Sono atterrati stamani all’aeroporto di Fiumicino i genitori di Anastasia Trofimova, provenienti da Omsk. Un lungo tragitto che li ha visti fare scalo a Mosca e Istanbul prima di giungere a Roma alle 9.35. Accolti dagli investigatori dello Sco e della Squadra Mobile, la coppia ha parlato con loro cercando di fare chiarezza su un caso che ha sconvolto le loro vite. “Non avremmo mai immaginato che quell’uomo potesse fare una cosa del genere. Siamo sconvolti”, hanno dichiarato ai giornalisti presenti.
La scoperta attraverso la televisione
L’arrivo dei genitori in Italia è stato reso possibile grazie alla trasmissione “Chi l’ha visto”, che li aveva rintracciati in Russia con l’aiuto di una telespettatrice in grado di comunicare nella loro lingua. Questo intervento mediatico ha notevolmente velocizzato le procedure burocratiche per un’eventuale rogatoria. I genitori hanno inoltre rivelato come la figlia Anastasia e la sua bambina fossero essenzialmente prigioniere di Francis Kaufmann, impossibilitate ad avere documenti o contatti esterni. “Ci scriveva di nascosto”, hanno confermato al pubblico attento.
Un amore nato a Malta finito in tragedia
Anastasia aveva conosciuto quello che si spacciava per un regista californiano durante un soggiorno a Malta. Lì, in circostanze domestiche, era nata anche la loro bambina. La coppia si era poi trasferita a Roma vivendo in condizioni precarie fino all’epilogo tragico nella cornice di villa Pamphili. Le autorità ritengono che sia stato proprio Kaufmann il responsabile della morte della giovane madre e della piccola.
Ora l’intera vicenda è al vaglio degli inquirenti romani che cercano disperatamente risposte e giustizia per le vittime di questo atroce delitto. Mentre le indagini proseguono senza sosta, i familiari cercano conforto nelle memorie felici della figlia e della nipotina perdute.