All’indomani della scomparsa di Papa Francesco, i cardinali si sono riuniti nell’Aula del Sinodo per la prima Congregazione generale. Un incontro intriso di emozione, in cui è stata fissata la data delle esequie: sabato mattina, alle 10, si terranno nella Basilica di San Pietro, sotto la guida del cardinale decano Giovanni Battista Re. È l’inizio del commiato ufficiale, ma per molti il saluto è già iniziato nei cuori.
Le ultime parole di Papa Francesco: “Grazie per avermi riportato in piazza”
La salma verrà trasferita domani a San Pietro, dove i fedeli potranno renderle omaggio fino a venerdì. Le immagini diffuse mostrano Papa Francesco con i paramenti sacri: mitra bianca, casula rossa, rosario tra le dita. È un’immagine che ha colpito per la sua calma e solennità, uno specchio fedele della sua figura: umile, essenziale, vicina. Anche nella morte, Francesco comunica con gesti semplici ma potenti.
Chi gli è stato accanto nelle ultime ore ha raccontato di un uomo sereno, che non temeva il passaggio finale. Ha voluto ringraziare chi lo ha convinto a salire per un’ultima volta sulla papamobile, tra la folla in piazza. “Grazie per avermi riportato in piazza”, ha sussurrato. Un gesto che va oltre la memoria affettiva: per lui, quella piazza è stata il cuore pulsante del suo ministero. Non un palcoscenico, ma un luogo di incontro reale.
Un manoscritto finora inedito, custodito con discrezione, restituisce il suo pensiero più profondo sulla morte: “Non è la fine, ma un nuovo inizio”. Non una frase costruita per la circostanza, ma l’essenza del suo messaggio. Francesco ha sempre parlato della fede come percorso aperto, mai come dottrina conclusa. Anche davanti all’ultima soglia ha mantenuto la coerenza con il suo modo di credere: senza clamore, con fiducia piena.
Il ricordo della Meloni: “Mi ha detto ‘Ci rida su'”
Quello di Bergoglio è stato un papato che ha rotto le abitudini, scavalcato le distanze, rimesso al centro chi di solito sta ai margini. La sua voce ha dato dignità ai poveri, ai migranti, ai malati, ai carcerati. Chi vive ai bordi della società lo ha riconosciuto come uno di loro. E questo, per un Papa, è qualcosa di raro. Non ha mai cercato il consenso facile: ha preferito dire cose scomode, anche a costo di suscitare critiche dentro e fuori il Vaticano.
Giorgia Meloni ha raccontato che l’ultimo loro incontro è avvenuto lunedì. Le avrebbe detto: “Ci rida su”, un’espressione semplice ma significativa. Per lui, l’ironia era una forma di saggezza, un modo per affrontare la gravità senza farsene schiacciare. Non era leggerezza superficiale, ma capacità di vedere le cose con distacco, senza perdere l’umanità.
Ogni morte lascia un’assenza, ma alcune lasciano anche una traccia. Quella di Francesco appartiene a questa seconda categoria. Il suo pontificato ha ridisegnato i confini della Chiesa, portandola fuori dai palazzi e tra la gente. Ha spinto i pastori a “sentire l’odore delle pecore”, come amava dire. E ora che non c’è più, molti si chiedono cosa ne sarà di questa visione.