappella Sistina. Una reclusione volontaria volta a concentrarsi sulla decisione più importante per la Chiesa. “Conclave” deriva dal latino “cum clave”, ossia chiusi a chiave. Questa tradizione ebbe inizio a Viterbo nel 1271, quando i cardinali, dopo tre anni di indecisione, furono letteralmente chiusi fino all’elezione di un nuovo papa.

Il rito dell’elezione del Papa

Quest’anno sono 133 i cardinali che parteciperanno a questo rito arcano. La costante preghiera affinché lo Spirito Santo guidi le loro azioni è alla base dell’intero processo.Non rischia la scomunica solo chi diffonde informazioni all’esterno, ma anche chi fa campagna elettorale all’interno. La “Universi Dominici Gregis”, costituzione apostolica promulgata da San Giovanni Paolo II nel 1996, regola il processo e specifica che per essere eletti sono necessari i due terzi dei voti

I cardinali alloggiano a Santa Marta, all’interno del Vaticano, anche se decisioni logistiche come la disposizione delle camere o la bonifica di piani interi potrebbero rivelarsi complicate. Se la votazione si prolunga, saranno necessari sistemi per garantire la sicurezza e la privacy dei partecipanti, in un’epoca in cui la trasparenza è sempre più richiesta.
Gli elettori passano le giornate tra messe e votazioni metodiche, momenti di riflessione e rituali che sembrano cristallizzati nel tempo.

Un processo millenario

Molti aspetti del conclave rimangono volutamente segreti, un armamentario di codici che resiste all’epoca moderna. A partire dalla messa Pro Eligendo Romano Pontifice fino all’ultimo scrutinio, ogni passo è orchestrato per mantenere intatta una tradizione che affonda le sue radici nella storia. Mentre l’ombra della tecnologia si allunga sul mondo esterno, entro le mura della Cappella Sistina il tempo sembra essersi fermato, conservando l’antica magia di un elezione altrimenti incomprensibile al di fuori.

 
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